Guarda la luna guerrigliero
guarda la punta
spezzala e gettala nel mare guerrigliero.
La tua donna ha una gonna strappata
gli occhi di un altro nei suoi
e un seno gonfio di latte
ma non per tuo figlio guerrigliero
non per tuo figlio.
Guarda la luna guerrigliero
guardala dietro le case sconce
prima della jungla guerrigliero.
Si impiglia nei rami guerrigliero
mentre i rurales banchettano nelle case di Dio
e un pellicano nasconde nel becco
semi di avocado
ma sta perdendo la vista come te
guerriegliero
come te che non vedi bene nemmeno la luna.
Allora spezza quella punta guerriglero
spezzala ora
ora che hanno tradito la rivoluzione
per un tiranno nuovo al parlamento
e la tua donna ti ha dimenticato
guerrigliero.
Spezza la luna guerrigliero
che il mondo sappia che hai amato e perso
che hai combattuto e perso
e che i tuoi occhi sono come quelli dei pellicani
e almeno
almeno se spezzi la luna
quanlcuno
si ricordera" di te.
Miti sono gli occhi
di chi di dolore ha pieno il corpo
miti sono gli occhi
di chi guarda la vita quasi con distacco.
Così appartengo alla dolorosa stirpe
di coloro che non sanno mai il perchè
del loro vivere
adunco e spento.
Così sono i poeti deliranti
che succhiano uva dalle viti
senza staccarne i grappoli
intesamente e violentemente
essi amano
e si disgruggono per amore
o per un credo crudo al sangue.
Non cercare di camminare
sul quel sentiero
ma vivi la vita altrove
dove i cieli sono tersi
e non pieni di tempesta e pioggia
lontano
perchè io intensamente vivo amo e soffro
ma di sofferenza è anche il piacere sublime
di chi
conosce ogni sfumatura
della vita e dell'amore
perchè anche questo sono
ad essa appartengo
alla dolorosa stirpe dei poeti
del delirio e dalle passioni intense.
Ha scarpe grandi Marco
ma non per questo non sa amare
ha scarpe grandi e un gran sorriso
ma non è per questo che lui è felice.
Lui non si sente diverso
da suo fratello
no, non si sente diverso da suo fratello
ma sua madre
forse non lo capisce davvero.
Ha scarpe grandi Marco
giocava a pallacanestro
ma gli altri. spesso lo evitavano
e lui in silenzio
leggeva Salgari
e Proust e gli altri dicevano
che era strano.
Marco lavora in biblioteca
non mette etichette
evita le sfilate
lui non si sente diverso
ma non ha una legge che lo protegga
perchè questo è uno strano cielo
forse più grigio che azzurro
forse.
Marco ha tanto sangue in bocca
tanto
e li a terra
come una falena schiacciata da una ciabatta
colpito da quattro balordi
che per sentirsi uomini hanno bisogno di picchiare
chi è diverso
perchè sanno che uomini non sono.
Marco ha tanto sangue
e le sua scarpe ora sono per terra
sono grandi come i suoi piedi
come il suo cuore
ma non chiametelo diverso
solo perchè Marco ama un altro uomo.
E’ folle Trieste
quando il mare scavalca il molo
e i gabbiani si nascondono
sotto i porticati
per fare l’amore di nascosto
dallo sguardi dei poeti.
Ci sono ancora gli occhi di Joyce e Nora
confusi nelle strade
che portano al caffè
mentre il mare agguanta nuvole nere
e ruba le gocce
dolci e salate
le gocce di mare e di pioggia.
Marcella dipinge dal vetro
della mansarda
quel mare
mentre sul letto rimangono calzini
ed una camicia con un bottone in meno.
E’ folle Trieste
quando il mare si fa di tempesta
e la gente dentro le macchine bianche
apparecchia slave coperte
per gli ultimi residui di una bandiera
strappata.
Marcella dice che è giusto così
questo strano audace ondulante temporale
e il vetro che trema
non sbava i pennelli
mentre sulla tela
la tempesta racconta Trieste
nei giorni addolorati.
Guarda non ti so dire come sia successo
forse tutto quel vociare
forse del cibo introdotto abusivamente
o magari emissioni elettromagnetiche
fatto sta
che sono entrate tante ranocchie in parlamento
e gracidavano, saltavano, defecavano
insomma una confusione non indifferente.
Gli uscieri si sono dati da fare
armati di vecchie scope
a cercare di sgombrare il campo
ma niente
quelle gracidavano
come comari a un programma
di quelli che si debbono accoppiare
che roba.
Il presidente indignato ha dato colpa
all’opposizione
l’opposizione ha detto che era
un tentativo strumentale del governo
per mettere leggi autoritarie
e intanto le ranocchie a fare festa
persino i Nocs hanno chiamato
ma nulla se tentavano di sparare tra la gente
rischiavano d’ammazzar chi dal popolo era stato eletto.
Alla fine si sono arresi tutti
e si sono dati alla convivenza
centro, destra, sinistra e sopra sotto
le ranocchie votano con
i nostri responsabili del governo
e gracidano, gracidano
e sembra ora che parlino tutti
la stessa lingua
cra cra cra
Pavimento di pietra
Pavimento di pietra
dove uno scarafaggio
ha deposto le uova.
Alte candele
proiettano ombre sinistre
nella casa dei santi
dietro la statua di una madonna
disperata per un figlio
che sei è messo contro la chiesa
e la polizia del governo.
Pavimento di pietre irregolari
di una cattedrale a volte
dove un frate indovino
pensa la tempo della vita
e della semina del grano.
Un prete castigliano
guarda le gambe di una badante
con il permesso scaduto
ed un timbro difettoso.
Bambini tra le panche
si fanno nascondino
mentre con voce importante
la farmacista legge
dal pulpito di marmo.
Un temporale allunga
la sua mano
sul tetto dove piccioni
coprono il muso tra le ali.
Il prete spagnolo
abbassa lo sguardo
per ogni peccato
che non ha mai perdonato.
L’ultima donna vestita di nero
raccoglie gli oboli
alla fine della messa
rubando un bottone
e un cero gelato da una promessa.