Rumoricci di gente
e panche stridenti
tra incenso e sudore,
odor di cera colante.
***
Bisbigli e sussurri
da terra a cielo
su, su, tra le volte
dipinti di santi
arcangeli armati
e putti d'indefinito sessoi
***
E lei
col fazzoletto in
ossequiosa obbedienza
a pregar messa
le mani giunte
in silenziosa corte
le ginocchia come spilli
le calze rotte.
***
Su, su, tra le volte
i suoi fantasmi
tutti i suoi fantasmi
in processione alata
coperti, schivi
superbi e indolenti
e d'invidiosa sorte
furioso stato
in dolce bocca
e avara condizione
***
Ma l'ultimo fantasma
sotto la sua gonna
sogghigna
mentre lei prega
e suda gocce di vergogna