hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

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lunedì, 31 agosto 2009

Il signore di Bristol

Costruisce navi il signore di Bristol
ed ha una mosglie scozzese
il signore di Bristol.

Con gli occhi sull’Avon
e il cuore in Irlanda
costruisce le barche
e beve Whisky
con i suoi operai
quando la notte
gli rende tutte le colpe.

Costruisce navi e ripara le chiglie,
ma soffre il mare
e non ha figli,
sua moglia ha una voglia di fragola
e di maternità
sul seno procace
bianco di Scozia.

Gli ho chiesto un favore
al signore di Bristol
e in cambio gli ho regalato un quadro
da appendere nel salone
dove sua moglie
parla d’amore
amore forbito
amore proibito
amore che amore
non ha più sapore.

E’ triste il signore di Bristol
e non va più nella cattedrale
perchè ha perso il suo Dio
quando ha perso suo figlio
e sua moglie
è rimasta incantata
a guardare l’Avon
nei giorni di nebbia.

Costruisce le barche il signore di Bristol
e beve Whisky anche al mattino
mentre l’Avon
non gli rende
più
il figlio.

postato da: hariseldom alle ore 11:04 | link | commenti
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domenica, 30 agosto 2009

La ragazza del ponte delle illusioni

Stivali bianchi sino al ginocchio,
labbra di rosso imbellettate,
occhi di ceri di madonne,
labbra dipinte da Raffaello;
la ragazza del ponte delle illusioni
aspetta i suoi clienti
sotto un pallido lampione
dalla luce tremolante.

D'amor non vuol sentir ragione
e del piacere solo finzione,
maliziosa aggiusta il seno
di cui ha molta cura
come per la sua insegna
ne ha il negoziante li di fronte.

Ascolta, le mille giustificazioni
dei suoi ordinati clienti,
le mogli assenti
i figli che non gli basta mai
persino la turpe voglia
di un cameriere che ha pretese
che la fanno faticare alquanto
e per cui prende un sovrapprezzo;
ma è il suo lavoro
e senza baciare mai in bocca
scrupolosamente fa il suo mestiere
accontentando tutti
quelli che può accontentare.

Vende il suo corpo
pulito, ordinato, asciutto
poichè ella è di sana costituzione
ed è italiana
per buona pace dell'ordinato gentiluomo
che fruisce del suo servizio
e contro lo straniero inveisce
lui che ha dieci schiavi di colore
e sfugge alla finanza come volpe alla tagliola.

La ragazza del ponte delle illusioni
ha solo un credo
non amare mai nella sua vita
e cerca di non sognare
perchè i sogni fanno male
perchè solo le bambole possono sopravvivere
in questo mondo congelato.

Però so una cosa di lei
un suo segreto
a volte rivede il volto di sua madre
il sangue sulle labbra
e le sue lacrime discrete
in quei momenti la ragazza del ponte delle illusioni
piange.

Un attimo solo
mentre passa un'altra ronda
ed una falena si schianta
sulla luce del lampione,
la pattuglia dei carabinieri
le manda un sorriso
e lei con una mano
gli risponde,
la ragazza ha il tuo nome
si, il tuo nome
e un'ambulanza poco distante
soccorre un poeta portoghese
schiantatosi sul muro
del ponte delle illusioni.

postato da: hariseldom alle ore 10:04 | link | commenti (4)
categorie: ballate
sabato, 29 agosto 2009

L'elegante signora con il ventaglio di madreperla

Elegante signora
dai grigi capelli
in splendida forma
che tocchi maliziosa
i tuoi morbidi fianchi.

Il tuo profumo
ti circonda
e spande il tuo umore
mutevole e crudo
sino al platano di fronte.

Ti sventoli
con un ventaglio di madreperla
traforato da una danzatrice
che balla un flamenco
un flamenco che tu
non hai mai saputo danzare.

Una tazzina dal bordo dorato
il cui fumo
si alza con piccole spire
sino al rimmel
dei tuoi occhi neri e profondi.

Il bracciale con le medagliette
vezzosa accarezzi
e racconti
in posa elegante
accavallando le gambe
e racconti dei tuoi figli
e di un cane
un cane zoppo che hai perso
una notte di pioggia.

C'è un vecchio
molto ma molto più vecchio di te
che passa per strada
chino sui suoi giorni
un vecchio
che sorride e sposta il suo sguardo.

Il tremolio di una mano
tradisce un ricordo
e per un attimo
la tua aristocratica
posa
perde contegno
ed una goccia di the macchia la gonna.

E sventoli nervosa
perchè
non saprai mai
quella strada dove ti avrebbe portato
mentre il vecchio si volta
e sorride.

 

postato da: hariseldom alle ore 19:02 | link | commenti
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Silvio in paradiso

Alla fine successe quello che doveva succedere.
Siamo tutti mortali e la fine è la stessa per tutti, ma Silvio era tranquillo, di certo una brava persona come lui sarebbe finita in paradiso.
Una scala mobile lo portò su al cielo, appena un attimo dopo che i suoi uomini recitavano in chiesa i suoi elogi.
Una cerimonia molto commovente.
Arrivò in una pianura bellissima, con alberi pieni di frutta e belle fanciulle discinte che si inginocchiavano al suo passaggio.
Si, era questa l'idea che si era fatta del paradiso.
Una bella fanciulla lo prese per mano e lui, con il suo solito sorriso ebete stampato la seguì.
- mi consenta, c'è molto da vedere in paradiso?-
La ragazza senza rispondere si portò un dito alla bocca per dirgli he bisognava stare in silenzio.
Silvio non capiva ma si adeguò.
In disparte trovò uno dei suoi ex ministri che si era permesso di arrivare prima di lui per accoglierlo.
Piangeva, sicuramente di gioia pensò Silvio.
Poi arrivò un leone, grande e grosso e se lo mangiò.
Silvio rimase per la prima volta a bocca aperta.
Poi vide la scritta tra un melo ed un pero.
"Benvenuti nel paradiso dei leoni."
postato da: hariseldom alle ore 09:41 | link | commenti
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venerdì, 28 agosto 2009

Cocci di vasi

E sono cocci sul balcone
il balcone con i disegni
sul ferro
e le spire e i rami e le foglie.

Tutta la gente che parla
parla della terra dei vasi
e dei fiori spampanati
parla di questo la gente
non parla di noi.

E la sedia
la sedia di paglia
spagliata
dove sedeva il vecchio
con il sigaro spento
a guardare le gambe
o il rimorso.

Si diventa ciechi
si diventa ciechi bambino
e fai piangere Gesù
perchè vuoi far piangere Gesù?

E ci sono cocci
cocci di vasi e terra
sul pavimento del balcone
e la sedia è gettata
a terra
in posa oscena
con le gambe spaccate
e il gatto che crudele
lecca la sua stessa pipì.

La gente
la gente non ascolta più
il giornare radio delle cinque
la gente
non sa
ma giudica
mentre da lontano
la bicicletta fugge oltre la piazza
della giostra dei cavalli
postato da: hariseldom alle ore 21:54 | link | commenti
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Il tremolio dell'erba

Il tremolio dell'erba
l'altalena che sbatte
e di sbieco nuvole
che chiamano
a raccolta le mie emozioni.

La tua gonna
si solleva
e tu fai fatica
a tenerla bassa
e sorridi
mentre un ragazzino
prende un palo
per guardare.

Un petalo di rosa
sfuggito ad una corona
in memoria di un avvocato
finisce in bocca
ad un cieco suonatore di violino.

La tua gonna
come una campana
s'alza e si sfila
sulle tue gambe
mentre l'erba geme
forse muore
forse canta solo
una ballata clandestina.

Il tremolio dell'erba
accoglie
i nostri corpi
scivolati tra una lumaca
e un fiordaliso
forse poi l'Africa
non è così lontana
forse alla fine
torneremo sul Limpopo.
postato da: hariseldom alle ore 19:51 | link | commenti (2)
categorie: ballate
giovedì, 27 agosto 2009

Scrivere per me

Scrivere per me è importante, dare sfogo alla creatività mi da un senso si appagamento che poche altre cose possono darmi.
Scrivere per me è una droga, una liberazione, una evasione dal mondo che ho attorno, a prenscindere se il mondo che ho attorno mi piaccia o no.
Un tempo evadevo con i fumetti, tex,zagor, akim, blek macigno (si scrive così blek) capitan miki e tanti altri topolino e tirammolla compresi.
Iniziai a evadre di più con Salgari i vari cicli dai pirati della malesia a quello dei corsari, dalle avventure indiane a quelle sull'Atlante.
Poi il mio amore per la fantascienza, Urania in particolare.
Ora, che il tempo mio è il tempo di un uomo che accetta i suoi anni, ora è scrivendo che riesco ad evadere a realizzare una parte di me.
Ogni cosa che scriviamo rimane nel tempo, ci sopravvive.
Il concetto di sopravvivenza, di immortalità è quello che più mi affascina.
Tutti occupiamo in questo modo più spazio di quanto ci è stato concesso di avere dal destino.
Scrivere è forse più importante di amare? Il concetto di amare o di amore o di rapporti di coppia o non di coppia, il vivere, la quotidianeità sono su un livello diverso, un piano esistenziale di un ...altrove.
In questo senso forse scrive è più importante di amare o forse questo stesso concetto indica il grado di follia di chi scrive con lo pseudonimo di hariseldom, psicopatici e malati di invidia del web permettendo.
postato da: hariseldom alle ore 10:14 | link | commenti (3)
categorie: ragionamenti liberi
mercoledì, 26 agosto 2009

La donna inglese

E le oche del fiume
starnazzavano sino alle nuvole
con le loro buffe pretese,
litigandosi il posto migliore.

Ma noi eravamo felici
con le pannocchie abbrusotilite
le fionde nei pantaloni
a guardare le gambe
della bella signora.

Lei, forse sapeva
con il vestito tirato un po' su,
con le gambe nell'acqua del fiume
e il cappello a falde larghe.

Era bianca la sua pelle
era inglese si capiva,
da come guardava stupita
il fiume Mississipi

E passavano navi di botti
grandi navi a vapore
mentre una vecchia cuciva calzoni
per suo figlio dalla gambe di legno.

Una gamba persa a Gettysburg
tra una carica e una utopia,
la divisa confederata
dai bottoni dorati.

Ma noi eravamo felici
ci bastava guardare le gambe
della donna inglese
che rideva della nostra emozione.

postato da: hariseldom alle ore 19:02 | link | commenti
categorie: ballate

La Grenouillére

C’è qualcosa che la luce
impedisce di vedere
nel luogo dove con Monet
s’andava a cogliere
il dolce andare del colore.

Oh si madame
ero io quello che pescava
mentre i due si incarbugliavano
con le loro pitture
e Renoir che diceva sempre
che io
ero solo un pescatore di rane.

Eppure io
ho sempre visto
le sfumature basse delle donne
che si piluccavano a guardare
i due intrepidi pittori
e si bagnavano vezzoze
il mento con l’acqua della Senna.

Io
volevo solo
carpire i segreti infingardi
dei due
trampolieri che scherzando
baravano con Dio e il pudore.

E nell’effimero
pomeriggio di quei giorni
prima della battaglia di Parigi
io
amavo una donna
su una barca
alla Grenouillére.

File:Renoir11.jpg

postato da: hariseldom alle ore 06:36 | link | commenti (3)
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martedì, 25 agosto 2009

Io non sono mai nato

Guardo spesso i tetti all’inglese
immagino stanze e vetrate
come fossero filmati.

Vetrate, si vetrate,
colorate di rossi e di gialli
come quelle di una chiesa
ma poste a guardia di un giardino.

Follia e sogni
come la vipera nel letto
o la capacità di volare
a braccia aperte
come la copertina di un disco
dei Beatles.

Vedo foto in bianco e nero
sopra la montagna di tufo
quel bambino così magro
con quella maglietta
con i bottoni.

Eppure
in questa strana vita che non è mia
tra queste strade
con pacchetti di sigarette
gettati a gambe aperte
eppure
io lo so
che davvero
non sono mai nato.
postato da: hariseldom alle ore 11:05 | link | commenti (1)
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