hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

Chi sono

Utente: hariseldom
Nome: Giuseppe
AltraMusa, piccolo salotto letterario
Abisso dei poeti

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 27 agosto 2009

Scrivere per me

Scrivere per me è importante, dare sfogo alla creatività mi da un senso si appagamento che poche altre cose possono darmi.
Scrivere per me è una droga, una liberazione, una evasione dal mondo che ho attorno, a prenscindere se il mondo che ho attorno mi piaccia o no.
Un tempo evadevo con i fumetti, tex,zagor, akim, blek macigno (si scrive così blek) capitan miki e tanti altri topolino e tirammolla compresi.
Iniziai a evadre di più con Salgari i vari cicli dai pirati della malesia a quello dei corsari, dalle avventure indiane a quelle sull'Atlante.
Poi il mio amore per la fantascienza, Urania in particolare.
Ora, che il tempo mio è il tempo di un uomo che accetta i suoi anni, ora è scrivendo che riesco ad evadere a realizzare una parte di me.
Ogni cosa che scriviamo rimane nel tempo, ci sopravvive.
Il concetto di sopravvivenza, di immortalità è quello che più mi affascina.
Tutti occupiamo in questo modo più spazio di quanto ci è stato concesso di avere dal destino.
Scrivere è forse più importante di amare? Il concetto di amare o di amore o di rapporti di coppia o non di coppia, il vivere, la quotidianeità sono su un livello diverso, un piano esistenziale di un ...altrove.
In questo senso forse scrive è più importante di amare o forse questo stesso concetto indica il grado di follia di chi scrive con lo pseudonimo di hariseldom, psicopatici e malati di invidia del web permettendo.
postato da: hariseldom alle ore 10:14 | link | commenti (3)
categorie: ragionamenti liberi
giovedì, 20 agosto 2009

Una società

Che tra le materie scolastiche comprenda la religione e i cui insegnanti abbiamo il potere di dare crediti è una società di tipo integralista, questo a prescindere del credo personale di ognuno.
postato da: hariseldom alle ore 23:53 | link | commenti (1)
categorie: sfoghi, ragionamenti liberi
venerdì, 01 maggio 2009

La resa

Quello di cui oggi voglio parlare e parlando raccontare di me è: il concetto di resa.
Questo mondo, questa società in cui viviamo oggi, diventa sempre più una sorta di oggetto plastificato ed artificiale disumanizzato.
Personalmente odio le compagnie telefoniche ed il sistela dei call center, dove lo sfruttamente dell'uomo sull'uomo raggiunge i suoi livelli più alti, ma sono di parte, non dimenticate che sono un agente generale di una grande compagnia di assicurazione e che il mio sogno vero è quello di creae sempre nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato.
Tutto questo modo di operare, contribuisce alla fragilità umana.
La resa a situazioni famigliari in cui la donna smette di essere soggetto autonomo, ma diventa dipendente affettiva se non schiava del marito.
La resa nel campo politico, la gente che dice non voto perchè tanto sono tutti uguali.
La resa nel campo lavorativo, la ricerca spasmodica della chimera del posto ipergarantito piatto e megalitico ormai.
La resa alla vita, perchè ci si sente impotenti di fronte agli impedimenti.
Così copo la cultura del successo e delle veline si passa alla cultura dell'anonimato e del gregge.
No, la vita è una, una vita bellissima dove si deve lottare non solo per raggiungere il successo, ma sopratuto per restare uomini, con i nostri sogni, con le nostre paure, con le nostre difficolatà...ecco questo è amore.
postato da: hariseldom alle ore 07:50 | link | commenti (2)
categorie: ragionamenti liberi
domenica, 04 gennaio 2009

A volte di me dicono che sono un illuso

Mi capita spesso di sentire cose così da parte di persone che hanno una visione catastrofica del mondo, persone che perdono sempre.
Quando presi l'agenzia che gestisco ora mi dissereo che la persona contro cui combattevo era troppo grande che aveva sempre vinto.
Io cerco di non odiare mai chi si mette contro di me, a volte poteri forti o persone che pensano di aver diritto a fare quello che vogliono.
Ricordo la faccia del vice preside quando a 15 anni parlai in assemblea, la faccia dell'aministratore delegato della Unipol quando gli chiesi perchè ci eravamo ricomperati l'Universo in Germania, la faccia del sindaco di Francavilla quando gli dissi che questa città io gliela rivoltavo se non fermava gli aumenti della mensa, la faccia di tanti contro cui mi sono scontrato sempre a capo fitto e senza contare sino a 10.
Ho pagato caro per tutto, molto caro.
Ma come disse mia madre quando tornai con la camicia strappata e due lividi in faccia, come disse mia madre- come sta quello con cui ha combattuto?-
Ho scelto il nick hariseldom, il nome giusto sarebbe Hari Seldon di professione psicostoriografo, cioè un matematico in grado di prevedere il futuro di una intera galassia perchè alle volte vedo il futuro.
Non che sia difficile, basta esaminare il passato e il presente per sapere come andranno le cose.
Ho costruito cose importanti e molte persone oggi hanno posti di lavoro in cui hanno raggiunto livelli di eccellenza e debbo dire che hanno iniziato con me.
Forse se non mi avessero incontrato nella strada.
Scrivo favole, poesie, ballate ma sotto c'è un uomo che vive la sua realtà non virtuale e che cambia la vita di altre persone.
Al diavolo, stasera vado a ruota libera, questo è il mio blog e mi sfogo.
Non ho una casa di proprietà e questa è stata la mia sconfitta, ma al diavolo è andata così e la vita spero non finisca domani.
Potevo diventare ricco, potevo farlo più volte ma il prezzo che avrei pagato non mi avrebbe permesso di guardare in faccia i miei figli.
E allora al daivolo, che vada così.
Racconto di me, solo una parte di me, ci sono cose che nessuno può scrivere nemmeno in un blog.
Il rispetto nei contronti di alcune persone mi impedisce di dire sempre tutto.
Amo la vita, sono stato amato dalla vita e sono stato molto amato, forse più di quanto io abbia amato e di questo, di questo dovrò rispondere se mai qualcuno mi chiederà conto di tutto.
Scusate se non correggo, scusate se parlo tanto di me, stasera ho voglia così.
No, non mi sono mai annoiato e posso dire di aver conosciuto grandi personaggi.
Non mi si dica che sono un illuso, morto è chi pensa di non poter cambiare nulla del mondo, morto è chi si arrende e dice che non ci possiamo fare nulla, morto è chi non ci prova.
Io non amo più la Fallaci per tanti motivi, ma in un suo libro parlava dei vietcong scalzi che andavano contro i carri armati con un fucile ad un solo colpo o una bottiglia molotov, penso ai ragazzi di piazza Tien Ammen, a quelli contro i carri armati a Praga...penso ai miai amici cileni.
Penso che si vive e si è vivi se non ci si arrende, se ci si prova a cambiare, il sonno dell'indifferenza non è per me.
Parlerò ancora di me, basterà passare oltre, ma nessuno mi farà stare in silenzio, mai.
postato da: hariseldom alle ore 22:03 | link | commenti (3)
categorie: sfoghi, deliri, la mia vita, ragionamenti liberi
domenica, 16 novembre 2008

Non ci sono più le belle classi sociali di una volta

 

Signora mia che tempi, non si capisce più nulla. Ovunque regna un disordine che non le dico.
Per fortuna che il nostro presidente sta mettendo a posto le cose come si deve.
Lei sa che io non sono razzista, lo dico anche al prete, non per nulla mando i soldi alle missioni.
Ho forse detto qualcosa quando quella bambina negra è andata a scuola con mio figlio alle elementari? Assolutamente no signora mia, ho solo chiesto che non si sedesse vicino a mio figlio, ma non per altro, sa ha un grembiulino bianco e non volevo che si macchiasse, solo questo, ma cosa c’è di male?
Signora mia, ma qui si stava passando il segno, ora che mio figlio fa il classico pensi che persino un rumeno si è iscritto a scuola sua e anche il figlio di Giovanni, quello che fa l’operaio al cementificio, ma si rende conto?
Per fortuna che il ministro Germini sta mettendo le cose a posto, che gli operai facciano gli operai, che i rumeni vadano a scuole differenziate e che al classico vadano solo i figli della buona società.
Non ci sono più le belle classi sociali di una volta, ma grazie al nostro presidente torneranno vedrà solo che al posto di proletariato magari parleremo di precariato.
E a scuola, a scuola che vadano i figli della buona borghesia italiana.

postato da: hariseldom alle ore 13:01 | link | commenti (3)
categorie: ragionamenti liberi
venerdì, 12 settembre 2008

Il potere della voce

Io non trovo nulla di strrano nella mia voce e a dire il vero nemmeno la amo più di tanto,ma qualcosa deve pur avere.
La usai la prima volta in una assemblea che ero un mammozzetto di 14 anni e quel microfono si muoveva da matti.
Parlavo per il movimento studentesco e la gente in sala si era azzittita di colpo nel sentirmi.
La usavo per parlare sempre in assemblea o con un megafono e poco alla volta vincevo la mia timidezza atroce.
Dietro un microfo a recitare le scemate che scrivevo nelle radio private.
Cambiando inflessioni e modificandola per fare persino il comico, già persino quello, un Robespierre con la erre moscia che dicevano facesse ridere.
Poi con i miei figli piccoli e con i loro amici a raccontare favole e a muovere pupazzi. Ora non me lo permettono chi sa perchè forse perchè quei due pestiferi figli sono grandicelli.
Dicono che ho una voce rilassante e che quando parlano con me si sentono bene, una voce terapia insomma e poi dicono sopra ogni cosa che non si aspettano mai una voce di questo tipo.
Così ho imparato ad amare la mia voce, provando persino ad insegnare come usarla ad i miei collaboratori.
Magari riescono a fare più contratti, hai visto mai.
postato da: hariseldom alle ore 16:22 | link | commenti (15)
categorie: ragionamenti liberi
giovedì, 17 luglio 2008

I figli vanno via

Succede a un certo punto che non li devi più accompagnare alla festa, che non devi più correre al pronto soccorso perchè si sono fatti male giocando a pallone, che non devi più urlare per la cameretta in disordine, che non devi più parlare con i professori.
Succede che semplicemente vanno via.
Allora dici qualcosa di scemo, succede sempre di dire cose sceme quando vanno via.
E qualcosa dentro di te, qualcosa si scioglie, in un giorno qualsiasi della tua vita.
postato da: hariseldom alle ore 07:01 | link | commenti (11)
categorie: ragionamenti liberi
sabato, 24 maggio 2008

Il sentirsi diversi può voler dire tante cose

Io penso che chi scrive, chi sente il bisogno di scrivere non importa cosa, sia diverso dagli altri.
 Sono sempre stato ossessionato da questo senso di diversità. Scrivevo poesie anche alla medie, soffrivo spesso.
Un senso di angoscia che ti prende, come se per poter scrivere davvero dei cacciare fuori qualcosa di te e questo fa male, molto male.
Follia, briciole di follia? La normalità allora cosa è?
Non lo so, so che alle volte ho bisogno di scrivere, una cosa di cui non posso fare a meno.
A ruota libera parlando di tutto, avventura, amore, politica.
Amore già, io spero che non mi capiti mai di nutrire odio verso chi ho amato, penso sia la colpa più grande,
Invece succede spesso, nella vita, no, non di questo voglio parlare, ma del profondo intollerabile senso di angoscia che ho dentro stasera.
Sotto le mille maschere, anche quella di Zorro, il mio sogno segreto di bambino, prima di spiderman prima dei super eroi, Diego della Vega.
E poi quel senso di autodistruzione che molti scrittori tengono dentro il loro DNA, perchè?
Diversi dentro, con occhi capaci di vedere nel pozzo dei misteri.
Il modo d'amare, totale, assoluto che porta sempre a farsi male.
Diversi, ma veri, umani, xman? xcreativi? pazzi, assurdi, inndomabili, scrittori...tutti.

postato da: hariseldom alle ore 21:18 | link | commenti (14)
categorie: ragionamenti liberi
venerdì, 23 maggio 2008

Poesie, favole e poi la vita

A volte per dimenticare qualcosa che ci ha fatto soffrire peschiamo nel torbido del ricordo, per un motivo, per un sogno da distruggere perchè così è più facile.
A volte troviamo amici che ci aiutano in questo, convinti come sono di sapere tutto e non sanno niente.
Così arriviamo alla nostra verità che  non è nulla di vero davvero, la cambiamo, spiamo, travisiamo e non ci accorgiamo di quanto tutto sia falso, non vero.
Guardiamo il mondo dentro la tazza del bagno convinti che quello sia il vero mondo e non sappiamo che è solo la tazza del bagno.
Facciamo del male, ci facciamo male e facciamo uccidere innocenti convnti che siano colpevoli e invece non lo sono.
E' il nostro modo di vivere, il nostro modo di giudicare.
Distruggiamo la vita di una persona, emettendo giudizi su colpe mai commesse.
Avevo un amico che si suicidò dopo che aveva subito un'accusa infame e poi scoprirono che non era vero nulla, nessuno chiese poi scusa a lui.
A volte rivado al cimitero e gli porto un fiore, la gente ricorda l'accusa e non il fatto che poi fosse provato che non aveva commesso il fatto.
Come la storia di Girolimoni, quanti sanno che era del tutto innocente?
Per una volta non ho scritto favole o poesie.
Non uccidiamo solo per stare meglio noi.
postato da: hariseldom alle ore 07:07 | link | commenti (2)
categorie: ragionamenti liberi
martedì, 13 maggio 2008

La nave al porto di Pescara

La nave ancorata al porto
scarica sulla banchina
residui tossici
in modo molto ordinato.

E intanto i poeti
parlano d’amore

In balle strette
carriere d’impiegati
pubblici in odor
di santità
i loro giornali
il loro tempo smesso
difeso dal sindacato

Più a destra
le tessere di partito
i lotti di spartizione
le grandi Mafie
che giocano
a poker
sempre con 6 assi

E intanto i poeti
parlano d’amore

Quattro industriali
di Bergamo
invasati evasori
con una camicia
a tinta unita
mentre la finanza
con la figlia di uno
si fidanza

E intanto i poeti
parlano d’amore

Solitaria la donna del
magistrato
gioca a Burago
magari ha un amante
ministro di un governo
dalla testa di piombo
e il culo molle
di una ricotta acida

E intanto i poeti
parlano d’amore

E un gatto sul molo
lecca il petrolio
fuoriuscito dal grano
coltivato per motivi
umanitari

postato da: hariseldom alle ore 07:18 | link | commenti (4)
categorie: lungo le strade del mondo, ragionamenti liberi