Ci sono giochi che più o meno abbiamo fatto tutti, ricchi o poveri, gente del grande Nord o gente del sognante Sud, gente di destra e gente di sinistra, insomma giochi che abbiamo condiviso tutti,..quasi non so se Berlusconi da piccolo giocava.
Insomma chi non ha giocato a nascondino…ho detto nascondino non nascondi i guadagni alla finanza.
C’era un tempo in cui il telefono era duplex, se era occupato con la scopa battevi all’altro inquilino che condivideva con te la linea, un tempo in cui si vedeva l’estratto di varechina a sole cento cinquanta lire, un tempo in cui la tv se non la vedevi al bar la avevi in bianco e nero, un tempo in cui…ehm io piccoletto mi misi a guardare la lavatrice dall’oblò perché mi sembrava magica.
Ecco , quello era anche il tempo in cui con due mollette e un paio di sedie si faceva il tetto per la casetta.
Cerco occorreva una coperta, magari di quelle fatte con i rombi all’uncinetto o il residuo di un pacco arrivato dall’America.
Ci si metteva sotto quel tetto improvvisato e si leggeva Topolino e se avevi una sorellina ti toccava anche far posto alla sua bambola e alle sue tazzine da the.
Un rifugio, un luogo dove i grandi erano esclusi e dove si cresceva prima del tempo.
La vita non mi ha ancora permesso di possedere una casa, nonostante io oggi faccia l’imprenditore.
Però anche ai miei figli ho costruito la “casetta” quando erano piccoli, oggi farebbero fatica ad entrarci visto che sono più alti di me che sono 185 cm.
Si, penso che quel gioco lo abbiamo fatto in molti, quasi tutti, no Silvio non giocava così, lui no.
Corde di orde Normanne
legate le antiche paure
sui grattaceli di fango
con una fetta di mango
***
Corde di bella stagione
figlie di pia illusione
vendute ingrassate
e forse stregate
per la testa di quatrro impiccati
della banda dei tromboni stonati
***
E sono corni cornamuse e cornacchie
che sbelano amano sopra le fracchie
bruciate le sere d'estate
sotto le donne incantate
***
E tu
donna senza emozioni
che dipingi fragole e limoni
che mi trituri tutti i peli del petto
per poi agganciarmi con un angolo retto
e tu
venditrice ambulante
dall'umore piuttosto incostante
tra scudi vikinghi e spade affilate
gettami le notti rubate
perchè sono l'ultima sentinella
della torre dove sgorga il vino a cannella
****
Corde, corde, corde di orde Normanne
sulla via della seta e di una tarantolata
e di una mezza tamurriata
invero, assurda e stregata
cantata
ad una innamorata
corde
corde
corde di orda Normanna
tra sughi di incendi
e gonne
gonne
gonne di panna
Dammi la tua anima
sono venuto a riscuoterla
mentre impigli la tua gonna
alla sedia di un amore.
***
Dammi la tua anima
versamela sul petto
e non cantare
non cantare
ma danza
***
Dammi la tua bocca
la promessa di una sera
mentre le bombe cadevano
e tu piangevi
su quel tavolo
con una gamba in meno
***
Dammi la tua sottana
quella bianca
quella di quel giorno
sul letto d'acqua
quando mi chiamavi amore
e se fosse amore
o una canzone
non importa
***
Lega i tuoi capelli
legali con un nastro rosa
ma non urlare
ora non urlare
***
Dammi le tue mani
sul viso
sul sentimento
sul mio mento
oh si sul mento
e pregami ancora
come una tentazione
come una strega nera
come la foglia rotta
di una quercia di pianura
***
Dammi la tua anima
ora
amore
Andavo sempre al mare da bambino
per raccogliere i sassi
da regalare a Marea
sassi colorati
e vetri trasparenti
che sembravano
pietre magiche.
***
Marea mi diceva sempre
che un giorno saremmo andati
nel suo castello
dalle vetrate di fiori
e uccelli del paradiso
***
Sassi puliti dal mare
solo sassi
che per noi erano pietre preziose
e magiche
***
Il tempo
modifica tutto
ma alla fine rimangono i profumi
I limoni Eleonora si mangiano con il sale
perchè spezza l'agro
e rimane il sapore vero
come quello della terra di Sicilia
come quello.
***
Scusa non ti ho fatto accomodare
ma ho perso a biliardino e sono distratto
eppure ho fatto due goal dalla porta
e Filippo e lui che non segna
così si perde
al gioco
***
E' un cedro
quello non un limone
e sono gelsi bianchi
gelsi di Siracusa
ci sei mai stata Ele?
Vedessi l'Ortigia
di notte che luci che porta
se non ci fosse quel cancro
che la corrode
Siracusa si ci vorrei vivere
ma sai come sono fatto
non so piegar la testa
e la mafia non perdona
chi non si fa pecora
***
Hai visto ho cambiato le tendine
in sala
belle vero?
Hanno disegni di trafori
ah si tombolo si dice
li ha fatti mia madre
lei è di Linguaglossa
non capisce ora
ma avessi visto come era una volta
prima del morbo
avessi visto che donna
mi ha insegnato lei a mangiare limoni col sale
***
Scusa
parlo a vanvera lo so
e che oggi
oggi ho un seme dentro un occhio
un occhio che vede
troppe cose
e poi mi incazzo
quando uno parla che non si possono
scortare tutte le belle donne
dici che gli scrivono queste cose
o le pensa da se?
***
A volte mi viene voglia
di partire
di cambiar paese
che in parte mi vergogno
e capisco la gente cosa pensa
quelli che ancora pensano
o forse
questa Italia
è tutta malata di Altzaimer
o forse
forse lo sono io
come mia madre
per questo mangio fette di limone
con il sale
perchè l'aspro lo toglie il sale
e non lo zucchero
ma è un segreto
un segreto Ele e tu
non lo rivelare
C'è vento
tanto vento sulle colline
mentre un angelo
piange lacrime di sangue.
***
Giocano con i bambini
dottori con la svastica
il dottore sulla loro pelle
incide
***
Occhi senza orbite
odori di latrina
e cani al guinzaglio
meno cani dei padroni
meno cani dei padroni
che irridono della loro umanità
***
L'angelo guarda le spine
una delle altre donne
in fumo
una delle donne
nelle camere della morte
***
Non sono uomini
no
non lo sono
hanno teschi tra le costole
e vuoto dentro la testa
non sono uomini
gli aguzzini
***
L'angelo vorrebbe
sputare il veleno sulle divise nere
l'angelo vorrebbe
avere una voce
e una mano sotto le ali
bianche
***
No,
non sono uomini
ma demoni crudeli
maiali immondi
che con la divisa nera
tentano di scrivere una storia
sugli innocenti
maledetto sia il loro nome
ora e sempre
***
L'angelo ora
sbatte la ali e vola
via
A volte la vita la vivi troppo presto o troppo tardi.
Così il sorriso di una donna ti rimane dentro
Troppo poco o troppo tardi.
Attimi momenti per sempre.
Beveva birra Brian
di malto puro
e sua madre lo rimproverava
ogni sera
quando tornava
ogni sera
***
Brian era amico di Karl
ma non lo capiva
forse per questo
andò via
ma non è così
che sua madre lo racconta
***
Perchè sua madre vendeva
il suo corpo
al mercato
quando era notte
ma non sopportava il il vino
peggio la birra
ed era grassa
sua madre
e Brian non voleva
sentirla ruttare
la notte
Brian non la sopportava
***
Non aveva una donna Brian
no, non l'aveva
forse era omosessuale
o forse
era troppo brutto per amare
con quel naso rosso
e i capelli crespi
Brian non aveva una donna
e nemmeno un uomo
***
Però aveva un gatto
nero
magro
e con un ciuffo bianco
sulla testa
Brian l'ebreo di Treviri
non era nemmeno comunista
e non credeva in Dio
***
Però quando morì sua madre
pianse al funerale
e portò la cassa
con certi suoi compagni di bevuta
brutti come lui
e soli come lui
e venne pure il gatto
ma i gatti non piangono
a volte cantano
***
Questa è la storia
di Brian
l'ebreo di Treviri
che era amico di Karl
ma non era comunista
e non aveva un Dio
Messina è zona di frontiera
bastioni di guardie giurate,
mentre le barche di Caronte
attraccano al molo anime
e carabinieri.
***
La fontana della piazza
piove lacrime
sulle mie scarpe
ogni giorno che mamma santissima
divide il buono e il torto;
e non è un arancino
a farmi contento,
mentre le bestie assassine
tagliano la coca.
***
Ed il vulcano piange
e sbava fuoco
su questa terra
dove la politica ha un prezzo,
quello di un voto per un appalto
in questa donna prigioniera
***
Ed io, prefetto senza stelle
cerco le tracce di nuovi amori anomali
sulle strade dove le arance esploderanno
e le foglie di zagara mastico
nel vicolo del monumento
***
E questa terra ,
questa terra che un dio ha dipinto
in un giorno in cui era innamorato,
questa terra che potrebbe essere ricca
come una duchessa di diamanti ingioiellata,
questa terra prigioniera degli orchi
e delle streghe,
soffre e vuole essere liberata
***
Per amore
solo per amore
ho chiesto questa nuova destinazione
io, prefetto senza stella da sceriffo
sono riverso a terra
ucciso da un conflitto
ed una donna
dai capelli neri
e il naso che punta verso il cielo
poggia fiori
fiori di zagara sulla mia fronte
mentre l'ombra del vulcano
scoperchia un ponte
Non ho preso il treno per Marsiglia
Eleonora era con le sue valige nere
in quella stazione di fumo e candele
***
La banda suonava una romanza
e un gatto leccava un gelato scivolato
quel giorno di silenzi tra di noi.
***
Acqua fresca alla fontanella
non resisto mai di bere
nelle stazioni c'è acqua pura
***
Eleonora toccava i miei occhi
con un fazzoletto puliva il rossetto
mentre un prete parlava di Radames.
***
Marsiglia è bella a maggio
ha odore di mare e caffè
diceva Eleonora implorando
***
Pioggia, gocce a rincorrersi
sul finestrino, a diventare fiume
unendosi nello sferragliare del motore
***
Eleonora correva sino a Marsiglia
lasciando le mie mani sul suo seno
un addio a volte non lascia ombra