Costruisce navi il signore di Bristol
ed ha una mosglie scozzese
il signore di Bristol.
Con gli occhi sull’Avon
e il cuore in Irlanda
costruisce le barche
e beve Whisky
con i suoi operai
quando la notte
gli rende tutte le colpe.
Costruisce navi e ripara le chiglie,
ma soffre il mare
e non ha figli,
sua moglia ha una voglia di fragola
e di maternità
sul seno procace
bianco di Scozia.
Gli ho chiesto un favore
al signore di Bristol
e in cambio gli ho regalato un quadro
da appendere nel salone
dove sua moglie
parla d’amore
amore forbito
amore proibito
amore che amore
non ha più sapore.
E’ triste il signore di Bristol
e non va più nella cattedrale
perchè ha perso il suo Dio
quando ha perso suo figlio
e sua moglie
è rimasta incantata
a guardare l’Avon
nei giorni di nebbia.
Costruisce le barche il signore di Bristol
e beve Whisky anche al mattino
mentre l’Avon
non gli rende
più
il figlio.
Stivali bianchi sino al ginocchio,
labbra di rosso imbellettate,
occhi di ceri di madonne,
labbra dipinte da Raffaello;
la ragazza del ponte delle illusioni
aspetta i suoi clienti
sotto un pallido lampione
dalla luce tremolante.
D'amor non vuol sentir ragione
e del piacere solo finzione,
maliziosa aggiusta il seno
di cui ha molta cura
come per la sua insegna
ne ha il negoziante li di fronte.
Ascolta, le mille giustificazioni
dei suoi ordinati clienti,
le mogli assenti
i figli che non gli basta mai
persino la turpe voglia
di un cameriere che ha pretese
che la fanno faticare alquanto
e per cui prende un sovrapprezzo;
ma è il suo lavoro
e senza baciare mai in bocca
scrupolosamente fa il suo mestiere
accontentando tutti
quelli che può accontentare.
Vende il suo corpo
pulito, ordinato, asciutto
poichè ella è di sana costituzione
ed è italiana
per buona pace dell'ordinato gentiluomo
che fruisce del suo servizio
e contro lo straniero inveisce
lui che ha dieci schiavi di colore
e sfugge alla finanza come volpe alla tagliola.
La ragazza del ponte delle illusioni
ha solo un credo
non amare mai nella sua vita
e cerca di non sognare
perchè i sogni fanno male
perchè solo le bambole possono sopravvivere
in questo mondo congelato.
Però so una cosa di lei
un suo segreto
a volte rivede il volto di sua madre
il sangue sulle labbra
e le sue lacrime discrete
in quei momenti la ragazza del ponte delle illusioni
piange.
Un attimo solo
mentre passa un'altra ronda
ed una falena si schianta
sulla luce del lampione,
la pattuglia dei carabinieri
le manda un sorriso
e lei con una mano
gli risponde,
la ragazza ha il tuo nome
si, il tuo nome
e un'ambulanza poco distante
soccorre un poeta portoghese
schiantatosi sul muro
del ponte delle illusioni.
Elegante signora
dai grigi capelli
in splendida forma
che tocchi maliziosa
i tuoi morbidi fianchi.
Il tuo profumo
ti circonda
e spande il tuo umore
mutevole e crudo
sino al platano di fronte.
Ti sventoli
con un ventaglio di madreperla
traforato da una danzatrice
che balla un flamenco
un flamenco che tu
non hai mai saputo danzare.
Una tazzina dal bordo dorato
il cui fumo
si alza con piccole spire
sino al rimmel
dei tuoi occhi neri e profondi.
Il bracciale con le medagliette
vezzosa accarezzi
e racconti
in posa elegante
accavallando le gambe
e racconti dei tuoi figli
e di un cane
un cane zoppo che hai perso
una notte di pioggia.
C'è un vecchio
molto ma molto più vecchio di te
che passa per strada
chino sui suoi giorni
un vecchio
che sorride e sposta il suo sguardo.
Il tremolio di una mano
tradisce un ricordo
e per un attimo
la tua aristocratica
posa
perde contegno
ed una goccia di the macchia la gonna.
E sventoli nervosa
perchè
non saprai mai
quella strada dove ti avrebbe portato
mentre il vecchio si volta
e sorride.
E le oche del fiume
starnazzavano sino alle nuvole
con le loro buffe pretese,
litigandosi il posto migliore.
Ma noi eravamo felici
con le pannocchie abbrusotilite
le fionde nei pantaloni
a guardare le gambe
della bella signora.
Lei, forse sapeva
con il vestito tirato un po' su,
con le gambe nell'acqua del fiume
e il cappello a falde larghe.
Era bianca la sua pelle
era inglese si capiva,
da come guardava stupita
il fiume Mississipi
E passavano navi di botti
grandi navi a vapore
mentre una vecchia cuciva calzoni
per suo figlio dalla gambe di legno.
Una gamba persa a Gettysburg
tra una carica e una utopia,
la divisa confederata
dai bottoni dorati.
Ma noi eravamo felici
ci bastava guardare le gambe
della donna inglese
che rideva della nostra emozione.
C’è qualcosa che la luce
impedisce di vedere
nel luogo dove con Monet
s’andava a cogliere
il dolce andare del colore.
Oh si madame
ero io quello che pescava
mentre i due si incarbugliavano
con le loro pitture
e Renoir che diceva sempre
che io
ero solo un pescatore di rane.
Eppure io
ho sempre visto
le sfumature basse delle donne
che si piluccavano a guardare
i due intrepidi pittori
e si bagnavano vezzoze
il mento con l’acqua della Senna.
Io
volevo solo
carpire i segreti infingardi
dei due
trampolieri che scherzando
baravano con Dio e il pudore.
E nell’effimero
pomeriggio di quei giorni
prima della battaglia di Parigi
io
amavo una donna
su una barca
alla Grenouillére.