Dei migliori passi
lenti e violenti
registrati sul grande Libro
dei vivi e dei morti
io
conservo il ricordo
***
L'uomo di pietra
ascende dal cielo
scale di nebbia
e porta morte e sofferenza
a chi non lo comprende.
***
Ed è un tocco
di campana in San Marco
il giorno degli abbietti
con le bandiere al vento
e i corsari
riuniti sulle loro gondole
sotto il campanile.
***
L'uomo di pietra
guarda e parola non proferisce,
ma condanna
lui doge
lui imperatore
lui assassino della bilancia.
***
E sono quattro le forche
sopra tavoli di stoffa
quattro maledetti
dalle quattro putride prigioni
di terra di Sicilia, Campania
Puglia e Calabria
quattro mafie accorte
che l'uomo di pietra
sgozza
***
E non c'è pianto di madri
che tenga
o urla di Papa
che la vita salva
l'uomo di pietra
spazza
chi dell'altrui vita
ha fatto scempio e rissa.
***
Una lunga processione
di politici corrotti
incatenati
al soldo dei quattro demoni
sanguina
e paga la sua torbida colpa
***
E viene
viene sempre il tempo
in cui
Armaggedon
imperversa
e nella valle della laguna
incinta
regna,
l'uomo di pietra
adesso finalmente,
dorme.
Bibbiloc il grande e grosso maramillone si annoiava tutto il giorno e non aveva nulla, ma proprio nulla da fare.
Un maramillone è un essere molto grosso, tanto grosso che è difficile scorgere i suoi quattro occhi o distinguere la faccia dal resto.
Spostava le stelle e a volte si divertiva a lanciare comete, ma nulla non c’era nulla che lo divertisse davvero.
Una volta ogni tanto, veniva a trovarlo Squinziloc, Squinziloc aveva una coda lunga, lunga e puzzava talmente tanto che Bibbiloc sentiva la sua presenza molto tempo prima che lui arrivasse a vista di uno dei suoi occhi.
- grande ed immenso Bibbiloc come ti vanno le cose? A casa tutti bene?-
- avercela una casa direi di si, ma sai benissimo che sono un maramillone solitario e non ho una compagna o dei figli.
In verità non so se ho una madre nemmeno, non lo ricordo.-
Squinziloc fece una capriola con la sua coda, invero uno spettacolo indecente oltre che pericoloso al punto che spense una stella e la trasformò in un buco nero.
-Inventiamoci qualcosa amico mio.-
Pensarono, pensarono e crearono il tempo.
Poi a Bibbiloc venne una idea.
Prese un pianeta vuoto, lo riempi d’erba ed acqua e disse al suo amico.
- Guarda Squinziloc, guarda che bello ti piace?-
- bello si ma mettici qualcosa che si muova.-
Bibbiloc creò gli animali, qualcuno a dire il vero gli uscì male, ma meglio non dirlo non è un tipo che accetti facilmente le critiche Bibbiloc.
Pensa che ti pensa, Bibbiloc creò le città, tante città con tante costruzioni di vari tipi diversi.
- Guarda Squinziloc, ti piace? -
- Belle ma mettici qualcosa che possa utilizzare quelle case -
Bibbiloc creò gli umani e diede loro una memoria immediata, al punto che nessuno su quel pianeta capì di essere stato appena creato con i vestiti, un lavoro, una famiglia, le auto, la cioccolata e i telefoni cellulari.
- ti piace così Squinziloc? Bello tutto vero? Gli ho dato anche un nome, terra che ne dici?-
Squinziloc applaudì con le sue sei chele, ridendo e saltellando.
- bravo, bravo sei tanto bravo.-
Poi, tanto era eccitato che con un colpo di coda colpì la terra e la terra finì verso il sole e si squagliò.
“guarda il cielo, lettore, guarda il cielo e bada all’ombra della coda di Squinziloc.”