Si sta come dentro uno stagno
con la vista annebbiata
tra tremori e paure
si sta.
***
Acqua torbida
particelli in sospensione
fiato chiuso
si sta
***
Vibra
una membrana di terra
come un tamburo
dopo il rombo assordante
Solo e soltanto sassi
sassi sopra i corpi
sopra le parole
sopra le banalità
e polvere
dentro la gola.
***
Sassi solo e soltanto sassi
su tutti i progetti sul futuro
sui nostri crocifissi
sulla mano di chi non scagliò la pietra
sui nostri cuori fatti di carta velina.
***
Sassi
solo e soltanto sassi
e io provo a colorarli
Ho costruito castelli di sabbia
sul bordo dell'onda
con grandi mura
e fossati
e merli di conchiglie
e favole appese.
***
Castelli guelfi
a volte ghibellini
e li ho difesi
con buche dal mare
***
Il sole sulla mia schiena
ha rigato il mio tempo
e l'utopia
ha raggiunto il mare
in un giorno d'estate
***
E sono arrivati corsari
sin dalla tortuga
e crociati
e pugni di stelle marine
e amori appoggiati
su dune di sabbia
***
Ma sempre ha vinto il mare
sempre
e le sue onde
hanno fatto crollare
le mura
ma non il mio sorriso
non la mia voglia di ricominciare
e c'erano sempre i miei figli
per continuare
c'erano sempre loro
sulla riva di quel mare
Ho voglia di uscire questa sera
di spingermi sulla strada senza segnali
e guidare, senza pensare
per togliermi quella polvere di carta.
**
E' tanto che non esco
non esco mai la sera
e non per un figlio
o una cena dove fingere
un sorriso di legno.
***
Quante carte ho strappato
estratti conti bancari
e lettere che mi hanno
gettato tutto il mio tempo
tutto sul mio cuore.
***
Ma dove?
ma come?
Si vorrei uscire
e magari ricominciare a fumare
sino a bruciarmi i polmoni
come un segnale di fumo
tra gli occhi e il mio dolore
quello che non puoi vedere.
***
La mia punto
le macchine che ho avuto
tutte le strade
tutta la mia vita
e quella casa che non ho mai
mai comperato.
**
Mi chiamano poeta
e invece...
quanta strada potrei fare questa notte
su quella senza segnali
con le luci confuse
le luci di stelle cadute
come le mie battaglie perdute.
***
Ho sempre rimesso i miei debiti
pagato per colpe mai commesse
se non quella
di mettermi contro i potenti
senza guardare al colore
della bandiera sui ponti.
***
Trace di vita strappate
stasera
rigagnoli di sanghe
e cenere
ma quanto?
Quanto puoi guidare nella notte
sulla strada senza segnali
prima di incontrare l'angelo nero
con un chitarra
e una musica rock
lungo la via lattea.
Era con la veste nera
davanti a quel bar
che la notte non ci fa dormire
la vecchia con l'ombrello
ignara apriva la porta bianca
In un altro tempo
Roma con la pioggia
mio padre che mi chiedeva perchè
perchè volessi tornare a casa
la mia paura di cadere
dalla cupola di San Pietro
La vecchia con l'ombrello
il suo letto eterno
le strade di Popoli
l'acqua che scorreva come un fiume
i miei capelli ribelli
la mia paura sotto il letto
La porta ha spiragli di luce
il tempo che si attorciglia
sulla gonna nera
e lei che non si volta
di lei io ho paura
Una bambina che vuole vedere
la grotta del presepe
e che sale e scende dai gradini
la messa del mattino di Natale
la messa degli anziani
e senza le pellicce dorate.
***
Un prete che legge
con una lente d'ingrandimento
e parla e parla
e io che non lo sto a sentire
mentre una signora
dorme in terza fila.
***
C'è qualcosa di diverso
una vecchia suora
arranca nei giorni della vita
parleranno i suoi ricordi
sull'altare.
***
Penso a quel bambino
quel bambino sporco di sangue
al cordone ombelicale
ai suoi bisogni
alla sua umanità
***
C'è qualcosa di strano
in questa chiesa
che decade
sul pavimento tra
occhi stanchi
e strane emozioni.
***
A chiedermi della vita
della morte
delle nascite
di quelle cose che non capirò mai:
***
E intanto
finisce questa messa
e i saluti
si appendono alle mie scarpe
con un sorriso malinconico
a Natale
Ci sono lenzuoli
e luci soffuse
e un albero nel corridoio
Ci sono passi leggeri
colpi di tosse
e dolore di canfora
e spirito nella corsia
Ci sono Nartali
ci sono Natali
lontano dalle case
e dentro le corsie d'ospedale
Ci sono lenzuoli
e io li sventolo
per un sorriso
per un pagliaccio
per due colpi di tosse
e una chitarra
che suona un rock duro
per te
C'è tanto fumo per la strada
i benpensanti sono molto scossi
chi se lo aspettava
su queste stradine,
su questi vicoli e storti
si cantasse contro
gli uomini bugiardi e corti
***
Martina urla come una dannata
mentre ha la gonna tutta stropicciata
e quel ragazzo dai capelli ricci e rossi
che ha amato dietro i cinque fossi
spara la sua rabbia
perchè nessuno lo chiuderà mai in gabbia
***
Intanto suona una campana
per la signora chiusa nella tana
messa dal suo corteggiatore
a guardia di un gregge del mafattore.
***
C'è tanto fumo per la strada
urla di ragazzi a squarciagola
a scuotere il mondo degli ambulanti
che vendono la borsa e i loro sogni
al telegiornale dei dio cornuto
quello che di divino non ha alcun attributo
***
Intanto Martina corre più forte
perchè nel futuro è la sua sorte
e sulla scuola non possono scherzare
perchè i ragazzi, i ragazzi sanno ancora amare
perchè i ragazzi sanno lottare.
***
E ora figli dei conigli
imbalsamati e alluvionati
sono vostri questi figli
sono vostri questi figli
***
tossite pure con le vostre gole
piene del fumo dei lacrimogeni
piene del fumo delle menzogne
che raccontate per le vostre
necessità di soldi e rogne
occuperanno le loro scuole
e intossicheranno le vostre gole
occuperanno le loro scuole
e intossicheranno le vostre gole

Erano ferme
sul bordo della grande roccia
il mare sembrava infinito
la bionda e la rossa
a tenersi per mano.
Navi corsare
gabbiani di scogliera
e una biscia che scorreva
come un fiume sull'erba.
La bionda e la rossa
il cuore divelto
davanti alle zagare
e ai fichi d'india
con gli occhi
persi nel futuro.
Le due donne dei dirupi
a raccontare dell'amore
tra pezzi di cedro
e conchiglie ossidate
sotto
sotto
il loro mare aggrovigliato
alla scogliera.
Ossa di gabbiano
sulla riva di ponente
gli occhi di Sabrina
a fissare le piattaforme
mentre un cane
sporco di vernice
sotterra l'ultima
emozione.
Scatola di vermi di mare
vicini agli infradito
mentre le ossa
biancheggianti
riverberano una magia.
Perchè?
Perchè non aveva mai trovato prima
ossa di gabbiano?
Perchè quel giorno?
Dove vanno a morire
i gabbiani alla loro ora?
Mentre un messaggio
da Dublino
le ricordava che le stelle
muoiono
solo se qualcuno si scorda
di guardarle
alla fine dell'estate.