hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

Chi sono

Utente: hariseldom
Nome: Giuseppe
AltraMusa, piccolo salotto letterario
Abisso dei poeti

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 12 settembre 2009

Also sprach

Chi vi ha parlato di me?
chi?
tra quali menzogne ha celato Dio?
sotto quali eccelse metafore
tra cristianesimo ed idiozia
tra puritani e mangiatori di feci
chi ha parlato e di cosa?

Also sprach
Dio è morto
e al suo funerale non c'erano angeli
e nemmeno suore
solo l'esercito con bombe al fosforo
ed eunuchi votati ad immolarsi
al suo perdono.

Chi vi ha imbrogliato sul paradiso
sull'albero del bene e del male
sul senso di libertà
sull'idiozia della proprietà privata?

Chi ha diviso
questa terra
tra meticci e bianchi
tra puttane e sante
tra fango ed erba
ditemi chi?

Non c'è nulla
solo il vuoto di un universo
oltre il vetro
dello zoo in cui
tutti siamo rinchiusi:

Ed è un vetro
sporco
la verità che vi han negato
Also sprach
l'idiota aveva ragione.
postato da: hariseldom alle ore 09:05 | link | commenti
categorie: deliri
venerdì, 21 agosto 2009

Sporche nuvole basse

Sporche nuvole basse
zozze di alghe
e cherubini,
dipinte da pittori alcolizzati
dediti a turpi festini.

A voi schiera perversa,
a voi dedico i versi scartavetrati
dall'animo di una poesia,
scritta da un poeta indigesto alla critica
e a sua eccellenza
Satana vescovo di Dublino.

S'ammazzano strano i poeti,
quelli che succhiano il fiele,
che amano e che pregano,
che odiano e che si sbudellano al sole,
s'ammazzano strano
gettandosi dalle scale
o con un fucile da caccia;
s'ammazzano strano
quando hanno finito i loro giorni
di budini e salsa di tonno.

Sporche nuvole basse
che predicate
contro i barbari delle canoe,
contro i figli di puttana
che vi rubano mogli e figlie
dall'harem divino;
sporche nuvole basse
io sono tutto il male del mondo
io sono assoluzione ed eterna condanna.

V'ammazzo, si v'ammazzo
con un raffica scadente
e poi rivolgo la canna sui miei occhi
ridendo dei morti, dei santi
e della vostra cruda razionale ragione.

postato da: hariseldom alle ore 11:14 | link | commenti (1)
categorie: deliri
giovedì, 13 agosto 2009

Fantasmi alla stazione

La locomotiva ferma
sul terzo binario,
quello pieno d'erba e topi
e il riparator d'ombrelli,
fantasma incartapecorito,
con un cappello panama sbeccato
sogna anche da morto
di fare il macchinista.

La bambina ebrea
mangia zucchero filato
con un vestito di lavanda
e una borsa rosa e fuxia,
fantasma inconsapevole
di un ballo alla corte
del duca degli Abruzzi
pronta per un viaggio
sino a villa Torlonia.

Alla biglietteria,
una famiglia contadina
caduta sotto bombrdamento
per colpa di un asino
fuggito alla malora
inganna l'attesa
facendo finta di saper leggere
l'ordine dei treni.

E intorno
alla staccionata,
prima della fontanella,
un soldato con una galletta in mano
raccoglie carbone
sperando che per questo
Satana gli passi
un miglior vagone
per questo suo viaggio.

postato da: hariseldom alle ore 23:22 | link | commenti
categorie: deliri
giovedì, 06 agosto 2009

Per oscure ragioni

Un giorno,
un uomo,
prese la sua stecca di biliardo
e diede un gran colpo
sul tavolo di una carambola.

A volte sento
lo sguardo su di me
mentre catturo
farfalle con gli occhi.

Poi,
l'uomo poggiò la sua stecca
e si mise a guardare le palline
correre all'impazzata
sul tappeto teso
di quel biliardo
dal nero panno.

A volte la follia
mi si attacca come
gomma da masticare
nelle scarpe
ed è allora che percepisco
volontà ed incongruenza.

Siamo
la polvere sottile
di una pallina
lanciata sul tavolo nero
da un uomo
per oscure ragioni.

postato da: hariseldom alle ore 07:17 | link | commenti (1)
categorie: deliri
lunedì, 03 agosto 2009

Come alito di demone oppresso

Viaggia attraverso la mia pelle
questa smania del male
che ha candele diafane
sul vecchio comò
di tarli e di foto di morti.

Ha tacchi a spillo
e un segno sugli occhi
che mandano riflessi dorati
in questa notte
in cui il bene
è precipitato nel burrone
di una stanza d'albergo.

E c'è
in questa stanza d'ombre
e di odori malsani
la mia poesia che
diventa carne
e la carne che diventa
impalpabile forma umana
speigazzata e contorta.

Mentre bacio
come vampiro
suggellando il peccato
del mio credo malato,
i denti di un gatto impagliato
urlano la paura
di questa notte,
dei degli inferi
percuotono come flagelli
dalle punte chiodate
l'amore malsano
umido e putrido
di lontana palude.
postato da: hariseldom alle ore 22:15 | link | commenti
categorie: deliri, horror
giovedì, 16 luglio 2009

Il mio nome è Wallabi

Il mio nome è Wllabi che vuol dire Wallabi, ho scelto il suono, non il significato.
Sono un emerito bastardo, ma c’è chi è più bastardo di me, uomo o donna che sia, non sono come Troisi l’ultimo della fila.
Ho venduto mia moglie a un sultano italiano, fa collezione di donne, di bandierine e stronzate.
Mia moglie era contenta, così ho incassato il frutto della mia indecenza sul conto corrente della banca popolare del lombardo-veneto, ma non vi do l’ibam, tanto non vi serve.
I miei figli li ho sistemati, anzi si sono sistemati da soli, uno dirige una impresa di smaltimento di rifiuti, è un uomo santo della sacra corona unita, incassa bene e prega a San Giovanni.
L’altro è dirigente di una multinazionale del petrolio, dedita al saccheggio del terzo mondo, però fa tanta elemosina ed è un finanziatore occulto con capitali in paradisi di bianco candore.
Sono un bastardo, perchè ho lasciato la mia famiglia e la mia fede, l’unica che avevo, d’oro al dito anulare, l’ho lasciata ad una prostituta friulana, una bella donna ma sfortunata.
Poi sono andato su un’isola deserta, dotata di fonte d’acqua dolce, non di scaldabagno, non serve.
Temo solo lo Tsunami non il giorno del giudizio, quello lo lascio a voi brava gente, voi che temete l’ira di Dio e mangiate cioccolata e perbenismo e poi chiudete gli occhi se a uno straniero muore un figlio.
Voi brava gente tanto educata quanto indifferente.
Io vivo nella mia isola, senza televisione, cellulare, energia elettrica e senza dei.
Però ho tante penne, tante bottiglie di vetro e tanta carta per scrivere e mando, mando le mie storie nelle bottiglie, affidandole ad un mare piuttosto sconcio, così vi arrivano i miei messaggi senza censura, con poche emozioni e molta, molta rabbia di sabbia e vento.

postato da: hariseldom alle ore 07:16 | link | commenti (4)
categorie: deliri
venerdì, 03 luglio 2009

L'arrogante cipiglio isterico di un frullatore di carote

Lui di mestiere faceva il porco
ma per cambiare condizione
ed odore
cosa non da poco
decise di fare il frullatore di carote.

Le sue mani collose
scrivevano poesie
il suo sedere lanciava
profumi nell’etere
ed il suo vate
gemeva di piacere
con la sua pallida probiscide
rifatta.

Usciva un liquido giallo
denso
che mischiò con mele e limoni
per non far vedere ai giudici
che lui fosse omologato

E quando si scagliarono
sul suo padrone
il porco
divenuto frullatore di carote
lo difese
e difese la di lui morale

Tra due puttane
e un cladestino sul barcone
passò voce
che al San Gottardo
la frontiera
fosse aperta
ma non era vero

L’unico posto
per le puttane bianche
era
l’isola delle capre
e non dei maiali
così decisero di vivere insieme
postato da: hariseldom alle ore 08:06 | link | commenti (2)
categorie: deliri
lunedì, 29 giugno 2009

Un pastrano con macchie di cioccolata

E' un pastrano con macchie di cioccolata
quello che indosso
quando passeggio sul bordo del cratere

Ci vorrebbe un sigaro cubano
o al limite un ak 47
per ammazzare le mosche
poggiate su quei lampioni

Sapessi scrivere una canzone
la dedicherei al milite ignoto
quello morto per amore
sulla collina del V cavalleggeri

E' un pastrano lungo macchiato
non serve a coprire il freddo
ma protegge dai lapilli
quando erutta il vulcano

Mi piace stare solo
a guardare il lago
li dove nasce un fiume
mentre guardo le montagne
con quella cha ha un buco come
come il pugno di un meteorite

E lancio un sasso
per sentire un rumore
nel silenzioso stato della mia malinconia
che tu
tu non puoi capire

 

postato da: hariseldom alle ore 14:35 | link | commenti (1)
categorie: deliri
sabato, 23 maggio 2009

L'uomo che non sapeva amare

Era seduto sul bordo di un cuscino
l'uomo che non sapeva amare

Masticava erbe messicane
ed aveva le visioni
pensava di volare
e forse d'essere un Dio

Le sue scarpe
in posa oscena
poggiate al muro della sala

La sua donna distesa
a pancia in giù
russava
forse sognava d'essere amata

I suoi figli
partiti per una guerra americana
dispersi
in una azione da Grande Fratello

L'uomo che non sapeva amare
con una rosa in un bicchiere
sognava
a occhi aperti
un mondo ammorbidito in lavatrice

Vennero a prenderlo all'alba
gli ufficiali nani
per fucilarlo al muro
della cattedrale

A nulla valse il pianto
di sua madre
che gridava
"perdonatelo perchè non sa amare".
postato da: hariseldom alle ore 15:43 | link | commenti (3)
categorie: deliri
venerdì, 08 maggio 2009

Ho seppellito i miei amori in un campo di cipolle

Ho seppellito i miei amori
tutti
in buche profonde
con cura ed educazione
nel campo  di cipolle
*
Ho innafiato le aiuole
con l'acqua del Giordano
tra lapidi dorate
e sogni presi con una carta
revolving
*
Un gatto
ha segnato le tombe
con la sua urina
un gatto con pelo corto
e denti affilati
*
Ho sparato
al becchino
con una gamba di ferro
mentre suonava
il violino.
*
Ho seppellito
tutti i miei amori
innaffiandoli con
acqua del Giordano
ma non ho messo croci
solo un guardiano clandestino
salvato da triste rimpatrio
e dalla forca.
Ma non ho messo croci
sulle tombe
no
solo un filare di
aquile sorde
con gli occhi spalancati
al passar dei treni

postato da: hariseldom alle ore 21:03 | link | commenti (2)
categorie: deliri