hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

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AltraMusa, piccolo salotto letterario
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giovedì, 30 aprile 2009

L'odore dell'amore

Lo avverti,
ti riempie naso e bocca;
un misto di licheni
e muffa di antico maniero,
forte ed acidulo
traspare e perdura nell'aria.
***
E chi ama
riconosce il suo
e sente come olezzo
nauseabondo
quello degli altri amanti
mentre il proprio
è aroma
che amore conosce
e riconosce
come suo.
***
Ed un gregge di capre nere
a bloccare gli accessi del sentiero
sul fiume
e quel ponte
quel ponte sulla strada
del borgo antico.
***
Ed è in questo
mio stato
che avverto
ancora
forte sulle mani
l'odore dell'amore
nei giorni della pioggia
sull'Arno
postato da: hariseldom alle ore 13:24 | link | commenti (2)
categorie: amore
mercoledì, 29 aprile 2009

La Liguria sembrava la Scozia

La pioggia su quelle colline
con quelle case col tetto a punta
nascoste con viso imbronciato,
come gocce di cioccolata
spruzzate tra quelle gole

Verdi terre di Liguria
innaffiate come prati da golf
verdi come gli smeraldi
della corona di una regina

E sembrava di essere in Scozia
e sembrava
di essere finiti
d'entro un romanzo
di guerra e d'amore

La pioggia, la pioggia con la nebbia
sino al fronte del mare
con Genova vestita a lutto
per i funerali di Fabrizio
e suoi occhi come la buona novella

E tu che parlavi di noi
mentre il tuo rimmel
era già andato via

E sembrava di essere
altrove
con te appoggiata sulle mie gambe
i capelli legati dalle mie mani
ed io che ti cantavo una canzone

E sembrava di essere in Scozia
tra le mille curve sino a Genova
e sembrava di essere amanti
fuggiti nella terra di nebbia

Mentre Faber
scendeva nella sua casa
tra una canzone e un pugno
rivolto al cielo
postato da: hariseldom alle ore 16:17 | link | commenti (1)
categorie: ballate
domenica, 26 aprile 2009

Salisburgo

Il tram non faceva fermate
prima del ponte
ed un autista timbrava
violini ad ogni salita
***
La donna dal vestito nero
controllava il rimmel
sui suoi occhi
mentre i suoi tacchi
schiacciavano una luna
sul tappeto
***
E c'era un finestrino
dipinto di note;
il Salzach trascinava
una barca senza anime
con un velo di zucchero
appena spruzzato
***
Il tram cigolava
mentre lei si accorse di me 
appena prima di notte
appena prima
***
Quando lei mi baciò
su Salisburgo scese il silenzio
quando lei mi baciò
mi accorsi delle sue unghie
laccate di rosso
poi fu solo musica
postato da: hariseldom alle ore 19:16 | link | commenti (3)
categorie:

Discorso con l'anima

A volte mi chiedo quando è successo che mi sono distratto, quando? Vero, si vero aspettavo di diventare grande, sognavo la maggiore età e poi poter essere indipendente.

Dovevo diventare giornalista mi pare o cosa? Ricercatore? Archeologo, pilota di aerei, ma come ci sono finito in assicurazione? Quando è accaduto che...gli esami andavano bene, si mio padre che muore, ma potevo continuare perchè allora?
Se ho un'anima vorrei interrogarla e capire perchè.
Certo a 26 anni scelsi l'Unipol, dall'Ina Assitalia alla Unipol e diventanto agente generale a soli 26 anni.
Ricordo Belluno, l'ufficio di via Caffi, i discorsi con il partito comunista di Belluno, sezioen fratelli Tormen.
Un terrone comunista che va al nord a creare e salvare posti di lavoro.
E poi? Perchè sono andato a Tivoli, anima cosa mi ha distratto?
Non avevo nemmeno 30 anni quando presi la Unipol a Tivoli ed era una piccola agenzia.
L'impegno politico? L'Unipol compagnia di sinistra? Anima tu sai come sono andate le cose, di sinistra c'ero solo io allora altro che...
Ma intanto gli anni passavano e quell'agenzia cresceva.
E poi...insomma come è che ora ho 54 anni? Dove sono gli anni che ho perso?
Non si può scrivere tutto, no non si può.
Non serve fare un bilancio, i soldi non possiamo portarli dopo la soglia e comunque tanto che porto? Nulla.
Non mi pento di molte scelte, le ho fatte tutte e potrei scrivere un romanzo davvero della mia vita.
A volte Anima mi succede che non mi ridanno gli anni, mancano pezzi, tutto è stato troppo veloce.
Amori, dolori, acc. fa anche rima.
Segreti, pezzi di storia che ho vissuto e meccanismi che conosco bene.
La mia coscienza però è pulita e questo mi basta.
Vivo, vivo le mie emozioni, le mie paure, le mie angosce, ma cerco di costruire qualcosa di importante e oggi, oggi nella mia agenzia della Toro ho un gruppo di ragazzi per cui mi butterei nel fuoco e oggi, oggi posso dire che la vita non sono i soldi, le case, le illusioni, la vita è l'emozione del coraggio senza mai contare la forza dei nemici, no Anima abbiamo vinto anche in dieci contro cento.
E gli anni che ho smarrito? Bhe è andata che importa? Tanto c'è un universo davanti, un universo in cui volare, ancora e poi ancora.

postato da: hariseldom alle ore 12:20 | link | commenti (2)
categorie: la mia vita
sabato, 25 aprile 2009

Bentornata Madama Tristezza

Bentornata Madama Tristezza
ti aspettavo sai?
Ricordi quando ci incontrammo la prima volta?
nei giorni della mia adolescenza
tra amori acerbi e incompiuti
e sguardi persi sulle vie del Corso?
***
Hai i capelli legati,
ti stanno bene sai!?
come questo vestito grigio
che porti sotto al ginocchio
con le tue scarpe nere e lucide,
Madama Tristezza.
***
No,
ho smesso di fumare sai?

da un pezzo;
i sogni quelli mi sono rimasti
come questa fontana di pietra
con quella vecchia che ci guarda,
anche lei ti conosce
si lo so.
***
Bentornata Madama Tristezza
che mi baci con le tue labbra
leggere
e mi rapisci tra le mie poesie stonate
e pezzi di giorni
nascosti sotto il tappeto
come polvere
***
E quel giovane che ti guarda
le gambe
non sa che seduci e travolgi
come quando scrivevo i miei pezzi
su un notes a quadretti
e tu
mi insegnasti l'amore malinconico
tra una carezza proibita
e un bacio francese
***
Ora prendimi tra le tue braccia
accarezzami il viso
e se puoi
sussurrami una melodia;
in un sonno riportami indietro
sulla panchina di pietra
a guardare gli occhi
di un amore
immobilizzato come la statua
della donna del bosco dei tigli
e dei cespugli di rosmarino.

postato da: hariseldom alle ore 09:54 | link | commenti (4)
categorie: malinconia
venerdì, 24 aprile 2009

Gianni della golf nera

Gianni aveva una golf nera
occhiali lucidi
Ray Ban marchiati
Gianni indossava stivaletti a punta
neri
lucidi.
*
Quante erano le donne di GIanni?
tante
le portava sulla sua Golf Nera
a vedere il mare
a sballare i tramonti
Gianni era un fico
con una svastica
per darsi importanza.
*
Gianni frequentava il Bar dell'Ombra che Cammina
giocava alla Coriziana
metteva sempre un deca
sul tappeto
per farsi bello
e c'era sempre una con la mini
a fare il tifo
sempre diversa
*
Ho visto Gianni
ieri
capelli bianchi
mani tremanti
uno sguardo allucinato
ma un bel giaccone di pelle
di quelli costosi
già
*
Mi han detto
che i figli l'han cacciato
pure sua moglie
e la cenere gli cade dalle dita
sempre
Gianni è un figo
sempre
ha ancora i Ray Ban
ma di un modello nuovo
ed una svastica nel cervello
fritto
si sempre quello
postato da: hariseldom alle ore 17:15 | link | commenti (2)
categorie: i personaggi di hari
giovedì, 23 aprile 2009

Perchè gli amori finiscono a maggio

Perchè i piatti pieni di sugo
hanno un odore di lente emozioni
e i tuoi capelli legati
e quel neo obbliquo sul volto
mentre Budapest ha pioggia battente
e l'isola Margherita ha una fontana
ombrata con un geco che raccoglie
fili di ragno.
***
Perchè gli amori finiscono a maggio
anche quando sembrano eterni
per colpa di un disguido
davanti alla piazza degli eroi
***
E intanto mi parli di Dio
per nascondere la tua confusione
mentre piove a Budapest
e i bicchieri sono sporchi
di schiuma
***
Ed era maggio
con una musica rauca
dalla cucina del mago pezzente
mentre un tuono
coprì il rumore
della porta sbattuta
postato da: hariseldom alle ore 21:04 | link | commenti (1)
categorie:

Strilli di libellule oppresse

Ed erano strilli di libellule
con la luna rossa tatuate
accanto a quelle di stelle
e croci dipinte,
riempivano l'aria
mentre Jane si sporgeva
dal posto di guida.

***
Jane con la divisa
bianca e immacolata
Jane con le sue labbra
di rosa canina.
***
E gli ospedali
si riempivano di pianti
e le urla della gente
semisepolta
mentre i carri armati
rompevano il prato dei girasoli.
***
Ed era strilli di libellule oppresse
a farsi largo nelle strade
e Jane come un camaleonte
cambiava colore
a seconda della bisogna
stella di davide
rossa croce
o luna appesa sul fianco della sua ambulanza.
***
Ci amammo come in Addio alle Armi
ci amammo tra polvere
e piombo
tra strilli di libellule oppresse
e amori di alta frequenza
vibrazioni
e rimbalzi di ricordi tra le macerie della luna

postato da: hariseldom alle ore 17:18 | link | commenti (1)
categorie: deliri
mercoledì, 22 aprile 2009

C'era una volta la classe operaia

E sono qui, le ginocchia al mento a guardare il mare, mentre tutti i miei pensieri precipitano nell'erba.
E strappo, poesie violentate da un monato tibetano, reo confesso di un omicidio.
" Vedi Giuda non è questo più il tempo della Settimana Rossa".
E prego un Dio che non esiste, forse, di chiarire i miei dubbi sul bene e sul male, su quello che è giusto e quelo che è il resto della moneta di Cesare.
" Vedi Giuda non c'è più un ciclostile per sporcarsi i denti."
Razzisti chi? dove? E le colpe di quei ragazzi con la stella di Davide che han bruciato? dove? dimmi dove erano?
Ma poi perchè alla fine un bambino di Gaza non vale nulla, spappolato, riverso, assassinato, dimmi ma non è anche lui senza colpa?
" Vedi Giuda io non ragiono, non capisco, non ricordo. Non era tutta la classe operaia di sinistra? Poi l'arcangelo gli ha regalato i reality, le prugne per la stitichezza e conduttori idioti per farli sentire come dei. Nemmeno una ingenua come cappuccetto rosso, nemmeno lei ci sarebbe cascata."
Ma poi le colpe? Il ceto medio produttivo, la scala mobile e poi l'ascensore, almeno quello è meglio non credi?
" Vedi Giuda a Enrico gli hanno fatto scoppiare l'anima con quella storia di quello che ora trattano da Libertador, pace alla anima sua, pace."
E guardo questo mare senza onde e strappo, poesie come pensieri,a pezzi piccoli per inquinarlo e se non basta saranno i miei bisogni gialli a renderlo più puro.
" Vedi Giuda come sparlo? Saranno gli anni e poi alla fine io sono un imprenditore, mica un dipendente e sto dalla parte di chi comanda. Ma poi dimmi, quella compagna, si quella carina a cui tutti facevamo il filo è vero che si è sposata un avvocato e che ora prende l'aperitivo giù al Manin? dimmi ma è vero?"
C'era una volta Paperino, la cioccolata nelle casette, c'era un 45 giri di Nada e la coppetta del nonno, c'era la classe operaia c'erano Sarti Burgnich e Facchetti. 
Ginocchia la mento, per favore fate silenzio, sto con i miei pensieri a guardare il mare.
postato da: hariseldom alle ore 10:57 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 21 aprile 2009

La bottega dei miracoli

Andavo spesso nella bottega dei miracoli ed a volte facevo anche l'aiuto alchimista.
Ii soffitto era a volte e sulla cima c'era un grande gancio, forse per appendervi i miscredenti.
Tre grandi bocce sul bancone, tre bocce di vetro trasparente.
In una coni verdi a punta, nell'altra dischi bianchi, nella terza boccia figure di animali neri, tartarughine, uccelli, cani, gatti.
A volte venivano i bambini, ignari di quei terribili veleni ed io o l'alchimista si vendeva parte di quei contenuti.
Ogni pezzo una lira, ogni pezzo di quei terribili acidi riflessi, li mettevo in una bustina come piccole droghe.
Odore di sigaro e trinciato forte nella bottega.
Cartoline in bianco e nero sul lato sinistro.
Poi cartine e tabacco sfuso e grandi pacchi si sale fino e sale grosso.
Nella bottega dei miracoli venivano ragazze come me, curiose di vedere lo straniero, ma non ebbi mai il coraggio dii incantarne una, ma a volte, per ingraziarmele, davo loro qualche mentina in più.
Poi c'erano i Tom, surrogati di cioccolata con le storie di tarzan impresse e le pip orrende caramelle per fumatori.
La bottega dei miracoli della mia infanzia, con i grandini in pietra e mio nonno che raccontava storie e comperava la domenica del corriere.
La bottega dei miracoli e dei veleni, persa in una angolo del tempo, occlusa da una tela di ragno bianca, persa tra un pacchetto di nazionali esportazione e un gomma da masticare.
postato da: hariseldom alle ore 17:57 | link | commenti (2)
categorie: la mia vita