hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

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AltraMusa, piccolo salotto letterario
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martedì, 27 ottobre 2009

Guarda la luna guerrigliero

Guarda la luna guerrigliero
guarda la punta
spezzala e gettala nel mare guerrigliero.

La tua donna ha una gonna strappata
gli occhi di un altro nei suoi
e un seno gonfio di latte
ma non per tuo figlio guerrigliero
non per tuo figlio.

Guarda la luna guerrigliero
guardala dietro le case sconce
prima della jungla guerrigliero.

Si impiglia nei rami guerrigliero
mentre i rurales banchettano nelle case di Dio
e un pellicano nasconde nel becco
semi di avocado
ma sta perdendo la vista come te
guerriegliero
come te che non vedi bene nemmeno la luna.

Allora spezza quella punta guerriglero
spezzala ora
ora che hanno tradito la rivoluzione
per un tiranno nuovo al parlamento
e la tua donna ti ha dimenticato
guerrigliero.

Spezza la luna guerrigliero
che il mondo sappia che hai amato e perso
che hai combattuto e perso
e che i tuoi occhi sono come quelli dei pellicani
e almeno
almeno se spezzi la luna
quanlcuno
si ricordera" di te.

postato da: hariseldom alle ore 12:57 | link | commenti
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domenica, 18 ottobre 2009

La dolorosa stirpe

Miti sono gli occhi
di chi di dolore ha pieno il corpo
miti sono gli occhi
di chi guarda la vita quasi con distacco.

Così appartengo alla dolorosa stirpe
di coloro che non sanno mai il perchè
del loro vivere
adunco e spento.

Così sono i poeti deliranti
che succhiano uva dalle viti
senza staccarne i grappoli
intesamente e violentemente
essi amano
e si disgruggono per amore
o per un credo crudo al sangue.

Non cercare di camminare
sul quel sentiero
ma vivi la vita altrove
dove i cieli sono tersi
e non pieni di tempesta e pioggia
lontano
perchè io intensamente vivo amo e soffro
ma di sofferenza è anche il piacere sublime
di chi
conosce ogni sfumatura
della vita e dell'amore
perchè anche questo sono
ad essa appartengo
alla dolorosa stirpe dei poeti
del delirio e dalle passioni intense.

postato da: hariseldom alle ore 19:40 | link | commenti (3)
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venerdì, 16 ottobre 2009

Ha scarpe grandi Marco

Ha scarpe grandi Marco
ma non per questo non sa amare
ha scarpe grandi e un gran sorriso
ma non è per questo che lui è felice.

Lui non si sente diverso
da suo fratello
no, non si sente diverso da suo fratello
ma sua madre
forse non lo capisce davvero.

Ha scarpe grandi Marco
giocava a pallacanestro
ma gli altri. spesso lo evitavano
e lui in silenzio
leggeva Salgari
e Proust e gli altri dicevano
che era strano.

Marco lavora in biblioteca
non mette etichette
evita le sfilate
lui non si sente diverso
ma non ha una legge che lo protegga
perchè questo è uno strano cielo
forse più grigio che azzurro
forse.

Marco ha tanto sangue in bocca
tanto
e li a terra
come una falena schiacciata da una ciabatta
colpito da quattro balordi
che per sentirsi uomini hanno bisogno di picchiare
chi è diverso
perchè sanno che uomini non sono.

Marco ha tanto sangue
e le sua scarpe ora sono per terra
sono grandi come i suoi piedi
come il suo cuore
ma non chiametelo diverso
solo perchè Marco ama un altro uomo.

postato da: hariseldom alle ore 18:46 | link | commenti
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martedì, 13 ottobre 2009

Mare in tempesta

 

E’ folle Trieste
quando il mare scavalca il molo
e i gabbiani si nascondono
sotto i porticati
per fare l’amore di nascosto
dallo sguardi dei poeti.

Ci sono ancora gli occhi di Joyce e Nora
confusi nelle strade
che portano al caffè
mentre il mare agguanta nuvole nere
e ruba le gocce
dolci e salate
le gocce di mare e di pioggia.

Marcella dipinge dal vetro
della mansarda
quel mare
mentre sul letto rimangono calzini
ed una camicia con un bottone in meno.

E’ folle Trieste
quando il mare si fa di tempesta
e la gente dentro le macchine bianche
apparecchia slave coperte
per gli ultimi residui di una bandiera
strappata.

Marcella dice che è giusto così
questo strano audace ondulante temporale
e il vetro che trema
non sbava i pennelli
mentre sulla tela
la tempesta racconta Trieste
nei giorni addolorati.

 

postato da: hariseldom alle ore 14:39 | link | commenti
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lunedì, 12 ottobre 2009

La panchina del mare

Allora da dove si comincia per scrivere un racconto, una poesia o una canzone? Boh se lo sapessi ora starei firmando autografi o sarei a porta a porta, ma non so se poi alla fine sarebbe un gran risultato. Parlo del programma non delle firme.
Vediamo, ci mettiamo una panchina, sai quelle che a Pescara stanno lungo la riviera?  Ecco si proprio quelle di marmo pieno.
Sulla panchina ci mettiamo un tale, lo chiamiamo Occhio di pesce lesso, magari era il nome che gli dava sua madre ai suoi occhi e magari a qualcuno piacciono pure gli occhi di pesce lesso.
Allora quel tipo, Occhiodipescelesso è vestito con un paio di Jeans, una camicia blue a righe e ha un paio di scarpe sul giallo ocra.
Guarda la gente Occhiodipescelesso ed è completamete solo, magari per una sua scelta politica, finanziaria, amorosa o semplicemente per caso, mica stiamo sempre con la gente vero?
Aspetta qualcuno quel tipo? E' in una pausa di lavoro? Oppure semplicemente ritiene che sia un bel posto, stare su una panchina sulla riviera di Pescara, magari lo faceva da ragazzo e prima o poi qualcuno si sedeva accanto a lui, da ragazzo sperava qualcuna più che qualcuno, ma sto tergiversando.
E' solo, un gatto lo guarda, fore a causa del suo nome, i gatti si sa amano Occhi di pesce lesso.
Lui non ama molto i gatti, forse perchè i gatti sono magici o forse perchè i gatti sentono le cose.
Una donna passa e lo guarda, come se cercasse di riconoscerlo, la gente che incontriamo nella vita è tanta e lui ne ha incotrata tanta di gente.
All'imporvviso si alza e va verso il mare, una barca da pesca di un balneatore sta rientrando.
Lui è scalzo, guarda il padrone della barca, una barca piccola e quello guarda lui e capisce.
Sale sulla barca sorridendo al balneatore e rema, verso l'orizzonte, verso la Croazia, verso il mare Adriatico, rema Occhiodipescelesso, forse ha letto troppo Hemingway, forse ha solo voglia di allontanarsi dal gatto.
Getta una penna nel mare e aspetta, solo, nel mare con tutta la sua vita in tasca.
postato da: hariseldom alle ore 23:28 | link | commenti
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Ranocchie al parlamento

Guarda non ti so dire come sia successo
forse tutto quel vociare
forse del cibo introdotto abusivamente
o magari emissioni elettromagnetiche
fatto sta
che sono entrate tante ranocchie in parlamento
e gracidavano, saltavano, defecavano
insomma una confusione non indifferente.

Gli uscieri si sono dati da fare
armati di vecchie scope
a cercare di sgombrare il campo
ma niente
quelle gracidavano
come comari a un programma
di quelli che si debbono accoppiare
che roba.

Il presidente indignato ha dato colpa
all’opposizione
l’opposizione ha detto che era
un tentativo strumentale del governo
per mettere leggi autoritarie
e intanto le ranocchie a fare festa
persino i Nocs hanno chiamato
ma nulla se tentavano di sparare tra la gente
rischiavano d’ammazzar chi dal popolo era stato eletto.

Alla fine si sono arresi tutti
e si sono dati alla convivenza
centro, destra, sinistra e sopra sotto
le ranocchie votano con
i nostri responsabili del governo
e gracidano, gracidano
e sembra ora che parlino tutti
la stessa lingua
cra cra cra

postato da: hariseldom alle ore 00:45 | link | commenti
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mercoledì, 07 ottobre 2009

Pavimento di pietra

Pavimento di pietra

 

Pavimento di pietra
dove uno scarafaggio
ha deposto le uova.

Alte candele
proiettano ombre sinistre
nella casa dei santi
dietro la statua di una madonna
disperata per un figlio
che sei è messo contro la chiesa
e la polizia del governo.

Pavimento di pietre irregolari
di una cattedrale a volte
dove un frate indovino
pensa la tempo della vita
e della semina del grano.

Un prete castigliano
guarda le gambe di una badante
con il permesso scaduto
ed un timbro difettoso.

Bambini tra le panche
si fanno nascondino
mentre con voce importante
la farmacista legge
dal pulpito di marmo.

Un temporale allunga
la sua mano
sul tetto dove piccioni
coprono il muso tra le ali.

 

 Il prete spagnolo
abbassa lo sguardo
per ogni peccato
che non ha mai perdonato.

 
L’ultima donna vestita di nero
raccoglie gli oboli
alla fine della messa
rubando un bottone
e un cero gelato da una promessa.  

postato da: hariseldom alle ore 17:22 | link | commenti (3)
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venerdì, 02 ottobre 2009

Sono il custode del Paradiso

Sono il custode del paradiso
non importa se credi in un Dio
non è questo che ti farà passare.

Ho uno sgabello
uno sgabello di legno
con tre piedi
e un falco disegnato sulla spalliera.

Aspetto, scruto, sguardo
e non chiedo permesso di soggiorno
respingerò
chi ha respinto innocenti
e chi ha fatto finta di non vedere.

Sono il custode del paradiso
e non mi lascio abbindolare
o corrompere dal malfattore
non ci sono scudi che tengano
alla mia crudele ragione.

Belle signore, sarò clemente
bigotte gattare per voi non ho posto
andate a giocare dietro quel fosso.

Tutto quello
in cui avete creduto
è stato solo un sogno
mal concepito
io sono
io sono
il custode del Paradiso
buffo, incostante, assai impertinente
e non chiedo il nome del tuo Dio
non fa niente
io sono il custode irriverente.

Una cosa però
solo una
non chiedermi quello che troverai
dietro la soglia
potrebbe non soddisfare
il tuo desiderio
la tua strana voglia
di gemma e di foglia.
postato da: hariseldom alle ore 13:17 | link | commenti (4)
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