Saragon e il suo coccodrillo giocavano a pallone nel parco delle papere di pescara, a volte i bambini gli chiedevano di fare un giro sul suo dorso o di volare con la coda dell'animale.
Saragon era triste, Gustavo il coccodrillo no, anche se le carpe del lago era alquanto preoccupate.
I bambini davano da mangiare alle papere del laghetto e alle carpe, con briciole di pane e pop corn, alla fine quello preoccupato era Saragon, ma il perchè lo sapeva solo lui.
Gustavo era nervoso, al punto da sfuggire ad ogni controllo, con una velocità inaudità si precipitò nel lago mentre carpe ed anatre fuggivano da ogni parte.
Anche le mamme e i bambini urlarono a più non posso, pensando alla strage imminente.
Gustavo il coccodrillo fece man bassa di briciole di pane, ma sopratutto di pop corn, avessero saputo che era vegetariano e sopratutto ghiotto di pop corn ci sarebbero stati attenti.
Poi si sdraiò sulla terra e fece un rutto da far cader le stelle, era simpatico Gustavo ma di certo poco educato.
Intanto però svanì la tristezza di Saragon.
Saragon è un tipo molto strano, alto magro e con i capelli ritti come chiodi.
Saragon ha un coccodrillo, si avete capito bene, un coccodrillo lungo tre metri e con un bella dentatura.
Lui è un tipo ecudocato, lui dico Saragon, il coccodrillo un po' meno, diciamo sopratutto quando mangia in mariera poco adeguata.
Saragon lo porta a spasso con una museruola e Gustavo non è che la sopporti molto, come chi è Gustavo? accidenti, chiedo scusa, non lo avevo detto.
Gustavo è il coccodrillo, che uno direbbe che Gustavo è un nome da persona e magari Saragon quello di un coccodrillo, ma la vita non è mai come vogliamo sia.
Comunque Gustavo è buono, tanto che i bambini del palazzo si divertono a cavalcarlo.
Saragon è un mago, non un grande mago, diciamo un mago apprendista, ma molto dotato.
La sua magia la esercita con le carte, ogni tipo di carte, da quelle da ramino ai tarocchi, da quelle napoletane a quelle di altri giochi di ruolo.
Insomma, basta che siano carte.
Lui le lancia in aria e quelle si strasformano.
Una votla per far divertire dei bambini in un ospedale ha lanciato le sue carte e quelle si sono trasformate in oche starnazzanti.
I bambini si sono divertiti un sacco, ma l'infermiera mangia pistacchi e il dottor puzza di fumo, molto meno.
Però a Saragon piace giocare con le carte e anche a Gustavo il suo coccodrillo, lui comunque preferisce le napoletane, anche se è un coccodrillo di Verona.
Si di Verona, Saragon lo trovò in un parco che era lungo trenta centimetri, abbandonato dai suoi padroni quando si erano accorti che stava crescendo in fretta.
Gustavo ora dorme e fa puzze molto nauseanti, tutta colpa delle cipolle, Gustavo è vegetariano.
L’operazione andò bene, Samuel si tolse le tonsille e le adenoidi e la mamma gli comperò un bel po’ di gelati.
Già perché hai bambini che si operano le mamma comperano a volte tanti gelati.
La mamma di Samuel poi è una mamma di molto buona.
Samuel però si annoiava a stare a letto, i dottori gli avevano proibito di scendere almeno per quel giorno.
Per fortuna che Samuel aveva le sue bellissime macchinine con cui giocare.
Samuel va matto per le macchinucce.
Renato lo va a trovare.
- belle quelle macchine, almeno non giochi con le bambole come Sabrina e Martina tu .-
Samuel gli lancia un sorriso.
- sono macchine magiche sai? Ci si può viaggiare dentro, me lo ha insegnato la mamma come fare. –
Mentre i due stanno parlando ecco che arrivano quelle due super impiccione di Sabrina e Martina.
La prima a parlare e Martina.
- ci si può cosa? Viaggiare dentro? Ma dai.-
Samuel fa una faccia molto arrabbiata.
- Certo che si ma tu no che sei antipatica, perché non ci credi.-
Sabrina decise di intervenire.
- no dai non fare così, siamo tutti amici in questo ospedale magico dove i letti possono volare, portaci anche lei.-
Samuel sembrava irremovibile, ma la bionda Sabrina è troppo dolce se ti guarda con aria dolciosa poi non puoi dire di no, lo dice sempre anche la sua mamma.
- va bene dice Samuel formula magica: per l’azzurro e per il cielo, per tutte le magicose surpilose pizzico ti pizzico si nelle macchinucce tutti qui.-
Sabrina rideva coma una matta, era dentro una macchina gialla da corsa mentre Renato aveva preso quella della polizia, sorpassò Sabrina al risvolto del lenzuolo, Sabrina aveva un Ferrari rosso, ma il più veloce era lui, il fantastico Samuel che era già arrivato con la sua macchinuccia sul cuscino e si stava arrampicando su, su.
Ridevano come matti tutti.
La corsa finì quando arrivò il dottor Puzzadifumo.
I bambini tornarono alla realtà e Sabrina prima di andare disse.
- la prossima volta portiamo anche l’infermiera Mangiapistacchi?-
La principessa della luna
Maddalena non vuole lasciare al mano della mamma, Maddalena ho 8 anni e grandi riccioli neri.
Sua madre si chiama Simona ed è molto preoccupata per la figlia, perché ha assoluto bisogno di un donatore di midollo.
Nessuno della famiglia è compatibile, nemmeno il fratello che sarebbe il donatore ideale.
Maddalena è una bambina buona, ma non vuole lasciare la mano della mamma, mai.
L’infermiera mangia pistacchi vorrebbe aiutarla e aspetta che arrivi la dottoressa dei giocattoli così inventano con la bambina qualche gioco per distrarla.
Anche gli altri bambini la vengono a trovare, i super bambini degli ospedali si aiutano tra loro tantissimo.
Intanto Maddalena dice a sua mamma.
- mamma ma quando andiamo via? Non mi piace stare qui.-
- tesoro, ti ho già detto che andremo via presto dai, devi essere paziente, hai sentito il dottore e devi essere contenta, perché più sorridi e più stai bene.
Pare che in questo ospedale i bambini stiano più allegri e guariscano di più.-
- mamma io non ci voglio stare e poi ci puzza, non mi piace questa puzza che si sente.-
La madre scuote la testa, Simona è molto paziente.
- Maddy è l’odore delle medicine dai, non fare così principessa.-
- sono una principessa vero mamma? Raccontami di nuovo la favola delle principessa della luna, piace tanto anche a Titty.-
Titty è la bambola che Maddalena tiene sempre con se.
Così di nuovo Simona racconta la favola della principessa della luna ed ogni volta è diversa, ma sempre alla fine la principessa va via dalla luna perché si innamora e poi la luna la viene a cercare.
I momenti più lunghi sono quelli delle notti, sono lunghe le notti in ospedale, tanto lunghe.
Mamma Simona è distrutta, non riposa da diversi giorni e i medici sono quasi più preoccupati per lei che per la bambina, soprattutto dottor Puzzadifumo.
Finalmente Maddalena si è addormentata e Simona si alza dal lettino accanto per andare in bagno, per mangiare qualcosa e per fare due telefonate.
La finestra è semi aperta, le luci della notte non fanno mai tanto buio.
C’è uno specchio vicino al letto e Maddalena sogna la luna che la viene a trovare, le fa una carezza e le dice di stare tranquilla perché presto guarirà e potrà tornare a correre nei prati lunari, lunaticosi, luccicosi, supercioccolosi.
Improvvisamente un rumore nel corridoio fa risvegliare la bambina che sta per chiamare la mamma quando, all’improvviso ecco un chiarore venire dallo specchio.
La luna, una luna quasi piegata, non perfettamente tonda troneggia nello specchio.
- Hai visto Titty?.- Dice la bambina alla bambola.
- la luna è venuta a trovarci, allora è vero che sono una principessa delle luna evviva, una principessa non può fare capricci Titty, sai cosa facciamo? Diciamo a mamma che ogni tanto può andare a casa perché ora la luna ci farà compagnia.-
Il donatore venne trovato dopo due giorni e tutto andò bene, Maddalena fece amicizia con Marina e Sabrina e poi fece persino un giro con i letti volanti, ma questa, questa è un’altra storia.
L'infermiera mangiapistacchi è piuttosto cicciottella, però bambini non si dice cicciottella diciamo che ha mangiato troppissimo.
Però è buona e oltre ai pistacchi le piacciono anche le caramelle e i dolci, sopratutto quelli al cioccolato e crema.
Martina e Sabrina sono preoccupate perchè c'è una bambina che non fa altro che piangere.
Luisa non sta poi malissimo, ma non vuole stare in ospedale e non ha la mamma a consolarla.
Già, ci sono bambini che non hanno la mamma.
Masil anche ha provato a parlarle, Masil è una Rom, una bambina gitana, ma nulla, piange e non vuole guarire.
Si, perchè se si piange troppo poi la malattia diventa ancora più forte, mentre se si ride, la malattia spesso ha paura.
Si, le malattie hanno paura del riso dei bambini.
La super dottoressa dei giocattoli non può passare e nemmeno la fatina del laboratorio, Mariuccia.
Così nessuno sa che fare, nemmeno il dottore puzza di fumo.
- Oh accidenti Luisa non fare così, mangia qualcosa, dai o non guarirai.-
Le parole dell'infermiera cadono nel vuoto.
Poi la zingara bella bambina ha una super idea.
- Falla volare dai, provaci tu, non c'è la dottoressa dei gicoatoli, nemmeno Mariuccia allora provaci tu, solo tu ci credi ai letti volanti.-
Per poco non si strozza mangiapistacchi.
- sei matta sono troppo grassa per volare.-
A quel punto tutte le bambine si mettono a implorare l'infermiera, anche Renato il bambino pirata.
- provaci , provaci.-
Mangiapistacchi si siede sul letto della bambina.
- ora cara la mia marmocchia, ora facciamo un super volo di letto.-
Poi si rivolge ai bambini.
- come è la formula magicosa?-
Tutti insieme, Masil, Renato, Sabrina e Mrtina iniziano a recitare e l'infermiera con loro.
"per la barba di un drago indiano e la puzzetta di un caimano, per i baffi di Gedeone quello stupido di un leone, che per magia e divertimento, ci si sollevi dal pavimento. Supervololettossicoso.-
Ecco che il letto si alza e Luisa fa un sobbalzo.
Vola il lettino con l'infermiera e la bambina, vola e tutte e due ridono come matte.
Corrono per il corridoio facendo impazzire medici e pazienti.
Corrono all'ingresso spettinando la guardia del portone, corrono vicino l'ambulanza facedo volare il camice a Cristina e via via, ma sbandando perchè l'infermiera è di troppo, di troppo pesante.
Poi tutto finisce, l amagia si esaurisce e il lettino ritorna al suo posto.
Scrosciante applauso di tutti e gran risate anche perchè, i capelli di mangiapistacchi sono tutti ritti ora e persino Luisa scoppia a ridere.
Matteo ha sette anni e piange molto. L'infermiera mangia pistacchi non riesce a farlo ridere. Il dottore puzza di fumo non ha molta pazienza con lui.
La mamma è disperata e il suo papà ehm, il suo papà sa solo strillare e dirgli che la deve smettere e basta.
Non vuole fare amicizia con nessuno e dei suoi giocattoli non gli importa.
Matteo vuole andare a casa stop. Mica è difficile da capire, ma la sua mamma nulla. Lo tiene li per forza e non vuol capire che lui in ospedale non ci vuole stare.
Poi un giorno, una mattina ecco arrivare una pagliaccia.
Con un naso tutto rosso che parla in modo strano.
- Matteo matteuccio che combini? hai rivoltato tutto l'ospedale con i tuoi pianti, uffa smumma umma,-
Matteo si arrabbia, ma che vuole questa? con questa facia buffissima tutta coperta.
Però è simpatica e sa tante cose di lui.
Accidenti sa anche che gli piacciono le caramelle sputacchiose.
Che super maga.
- maga pagliaccia che domani torni.- le chiede Matteo.
- si , si ritornissimosissimo.-
Che voce buffa e che modo buffo di parlare.
Ora Matteo non piange più.
Intanto l'infermiera mangia pistacchi aiuta la mamma di Matteo a struccarsi da Clown. Ridono tutte e due, non c'è miglior pagliaccio della mamma.
Ahaha
La crociera dei letti volanti
Volano i letti nel cielo azzurro e i bambini ridono mentre uno stormo di pupazzi di peluche a forma di uccelli gialli e rossi li incrocia.
Ride Masil la zingara mentre Renato le si avvicina per fare una smorfia e poi giù, giù in picchiata sino ai letti di Martina e Sabrina che viaggiano affiancati, per prenderle in giro perché hanno paura di volare in alto.
Su, su c’è la dottoressa dei giocattoli che parla con maga Mariuccia e discutono sulla rotta da tenere.
Scomoda è la barella di Mariuccia, per fortuna che sa andare in moto e mantiene bene il suo equilibrio.
I due del reparto di Oncoematologia, i ragazzi senza capelli stanno giocando a intrecciarsi, Federica gira attorno al lettino di Matteo.
Sotto di loro le città del magico ospedale.
Cagliari e la sua spiaggia del Poetto.
Catania e il vulcano sulla sua schiena.
Roma con il suo Bambin Gesù e i ruderi delle sue vestigia.
Pescara con il suo ospedale nuovo.
Eppure ci sono altri percorsi, altri e poi altre città.
Ecco Milano, Bologna, Ancona, Forlì e via, via gli ospedali dove ci sono bambini e quasi per magia ecco che spuntano dalle finestre nuovi lettini.
- formazione a vu. – urla la dottoressa dei giocattoli.
Ma, improvvisamente Masil la zingara prende il comando della formazione, ha visto qualcosa su una nuvola e guida la crociera dei letti volanti su una nuvola bianca.
Cavalli, cavalli al pascolo sulla nuvola e zingari del cielo che fanno pentole e suonano e scrivono poesie.
Riconoscono Masil, la salutano.
Poi, improvvisamente tutto termina, ora di visite mediche.
I letti magicamente tornano nei reparti.
Tutto inizia, tutto finisce, tutto eccetto il sorriso dei bambini che sanno volare con i loro lettini di ospedale.
Sono tutti li, per una magia infinita chiamata amore.
Masil la zingara che ride, stringe la sua bambolina a se, Snaffilitta ha una macchia sul petto, ma sorride, ha le coperte tirate sino al mento per l’emozione.
Poi tutti gli altri bambini e anche la dottoressa dei giocattoli ha occupato un lettino libero, anche lei.
La fata Mariuccia del laboratorio ha preso una barella, lettini a disposizione non ve ne sono.
Tutti, tutti hanno un letto ora.
- Bambini siete tutti pronti?- Grida la dottoressa dei giocattoli.
Martina le chiede una cosa. – questa volata possiamo tenere gli occhi aperti? Solo questa volta?-
La dottoressa dei giocattoli è perplessa ma tutti, tutti urlano di si, vogliono volare con gli occhi aperti.
- va bene, ma se non usate la fantasia a tutto gas poi non voliamo. Pronti? Siete pronti?-
I bambini urlano tutti insieme e le mamme? Le mamme stanno a guardare divertite, pensano che sia un gioco, che sciocche le mammozze certe volte.
- ok parola magica allora, per la barba di un drago indiano e la puzzetta di un caimano, per i baffi di Gedeone quello stupido di un leone, che per magia e divertimento, ci si sollevi dal pavimento. Supervololettossicoso.-
Non ha finito di dire la formula magica che ecco che il letto della super dottoressa dei giocattoli si alza e subito uno ad uno anche quello di tutti gli altri.
I letti sfiorano i soffitti e gli infermieri e i dottori entrano nel panico totale.
Masil affianca la dottoressa.
Corre con il suo letto come un’ossessa.
Sabrina e Martina volano affiancate, sembrano due matte sbarellate.
La fata del laboratorio sembra contenta come mai e Renata sposta la sua barella di lato.
Ecco però che accade un imprevisto, la finestra del corridoio è aperta, hanno lavato i pavimenti e hanno lasciato le finestre aperte così ecco che due super eroi del reparto oncoematologia, Matteo e Federica escono fuori inseguiti da Masil.
Alla zingara non pare vero di poter uscire fuori.
Masil la piccola rom invade l’ospedale e corre per le stanze anche nei posti proibiti.
Più sono proibiti e più è forte nella bambina il desiderio di conoscere.
Non sa leggere e scrivere e non capisce che poche parole, soprattutto non capisce la parola vietato.
Non porta scarpe, è così comodo correre su quei pavimenti caldi.
Arriva al laboratorio e conosce Mariuccia.
- ciao sei una dottoressa?-
- se per dottoressa intendi medico no. Non lo sono. -
Fata funzionario di laboratorio Mariuccia sorride divertita a quella piccola impertinente, forse perché ricorda come era da piccola, quando correva per le strade del suo paese sui fianchi dell’Etna.
- sai che non puoi stare qui?-
La bambina spalanca gli occhi e parla con la sua bambola di pezza.
- non ci possiamo stare Snaffilitta dai andiamo da un’altra parte.-
Snaffilitta, pensa fata Mariuccia, che nome assurdo per bambola, dire che la sua si chiamava Spuzzolina. Al ricordo di quel nome, scoppia in una fragorosa risata, che forte quella bambina rom le ha fatto ricordare la sua bambola, si anche lei era una monella da bambina come questa zingarella.
Il reparto di Oncoematologia è il più super proibito di tutti, li vivono i super bambini che fanno chemioterapia, i super bambini senza capelli.
Vi ricordate dei tre? Marco, Matteo e Federica? Come in tutti gli ospedali ogni tanto qualcuno esce e ogni tanto qualcuno entra.
Marco il bambino delle super smorfie è uscito e sono rimasti Matteo dei disegni e Federica dei nomi buffi.
Masil li trova appena entra.
- ciao io sono Masil e sono Rom e questa è Snaffilitta la mia amica bambola di pezza.-
- ciao io sono Federica inventa nomi e questo è Matteo disegnatore di tutto.-
I bambini passano alcune ore a giocare e alla fine sanno che presto arriverà la dottoressa dei giocattoli e Masil ha una grande idea, quella di chiedere alla dottoressa dei giocattoli di rifare una grande volata, così la chiama, con i letti ma di tutti, di tutti i bambini dell’ospedale.
Matteo e Federica urlano di gioia, il gioco dei letti volanti è il più superbellissimoso gioco che ci sia dice Federica.