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Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

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lunedì, 12 gennaio 2009

Poeti e baccalĂ  sul banco del mercato

Io non ho mai distinto
cosa fosse davvero poesia e cosa non lo fosse.
Di certo non è un andare a capo o scrivere tutto su un rigo, di certo quella è la forma, di provocazione io sono fatto e questa provocazione è.
Conosco baccalà che si credono censori quelli si, di sesso maschile e femminile, questo lo so, gente che si arroga diritti di giudicare i vivi e i morti come gli dei dell'Olimpo o era un altro?
Poesie no, io non so cosa sia una poesia
ho detto
io mi intendo di sassi e li sollevo
e quel che trovo scrivo
in breve e in lungo
scrivo.

Sul banco del mercato lascio i baccalà e gli stoccafissi, sulla tenda di una matrona indiana lascio due mutande sporche, sulla mia illusione lascio la favola dell'ultimo teodoforo tibetano e lascio a chi mi legge il diritto di decidere cosa sia vero e cosa sia falso.

Ma prima di lasciarvi lascio un bacio alla Moratti, oggi che ha scoperto che la cordata di Alitalia è una gran bufala regalata alle tasche dei contribuenti di questo paese e Milano, Milano piange senza sale si può stare ma senza lavoro no.

Poeti, baccalà
dissertazioni senza senso
datemi un boccale di frizzante acqua piena di bolle
e poi sia quello che sia.
Io passo oltre.
postato da: hariseldom alle ore 11:11 | link | commenti (4)
categorie: teatro