C'era trinciato forte
cartine e caramelline
da una lira
da una lira
Comperate signori le mentine
o le liquirizie a forma di pesci
o i cubi verdi per chi fuma
Sale e tabacchi
pavimento di pietra
gli occhi di Orazio
che racconta le storie
la Doemnica del Corriere
cinque nazionali
senza filtro
Comperate signori
mentine e sale grosso
il gregge che passa
le trote del fiume
e il tempo che cambiava
tra Tarzan e Buongiorno
Comperte signori
lupini e gelato alla banana
domani
domani bacerò
la ragazza del cespuglio di more
Sono nato il 6 ottobre del 1954 e i miei nonni materni e paterni abitavano in una casa a più piani di Popoli. I miei si erano trasferiti a Pescara, mio padre aveva vinto un concorso per l'ufficio delle imposte.
Però nel 1954 si nasceva in casa e per comodità mi fecero nascere nella casa dei nonni.
Ho passato ogni anno un periodo in quel paese, anche allora non si arrivava a fine mese e così quando si era in difficoltà si prendeva il treno e si andava a Popoli.
Di quella vecchia casa ricordo alcune cose che nessun ragazzo può più vedere.
Intanto il bagno fuori del balcone, insomma un bel problema con il freddo dell'inverno e con il ghiaccio.
Non era di certo riscaldato.
Poi il camino, il bracere, la vasca di ferro dove ci si faceva il bagno, le pietre del pavimento e la porta da cui uscivano mille spifferi e su, su al centro della sala le salsicce appese.
Così, siccome ero alto, mi dicevano spaccasaucicce.
Mio nonno Orazio era benestante per quei tempi, quando essere meno che poveri voleva dire essere benestanti.
Comperava il vino rosso sfuso e la gassosa, ricordo quel sapore alle volte.
La mattina il latte fresco con il pane e tanto zucchero, ehm quello non lo ricordo con tanto piacere.
Naturalemnte niente televisone, si andava dal Comapre Alfonso in paese perchè aveva un bar e io potevo ordinare persino un gelato.
Con i tappi delle bottiglie di gassosa si giocava come con le palline.
Tempi in cui il giro d'Italia era un avvenimento importante.
Poi c'era il magico regno del negozio di sale e tabacchi di mio nonno.
Dovete sapere che...
Non so se a parlare di mio nonno basterà un post o ci vorrà di più, ma penso che valga la pena ricordarlo come si deve, con i suoi pregi e i suoi difetti come tutti.
Parlo di nonno Orazio, il padre di mio padre, delle cose che ricordo di lui e delle mille cose che non so e non ho mai saputo.
Di certo è una cosa, che nel paese dove sono nato e dove ho vissuto per pochi giorni, io sono stato e sono ancora, non Giuseppe o Pino, ma il nipote di Orazio.
Se mai qualcuno di Popoli, paese in porvincia di Pescara dovesse leggermi, non tarderebbe ad individaure dal nome chi sono.
Orazio era una istituzione a Popoli.
Anche la sua fine alla soglia dei 90 fu un evento, morì 24 ore prima di mio padre e mio padre morì senza sapere che lui era morto, malato come era di cuore evitammo di dargli la notizia perchè era in ospedale in quel momento.
Ho perso le mie radici con lui, infatti lui aveva solo due figli un maschio ed una femmina e siccome mia zia non ebbe figli e si sposò solo in tarda età io non reisco nemmeno a risalire ai parenti lontani che ho.
Orazio aveva una tabaccheria a Popoli, la più antica del paese e aprì la sua tabaccheria sino a pochi giorni della sua morte con una regolarità tale che ci si rimetteva l'orologio con i suoi orari.
No, non basta un post, perchè troppi ricordi affollano la mia mente e perchè è giusto per me ricordarlo ora.
Morì nel 1975 il 21 di gennaio.
Non andai al suo funerale perchè morì mio padre, mi raccontarono che tutto il paese venne alle esequie e tutto il paese parlò del fatto che anche mio padre era morto.
Pare che avesse dei fratelli e delle sorelle, tanti ma che ne è di loro non lo so.
Non era nato a Popoli ma a Sulmona ed era figlio di una guardia forestale.
Ricordo il ritratto del mio bisnonno in divisa in una cameretta della sua casa.
Sua moglie, la cito con nome e cognome così se qualcuno mi aiuta leggendomi magari risalgo ai parenti, sua moglie dicevo si chiamava Elia Momicchioli era di Orvieto, io non sono mai stato ad Orvieto, un piccolo sogno che realizzerò prima o poi.
Nonna morì che io non ero nemmeno nato o avevo pochi giorni.
Riposa al cimitero di Popoli in un posto molto scomodo e io ogni volta per mettergli i fiori debbo cercare una pesante scala.
Povera nonna, dal viso che appare era una bella donna ed è come se mi guardasse quando le metto i fiori.
No, non ci vado spesso, però ci parlo anche se sono un credente a tempo determinato, insomma uno scettico in queste cose.
continua
Io e il fumo
La prima sigaretta sulla collina vicino alla stazione, insieme a Nicola e Claudio, quel pacchetto da 10 di sigarette che dicevano oppiate.
Una di quelle balle di quegli anni, quali anni? Era il 1967 e facevo la terza media, andava in giro di tutto e di tutto sarebbe andato in giro dopo, ma noi eravamo presi da quelle sigarette e null’altro, mi sentii pure male e finì subito anche quella esperienza.
Al quinto ragioneria incontrai Giovanna, il mio grande amore di allora, quello che sembrava quello per tutta la vita, durò quasi due anni e per quel tempo fu anche troppo.
Giovanna fumava e mi trasmise quel vizio che avrei portato avanti solo sino a quando stavo con lei.
Lasciai perdere e poi nel 1975 da militare, comperai le prime sigarette di contrabbando e ricominciai, una sigaretta ogni tanto, soldi non ne avevo io campavo con le 500 lire al giorno che mi davano di paga e mi bastavano.
Finii e smisi anche per quello, per i pochi soldi in tasca.
Tornai a lavorare in assicurazione e per anni non fumai più.
Sino al giorno in cui mio zio mi riportò una stecca di sigarette senza sapere che avevo smesso, da allora inizia a fumare con intensità
Nel 1989 con un atto di forza e di volontà smisi che ero a Tivoli.
Ero nervoso da morire e la mia famiglia ne pagò le conseguenze dovendomi sopportare.
I fumatori sono egoisti e nevrotici spesso e quello era il tempo in cui si fumava sempre e ovunque.
Ero un disgraziato che fumava in macchina con un figlio piccolo.
Poi ti guardi allo specchio e smetti.
Mantenni per tre anni due pacchetti di sigarette in tasca, sino al giorno in cui arrivato a Francavilla nel 1992 non mi accorsi che avevo appena fatto lo sbaglio lavorativo e di scelta della mia vita.
Dovevo decidere cosa fare, se uccidermi o altro, optai per altro e ricominciai a fumare.
Arrivai a 40 sigarette al giorno poco alla volta, il ricordo di Yanez de Gomera che accendeva le sigarette una dietro l’altra mi perseguitava.
Le cose non andavano bene sul lavoro e quando non hai i soldi ti pesa spendere per le sigarette, ti pesa.
Iniziai a pensare di smettere definitivamente nel 1999, ma non riuscivo a diminuire.
Non so se fu un sogno ad occhi aperti o se fu un sogno vero, ma all’improvviso mi trovai proiettato nel 2009 in un letto di ospedale malato terminale di un cancro ai polmoni e un angelo al capezzale che mi diceva: - se tu nel 1999 avessi smesso ti saresti salvato e non saresti qui.-
Poi l’angelo mi fece una proposta, tornerai indietro di 10 anni e smetterai.
Non so a volte se sono matto davvero, penso che gli scrittori o i presunti tali come me, un po’ matti lo sono.
Di fatto presi una brutta bronchite e il medico mi chiese di fare la spirometria, la dottoressa mi disse che avevo i polmoni puliti nonostante le 40 sigarette.
Smisi allora e non ho mai più toccato una sigaretta anche se anche adesso a volte ho voglia di fumare, ma forse dovrei chiedere a quell’angelo sul letto di ospedale se davvero quello era uno dei futuri possibili o se mi sono sognato tutto.
No, non serve credimi
Marea
non conta portare gli occhi
al confine
gli amori meglio viverli.
***
I figli, già
i figli Marea
e gli occhi
fissi verso nord
in attesa del treno
per la città della musica.
***
Però, una cosa
vorrei regalarti
un passaggio sul grande
Iceberg
sai quello con le foche
e i riflessi del ghiaccio
sui tuoi occhi
***
No, non serve
portare i tuoi occhi al confine
e poi io non so se gli uccelli
hanno un anima
non lo so
ma se è valso il pianto
di un bambino, forse si
forse l'hanno.
***
No, non chiedermi
perchè è successo
io davvero non lo so
eravamo forse distratti
forse è tutta colpa mai
***
Ero fermo a guardare il mare
e tu sei arrivata alle mie spalle
senza far rumore
hai appoggiato il mento
sulla mia spalla
e mi hai cinto la vita,
solo tu potevi farlo
solo tu
***
Non serve portare gli occhi
al confine
no
piuttosto ferma questo momento
di fronte al mare
con il grande Iceberg
e le tue labbra
sulle mie
perchè è oggi
è adesso
la vita Marea
Non erano pulite le finestre
e il fattorino aveva scarpe
troppo grandi,
come le sue mani
mentre saliva le valige.
***
C'era un ritratto del Fuhrer
con i suoi occhi di metallo
nel lato in ombra
della sala delle candele.
***
La bionda signora
con le cosce grasse
seduta sulla poltrona
beveva birra
e le gocce cadevano sul seno
***
Puzza di sigari
e odori di sesso
di sesso e d' urina
mentre l'ufficiale
della Gestapo
andava in giro
con la patta aperta
e il muco colante dal naso.
***
Sara non sapeva pregare
Sara non sapeva
che l'amore
era altro che
un porco nazista
seduto sul bordo
di una tazza del cesso.
***
Sparò
mirando negli occhi
con la luger
lucida di olio di morte
nell'albero del cristallo opaco
sputando sul ritratto
di Hitler
tra pezzi di carne
e unto di sugo
In quelle strane giornate
quando anche il respiro
sembra spostare la tua ombra.
***
In quei momenti
che ti prende la malinconia
sulle tempie
e spruzza di bianco,
quello che segna il confine
tra il riso ed il pianto.
***
In quelle strane giornate,
in cui ascolti la musica
uscire da una macchina
ferma al bivio del sole,
una musica
che vorresti non sentire
che vorresti non sentire.
***
In quelle strane giornate
di luna calante,
quando il respiro
sposta la tua ombra
dalle scale,
ecco,
ecco in quelle giornate
può capitarti di pensare all'amore,
già
l'amore.
***
Con le mani in tasca
il bavero piegato
in posa distorta
e quel bianco
sulle tempie
che minaccia
la pioggia degli anni,
ecco
in quelle giornate
senti più forte
il bisogno d'amare
e guardi
negli occhi
una donna che passa
e lei non distoglie il suo sguardo
non lo distoglie
e ti chiedi
quanto conta davvero,
quanto?
il rumore di quell'ombra che cade
che cade alla fine,
per colpa del tuo respiro,
per colpa
del tuo sospiro
pensando ad un amore
che magari amore non è.
Mi chiamò la preside della Michetti, al Foro alcuni genitori stavano scioperando per l'aumento della mensa e stava succedendo casino ovunque.
A dire la verità io non ne sapevo ancora nulla.
F era in terza media, l'aumento non era altissimo ma i genitori erano inferociti.
Tutti stavano andato in sala del consiglio comunale a Francavilla per discutere degli aumenti.
La verità era che il mangiare era pessimo e quando la qualità è bassa, la gente si lamenta di più.
Ero nel direttivo di sezione dei DS di Francavilla e non è facile essere obiettivi se appartieni a un partito politico.
L'aula del consiglio era piena di gente, c'erano genitori di tutte le scuole e io ero presidente solo di una.
Riuscii a stare fermo cinque? dieci minuti? presi il microfono e da quel momento nacque il CGM a Francavilla (comitato genitori mensa) un bel gruppo di persone e non ho il permesso di dire tutti i nomi ma Antonella Luigina Patrizia un avvocato Moreno insomma eravamo una ventina.
Il sindaco di allora Angelucci mostrava tutta la sua arroganza, voleva controllare il movimento, il mio stesso partito mi disse di lasciar perdere, tutti mi dicevano di farmi da parte.
Mi dicevano la stessa cosa i carabinieri quando a 15 anni vennero a parlare con i miei, "signora gli dica di non mettersi avanti sempre".
Scioperi, volantini con ostracismo dei presidi, riunioni continue, rifiuto di entrare alle mense.
La faccia del sindaco quando gli dissi che gli rivoltavo la città se non la smetteva e non rientrava nel provvedimento.
I giornali, il mio nome e tutti a dirmi che non dovevo apparire, era una pubblicità negativa.
Io non so cosa mi succeda, ma l'adrenalina mi va al massimo quando combatto per una causa giusta e pago, pago sempre.
Pago come quando obiettai l'acquisto di azioni della Universo sul mercato Tedesco pagandole di più, pago come quando non riesco a stare zitto se comperano i computer in Francia, pago sempre e devo essere matto.
Naturalmente non ottenemmo quasi nulla, ma il livello del mangiare migliorò nelle mense.
La gente pensava che la notorietà di quei gironi l'avrei usata per presentarmi alle successive elezioni, ma non era di certo il mio scopo e infatti non lo feci ed oggi di politica non mi occupo quasi più.
Però ho fatto quello che ritenevo giusto anche se avevo solo cinque euro in tasca e grossi problemi di lavoro e fare quello che ho fatto poteva costarmi caro.
Si vive una volta sola, una sola e io sono matto.
Lo so che sono matto, ma ora che sto riiniziando a costruire un futuro, so che tutto è il prodotto di quello che siamo stati.
Ma questa è la storia di oggi.
Tutto finì nel 2000, quando diedi le dimissioni dall'Unipol staccandomi da quel mondo che ormai mi era estraneo,
Dovevo diventare agente a Chieti accorpando la mia agenzia di Francavilla entrando in società con una persona che non stimavo affatto e non stimo nemmeno ora e con il controllo in mano ad una società finanziaria gradita ad alcuni ma non a me.
Le mie dimissioni finirono su tutti i computer della Unipol in ogni agenzia con una poesia.
Penso iniziasse così: c'erano i Missili a comiso, i palloncini alle feste dell'Unità...i
Ricevetti una offerta dalla Bipop come promotore finanziario e per 7 anni ho fatto quel mestiere.
Ma le cose che contano sono altre.
Ero presndiente del consiglio d'istituo allel medie Michetti e al tempo stesso stavo nel consiglio d'isittuo al classico a Chieti.
Seguendo i miei figli sempre.
Il grande iniziò a fare sport, prima come portiere dei pulcini del Francavilla e poi in una squadra di Basket il piccolo prima con il Basket e poi con il Karate.
Non ho mai perso una partita dei miei ragazzi, non ho mai provato una gioia più grande di quando vincevano o S parava un rigore o andavano a canestro.
Ho persino tenuto lezioni gratis alle medie spiegando ai ragazzi cosa sia una spa come funzioni la borsa ecc.
Divertentissimo.
Poi un giorno, il sindaco Angelucci di Francavilla decise di alzare il prezzo della mensa scolastica.
Ma non sapeva che io...
Insomma mi avevano messo all'angolo.
Su Guardiagrele una persona che aveva già "solato" tanti soldi ad un atro agente, su Miglianico e Tollo l'influenza di un personaggio che era stato coinvolto in una brutta storia legata al fallimento di una finanziaria e per il resto un portafoglio diretto che era zero.
A colmare tutto, un ispettore che sguazzava in queste situazioni e che faceva di tutto per mettermi in difficoltà.
No, non posso entrare in noiosi particolari e citare nomi e circostanze.
La mia vita politica? io che ero sempre stato impegnato politcamente non contavo più nulla.
Poi le malattie dei miei suoceri di mia madre, persino la truffa subita da un delinquente.
La causa con il subagente che non avevo voluto denunciare prima per furto.
Lasciamo stare.
Nel 1999 decido di rimettermi a studiare e do gli esami da promotore finanziario superandoli al primo turno.
Divertente vedere i ragazzi appena laureati o addirittura commercialisti essere bocciati e io che spiegavo, si ho questa abitudine di prendere il controllo anche se sono esaminato, spiegare alla commissione come funzionavano alcune cose.
Nel frattempo però, al di fuori del lavoro inizio a impegnarmi nel mondo della scuola.