Che tra le materie scolastiche comprenda la religione e i cui insegnanti abbiamo il potere di dare crediti è una società di tipo integralista, questo a prescindere del credo personale di ognuno.
Così alla fine decisero di accontentarmi e nel 1992 crearono per me una nuova agenzia su Francavilla al Mare.
La logica era crearla a Montesilvano, ma su Pescara c'era un parente dell'ammnistratore delegato della compagnia e l'ispettore di zona non voleva infastidirlo.
Un ispettore commerciale che sarebbe stata la causa di tutti i miei futuri problemi.
Uno di quelli che si getta dove tira il vento, un incapace pericoloso.
Tempi in cui Craxi governava il paese e naturalmente il tipo era socialista ora è un fervente berlusconiano, insomma va dove tira il vento, meglio andava visto che ora è in pensione.
Mi tirò uno scherzo di quelli da cui non ti salvi. Una agenzia generale creata con il pattume di tre agenzie che avevano scaricato le loro schifezze tutte, insomma una discarica.
Un agente coinvolto in affari poco puliti, un altro che si era liberato di una collaboratrice che era una truffatrice e un terzo agente che aveva messo solo poche briciole nella nuova agenzia.
Il tutto con la complicità dell'ispettore.
Due di quelli che ho nominato poi hanno creato un buco notevole alla compagnia, il terzo no, ma mi ha mandato una ladra.
No, lasciamo stare, ho promesso che raccontavo tutto ma voglio chiudere subito questo periodo, dal 1992 al 2000 ho passato l'inferno, non è facile combattere contro certa gente.
Alla fine senza una lira uscii da quella situazione e lasciai la compagnia con una lettera d'addio che mandai a tutte le agenzie generali della Unipol. Una poesia che commosse qualcuno e che un girono forse pubblicherò.
Intanto a 45 anni avevo sostenuto gli esami da promotore finanziario così mandai a quel paese l'ispettore e la compagnia e divenni promotore finanziario, non vi voglio annoiare con la storia di quel periodo.
Due anni fa sono diventato agente di una grande compagnia di assicurazione su Pescara.
Beh ma tanto a chi frega tutto questo?
Però davvero la mia vita è stata ed è un fumetto in bianco e nero.
La mia vita somiglia a un fumetto della Marvel, ma senza supereroi.
Destino però si, quello l'ho incontrato come tutti i cattivi delle storie, avessi avuto i super poteri...
La prima sconfitta la ebbi lasciando l'università, la scusa la morte di mio padre, già una scusa perchè se nella vita una cosa la vuoi la ottieni, a prescindere dalla fatica che ci vuole.
Ho dato solo Storia Moderne a Contemporanea, Sociologia e Stroia delle Dottrine Politiche.
Mi ha fregato il terrore dell'esame di Inglese e le mille giustificazioni che mi sono dato.
Quando ho raccontato la mia vita mi sono sempre fermato al 1980 anno del mio matimonio e poi dell'accettazione di un incarico di agente generale della Unipol per Belluno.
Avevo 26 anni, ero nel partito comunista e sognavo di poter cambiare questa società.
Per sette anni avevo lavorato con l'Assitalia, a 22 anni ero già agente principale a Montesilvano con un grosso portafoglio e dei dipendenti, io, io che odiavo banche ed assicurazione e quel mondo così falso che gli gira attorno.
Potevo accettare quello che mi offriva la Ras, una montagna di soldi ed un portafoglio grandissimo, invece scelsi la Unipol che a "quel tempo" era orientata a sinistra ed aveva ancora una grossa coerenza.
In verità l'agenzia di Belluno non la voleva nessuno, un portafoglio di 80 milioni una impiegata che assunsero come capo ufficio poco prima che arrivassi io ed un territorio non propriamente di sinistra.
In tre anni portai quell'agenzia a 350 milioni di portafoglio, mi consideravano un fenomeno, dire che non avevano scommesso in molti su questo ragazzino pieno di sogni e di chimere.
Ero indebitato, ero partito con un disavanzo enorme, ma ero riuscito ad arrivare a un traguardo molto grande e sopratutto non con la rcauto, ma con i rami incendio, infortuni, insomma con i rami che presuppongono una specializzazione.
I rapporti con i compagni Bellunesi era fantastico, Sergio Reolon era segretario allora, si lo stesso che si candida ora alla provincia.
C'erano compagni seri, gente a cui potevi affidare tutto.
Era troppo dura però e chiesi di tornare in giù e la Unipol mi disse se volevo andare a Tivoli e feci l'errore di accettare e lasciare Belluno.
Avrei passato gli anni successivi a pentirmi di quella scelata, ma la vita non permette passi indietro.
Di certo a Belluno ho lasciato il mio cuore, tra quelle montagne, tra quella gente.
Le fregature maggiori però l'Unipol me le doveva dare dopo, ma in quel momento non lo sapevo ancora.
Tivoli aveva una agenzia di 500 milioni di incassi, un portafoglio sbilanciato sull'auto e una immagine molto piatta sul territorio.
Stetti a Tivoli nove anni, dalla mia agenzia inziale vennero fatte tre agenzie generali, con un portafoglio complessivo di svariati miliardi eppure io non presi quasi nulla.
Lo scorporo che mi fu fatto di Guidonia mi uccise economicamente, ma almeno salvati posti di lavoro e creai nuova occupazione.
Già perchè mi sono sempre preoccupato di quelli che lavorano con me e molto poco di me stesso e della mia familia.
A Tivoli sono nati i miei splendidi figli, ma in quel caso mi sono arreso, così schifato ed amareggiato stavo andando via dalla compagnia, ma alla fine mi offrirono di tornare in Abruzzo a Francavilla al Mare.
Allora non lo sapevo, ma stavano per darmi una di quelle fregature che mi avrebbero ucciso davvero, al punto da portarmi sull'orlo del fallimento.
Scrivono poesie idiote infarcite di frasi comuni e rime da idioti.
Il terremoto è una cosa seria, non è la vetrina dei partiti e di governanti con l'elmetto.
New town ma dico come si fa a parlare così?
Idiozie sui contributi da prendere da un posto e metterli in un altro, magari lasciamo morire l'africa o la ricerca sulle malattie genetiche, l'importante è non mettere tasse? Idioti una massa di idioti.
Un grazie a quelli della protezione civile che in silenzio lavorano giorno e notte e che quando vogliono intervistarli scappano perchè debbono lavorare.
Un grazie a quelli che non mettono la robaccia che doveva andare in spazzatura ma che in silenzio comperano al supermercato pannolini magliette omogeneizzati ecc.
Un grazie a chi invisibile aiuta e non si mette la bandiera di un partito al collo.
Un grazie agli angeli di questo terremoto devastante che non scrivono poesie del c. e non dicono emerite stronzate.
Sono appena tornato da un corso ad Ancona e ho un po' di sonno.
Gli anni iniziano a pesarmi e quando guido a volte mi stanco.
Divento ogni giorno più prudente, quell'autostrada con i lavori in corso e restringimenti di corsia mi fa paura.
Vedo invece che molti corrono come matti, non pensano alla morte ne la loro ne quella altrui.
C'è sempre un camion in un sorpasso infinito e un altro che invece ti lascia passare.
Nell'area di servizio ti offrono sempre un menù e non sai nemmeno perchè.
Un corso sulla difesa legale non è il massimo, ma almeno sono andato con tre persone e non da solo.
Da solo il viaggio è sempre più noioso per me.
Problemi, casini, clienti, direzione, equilibri a volte mi viene in mente Merlino, ultima scena della spada nella roccia.
Tre colpi di bacchetta magica e una divisa hawaiana.
Potessimo a volte andare su un'isola, ma non quella di Peter, quella sinceramente non era il massimo.
Mi piacerebbe andarmene su un'isola greca o al limite una nostra.
Salvo poi scoprire che tanto semplice non è, se manca l'acqua potabile ad esempio?
Oppure, cosa più grave, metti che finisci gli ami e pur stando su di un'isola non puoi pescare?
Pescara con la pioggia, Pescara non è un'isola e le facce sono spesso sempre le stesse e mi fa male vedere quella fontana costata tanti soldi mezza rotta.
Pescara, la mia vita, il mio lavoro e una musica, già una musica, c'è sempre una musica dentro di noi , oppure c'è silenzio.
E' nero il colore della vergogna
che tollera i bulli assassini
in questa Verona distratta
dove la violenza ha teste rasate
A volte ci scrivo le poesie, a volte racconto favole, certe volte mi gioco un pezzo di vita e certe volte canto o racconto qualcosa.
Solo un blog e io e altre persone usiamo nick, si chiamano così, nick.
Però sono mani di esseri umani quelle che scrivono, sono mani vere come le mani di una persona che mi ha detto una cosa, un dolore, il peggiore dolore che c'è.
Vorrei prendere quel dolore, metterlo dentro una busta di plastica e sotterrarlo, ma non si può, non funziona così la vita.
La vita, quella fuori da un monitor è dolore alle volte, il peggiore.
Io non so non credo serva qualcosa pregare, non lo so.
Facciamo finta che prego, ti abbraccio amica mia.
Io non so trovare belle parole, scrivo molto, scrivo, ecco ho scritto per te.
Mi capita spesso di sentire cose così da parte di persone che hanno una visione catastrofica del mondo, persone che perdono sempre.
Quando presi l'agenzia che gestisco ora mi dissereo che la persona contro cui combattevo era troppo grande che aveva sempre vinto.
Io cerco di non odiare mai chi si mette contro di me, a volte poteri forti o persone che pensano di aver diritto a fare quello che vogliono.
Ricordo la faccia del vice preside quando a 15 anni parlai in assemblea, la faccia dell'aministratore delegato della Unipol quando gli chiesi perchè ci eravamo ricomperati l'Universo in Germania, la faccia del sindaco di Francavilla quando gli dissi che questa città io gliela rivoltavo se non fermava gli aumenti della mensa, la faccia di tanti contro cui mi sono scontrato sempre a capo fitto e senza contare sino a 10.
Ho pagato caro per tutto, molto caro.
Ma come disse mia madre quando tornai con la camicia strappata e due lividi in faccia, come disse mia madre- come sta quello con cui ha combattuto?-
Ho scelto il nick hariseldom, il nome giusto sarebbe Hari Seldon di professione psicostoriografo, cioè un matematico in grado di prevedere il futuro di una intera galassia perchè alle volte vedo il futuro.
Non che sia difficile, basta esaminare il passato e il presente per sapere come andranno le cose.
Ho costruito cose importanti e molte persone oggi hanno posti di lavoro in cui hanno raggiunto livelli di eccellenza e debbo dire che hanno iniziato con me.
Forse se non mi avessero incontrato nella strada.
Scrivo favole, poesie, ballate ma sotto c'è un uomo che vive la sua realtà non virtuale e che cambia la vita di altre persone.
Al diavolo, stasera vado a ruota libera, questo è il mio blog e mi sfogo.
Non ho una casa di proprietà e questa è stata la mia sconfitta, ma al diavolo è andata così e la vita spero non finisca domani.
Potevo diventare ricco, potevo farlo più volte ma il prezzo che avrei pagato non mi avrebbe permesso di guardare in faccia i miei figli.
E allora al daivolo, che vada così.
Racconto di me, solo una parte di me, ci sono cose che nessuno può scrivere nemmeno in un blog.
Il rispetto nei contronti di alcune persone mi impedisce di dire sempre tutto.
Amo la vita, sono stato amato dalla vita e sono stato molto amato, forse più di quanto io abbia amato e di questo, di questo dovrò rispondere se mai qualcuno mi chiederà conto di tutto.
Scusate se non correggo, scusate se parlo tanto di me, stasera ho voglia così.
No, non mi sono mai annoiato e posso dire di aver conosciuto grandi personaggi.
Non mi si dica che sono un illuso, morto è chi pensa di non poter cambiare nulla del mondo, morto è chi si arrende e dice che non ci possiamo fare nulla, morto è chi non ci prova.
Io non amo più la Fallaci per tanti motivi, ma in un suo libro parlava dei vietcong scalzi che andavano contro i carri armati con un fucile ad un solo colpo o una bottiglia molotov, penso ai ragazzi di piazza Tien Ammen, a quelli contro i carri armati a Praga...penso ai miai amici cileni.
Penso che si vive e si è vivi se non ci si arrende, se ci si prova a cambiare, il sonno dell'indifferenza non è per me.
Parlerò ancora di me, basterà passare oltre, ma nessuno mi farà stare in silenzio, mai.
A volte mi chiedo se sono proprio sbagliato, a volte me lo chiedo.
Dicono che ho un brutto carattere e lo dice spesso chi non mi conosce, forse ha ragione o forse no.
Non riesco, è più forte di me, non riesco mai a non vedere, a far finta di niente.
Eppure deve essere facile, perchè spesso la gente si volta, non guarda, fa finta di nulla e parcheggia più lontano per non vedere.
Io no, non sono capace di farmi gli affari miei, di essere indifferente all'ipocrisia, al qualunquismo, al maschilismo e spesso, spesso rimango da solo ma.
Ma ho scritto una cosa tempo fa, ho scritto una cosa che dice che se un chiodo è un chiodo lo devi chiamare così, anche se tutti dicono che è un fiore, perchè se è un chiodo resterà un chiodo.
Non salgo sul carro del vincitore, mai, forse è sbagliato, si perchè non ho una vita facile credetemi.
Ho questa di vita e me la tengo stretta, la vivo, la amo.
Sottraggono ossigeno al loro futuro
succhiano soldi dalle loro ossa
spengono speranze sul cielo dipinto
e nessuno parla di loro.
***
Ma ci sono chitarre
e suoni di campane
e questi ragazzi
hanno tamburi stonati
sopra i terrazzi
delle scuole occupate
mentre il grande imbroglione
tappa la bocca alla televisione
***
Nessuno parla di loro
ma cova la rabbia
cova sotto la cenere delle parole
***
Nessuno parla di loro
ma questo mondo
non ha futuro
senza i loro occhi
senza le loro mani
e il vecchio mentitore
imbavaglia la verità
non la voce del loro coraggio