hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

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AltraMusa, piccolo salotto letterario
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martedì, 19 maggio 2009

Era il canto di una poiana

Era il canto di una poiana
appollaiata sul palo della luce
quella mattina in cui il Po
sembrava il Mekong

Ed erano mani di una donna
a snocciolare i bottoni di una gonna
perchè fosse quello il tempo
di ricominciare a pregare.

Ed erano bocche
a parlarsi sulle bocche
con i respiri che sfiorivano
tra noi umidi cacciatori di frodo

Ed era il canto di una poiana
mentre il Po voltava al delta
per scoprire le canne rubate
come quell'amore di seta cinese.

Alla fine la poiana
volse il suo sguardo su di noi
e spiccò il suo volo
per cacciare ancora una volta

E il Po sembrava il Mekong
e noi piccoli vietnamiti intrecciati
tra l'erba e i fiori recisi
cercando d'amarci sulle sponde.
postato da: hariseldom alle ore 09:32 | link | commenti (2)
categorie: canzoni
lunedì, 23 marzo 2009

Arrivava sempre con il sole alle spalle

Arrivava sempre con il sole alle spalle
un vezzo da pistolero
e Antonella si chiedeva perchè.
***
L'uomo di legno,
quasi fosse un bersaglio
si nascondeva dal riflesso del sole
e Antonela si chiedeva sempre perchè.
***
Eppure lei
gli aveva regalato un figlio
e un cesto di vimini
pieno di viole,
ma era stato quando erano ragazzi
e contavano le stelle,
dopo i lacrimogeni
e sapevano i nomi
di alcune,
per questo fecero quel figlio
quella notte
che il padre d'Antonella era andato in miniera.
***
E lei lavava le sue lacrime al fiume
come la lavandaia
sulle pietre,
perchè lui era andato via
per una promessa mancata
e per un disco rovinato.
***
Arrivava sempre con il sole alle spalle
nonostante ora
fossero nel tempo dei grigi
e Aldebaran era opposta a Rigel
ormai
nel cielo delle stelle perdute
***
Così si amarono di nuovo
ancora una volta
come da ragazzi,
ma senza la sigaretta dopo,
perchè entrambi avevano smesso di fumare
come avevano smesso di lottare
e di credere
di poter cambiare il mondo
già
***
Ma un figlio,
un figlio va sempre per conto suo
e quel figlio era con l'onda
un guerrigliero
dell'onda
e loro lo sapevano
quella notte

in cui di nuovo
fecero per l'ultima volta l'amore
li
dalla parte del sole
dove i lacrimogeni
non potevano arrivare
e lei finalmente sapeva perchè.

postato da: hariseldom alle ore 18:48 | link | commenti (3)
categorie: canzoni, ballate
sabato, 14 marzo 2009

Un gatto di nome Cuba

Un gatto chiamato Cuba
nero, magro e scontroso
che sfila le tue calze di seta
che rovescia il tuo vaso di fiori.
***
Intato il Che che sorride
da quel manifesto
nella camera delle ragazze
tra colori e coriandoli
e mutande fuori posto
***
E questa mia voglia
di rubare nel cesto delle elemosine
quando mi dici che è già troppo tardi
che la nostra storia è già finita
***
E quelle valige sempre troppo vuote
e quei miei pantaloni stirati male
mentre guardi fuori dalla finestra
per non guardare dentro di me.
***
Un gatto, solo un gatto di nome Cuba
che si ricorda le nostre lotte
sulla spiaggia di Nettuno
tra un boato sordo di temporale
e tre biglie di vetro accanto
a quell'ombrellone sempre chiuso
***
E poi io e te
persi
in questi giorni in cui
solo un gatto come Cuba
può raccontare al storia del nostro amore
senza fili di fumo all'orizzonte
o tramonti tossici da latrina.
***
Cuba mi guarda e sogghigna
non ho mai avuto un buon rapporto
con la incostante e deludente
voglia di coccole solo alla bisogna
e tu
nel tuo vestito giallo
che guardi la finestra
per non dirmi addio
per non guardare troppo
dentro di me
dentro
di me
postato da: hariseldom alle ore 16:08 | link | commenti (5)
categorie: canzoni
venerdì, 13 marzo 2009

Sono solo note bagnate di pioggia

Sono solo note
bagnate di pioggia
suonate da violini
dalle corde troppo sottili

E un Tiramolla
con le pagine piegate
sotto la panca del giardino di Lù
mentre il suo gatto
s'ubriaca
con il polline
dei suoi gerani

Note scontrose
con il pianista
della quattro dita
che mi parla
della sua donna
e la foto di Cuba
con il volto di Hemingway
che mi sorride

Hanno impiccato il rabbino
nella piazza di Betlemme
solo perchè ha difeso una donna
per rinnegare il suo Dio

Ma sono solo note bagnate di pioggia
quelle che suono
ora
mentre racconto
le mie storie
in un malinconico giorno
che si poggia sul mio mare
tra gli scogli
e l'orizzonte

postato da: hariseldom alle ore 14:45 | link | commenti (1)
categorie: canzoni
venerdì, 06 marzo 2009

Eroina

Ricordi Lù
le lotte sui gradini
con te che parlavi del futuro
prima che il signore degli inganni
sciogleisse il nostro sole
con una esplosione nucleare?

Eroina che buca le nostre vene
in questo crudele tempo
dove i nostri sogni
sono sputo
sulle scarpe

Ricordi Lù?
eravamo pieni di musica
e il cielo volgeva
le nuvole ad occidente

Eroina ora
solo eroina
a spaccarci la pelle
in un'ossessione rock
postato da: hariseldom alle ore 20:11 | link | commenti (1)
categorie: canzoni
lunedì, 16 febbraio 2009

Il dovere

A volte, a volte non riesci a volare
e rimani su quel balcone
a guardare il sole
con i mille grappoli
sulle gambe
con i pugni stretti nelle tasche.
***
Principessa, principessa 
quanti stivali hai provato
prima di capire
che quei tacchi ti fanno male?
***
La famiglia, i sogni bianchi
un amore un po' sbiadito
una vita programmata
su un compiuter aggiornato.
***
Principessa, principessa
cosa stai pensando ora
a un tempo di un amore
forte come un liquore
asciutto e senza freni
lanciato a mille allora.
***
Il dovere è una gran cosa
si appiccica come il miele
sulle mani e sul sedere
della nostra breve vita
ma c'è una musica sui vetri
capovolta e mezza storta
che ogni tanto ti confonde
che come un surf
ti porta a volte
sulla crosta delle onde
sulla crosta delle onde 
postato da: hariseldom alle ore 10:26 | link | commenti (2)
categorie: canzoni
venerdì, 30 gennaio 2009

Dammi la tua anima

Dammi la tua anima
sono venuto a riscuoterla
mentre impigli la tua gonna
alla sedia di un amore.
***
Dammi la tua anima
versamela sul petto
e non cantare
non cantare
ma danza
***
Dammi la tua bocca
la promessa di una sera
mentre le bombe cadevano
e tu piangevi
su quel tavolo
con una gamba in meno
***
Dammi la tua sottana
quella bianca
quella di quel giorno
sul letto d'acqua
quando mi chiamavi amore
e se fosse amore
o una canzone
non importa
***
Lega i tuoi capelli
legali con un nastro rosa
ma non urlare
ora non urlare
***
Dammi le tue mani
sul viso
sul sentimento
sul mio mento
oh si sul mento
e pregami ancora
come una tentazione
come una strega nera
come la foglia rotta
di una quercia di pianura
***
Dammi la tua anima
ora
amore
postato da: hariseldom alle ore 17:23 | link | commenti (6)
categorie: canzoni, deliri
lunedì, 26 gennaio 2009

Brian l'ebreo di Treviri

Beveva birra Brian
di malto puro
e sua madre lo rimproverava
ogni sera
quando tornava
ogni sera
***
Brian era amico di Karl
ma non lo capiva
forse per questo
andò via
ma non è così
che sua madre lo racconta
***
Perchè sua madre vendeva
il suo corpo
al mercato
quando era notte
ma non sopportava il il vino
peggio la birra
ed era grassa
sua madre
e Brian non voleva
sentirla ruttare
la notte
Brian non la sopportava
***
Non aveva una donna Brian
no, non l'aveva
forse era omosessuale
o forse
era troppo brutto per amare
con quel naso rosso
e i capelli crespi
Brian non aveva una donna
e nemmeno un uomo
***
Però aveva un gatto
nero
magro
e con un ciuffo bianco
sulla testa
Brian l'ebreo di Treviri
non era nemmeno comunista
e non credeva in Dio
***
Però quando morì sua madre
pianse al funerale
e portò la cassa
con certi suoi compagni di bevuta
brutti come lui
e soli come lui
e venne pure il gatto
ma i gatti non piangono
a volte cantano
***
Questa è la storia
di Brian
l'ebreo di Treviri
che era amico di Karl
ma non era comunista
e non aveva un Dio
postato da: hariseldom alle ore 21:23 | link | commenti (4)
categorie: canzoni
giovedì, 22 gennaio 2009

Scendeva la notte sull'autostrada

Il traffico si spostava
lento sulle aree di servizio
e come giganti addormentati
uno dopo l'altro i tir
riempivano spazi
e corridoi
e io cercavo il filo d'Arianna
per non morire.
***
Guccini cantava la locomotiva
in una radio spezzata
da una lancia indiana
e io cercavo la ragione
per respirare
***
Stelle fredde
ed una luna a falce
e nel bar occhi che
parlavano di dolore
in un cesso di scritte
e di numeri infiniti
oscenità nei meandri della vita
***
Eppure mi sentivo un immortale
perduto dal sonno a secchiate
sdraiato su un sedile e accovacciato
mentre una donna
mi parlava
per non dimenticarmi il giorno dopo
****
Era quella la fine di un romanzo
di un libro finito innanzi tempo
un libro dove la parola fine
venne scritta tra l'ottavo e il novo capitolo
e Guccini
Guccini era invece sulla via Emilia
ma io
ancora ti giuro lo sapevo
e io davvero
ti giuro lo credevo altrove

postato da: hariseldom alle ore 16:28 | link | commenti (2)
categorie: canzoni, ballate
martedì, 06 gennaio 2009

Sabrina dov'è?

Al bar dei delfini
non c'è molta gente stasera,
un avvocanto di Denver
che beve birra
e parla di Dio,
una hostess di terra
che mostra le gambe
accavallate ad un tavolino,
ma io
io che servo caffè e liquori
mi chiedo Sabrina dov'è?

E due suonatori di cornamuse
a suonare
l'ultima poesia
di Sting
e un cane spagnolo
che abbaia legato ad un lampione,
ma ditemi,
ditemi Sabrina dov'è?

E il mio turno finisce alle nove
in questa New York
di venditori di more
che mangia Hot Dog
e crede a Babbo Natale
tra musica e marines
nel bar dei delfini
a chiedermi, ma Sabrina,
Sabrina dov'è?
postato da: hariseldom alle ore 22:08 | link | commenti (7)
categorie: canzoni