Rosaria è una bella bambina, occhi scuri e neri e ha il cuore del suo vulcano.
Sullo scecco, l'asino di suo padre sino al Midoscio, suo padre è un ricercato. I fascisti lo hanno segnato.
Rosaria è una bella bambina, capelli neri e cuore di fico d'india e lascia presto la terra del vulcano.
Linguaglossa piange conchiglie e sangue, Linguaglossa terra di lava e di sfortuna.
L'Abruzzo è terra cruda, l'Abruzzo è terra cruda e Rosaria è la più grande di quattro fratelli un maschio e due sorelle.
Rosaria è la più bella e tutti la vogliono sposare, ma la guerra porta via gli sposi, ma la guerra non ha l'amore sotto la sua tenda.
E' innamorata la bella Rosaria e suo padre è un grande mago, legge il futuro e dice dove sono, legge il presente e la pancia, la pancia non ha più niente.
Si sposa la bella Rosaria e così non andrà in Venezuela.
Piange la bella Rosaria, rimasta sole e senza la sua famiglia.
Occhi scuri, pelle d'ombra e di conchiglia.
Farà due figli la bella Rosaria, ma di lacrime e dolore sarà la sua vita, la malattia del suo uomo, la sua pazienza e la forza infinita.
Come finiscono le belle, fiabe? come finiscono le belle fiabe? Io non lo so, ma venne un giorno un losco figuro a prenderle la sua bellezza e la sua allegria.
Si chiamava Altzaimer il mago oscuro che si prese alla fine anche la mente.
Riposa in pace bella Rosaria, hai gli occhi scuri e neri capelli e di tutte le donne sei la più bella, di tutte le donne sei la più bella.
Riposa in pace ora che gli anni sono passati, la gente di te si ricorda, ti chiamano ancora la Siciliana.
Era una bella, bella bambina era mia mamma quella regina.
Dunja ha pesanti borse
bottiglie d'aranciate
scarpe basse
perchè non sa volare.
***
Tre volte le ho chiesto
d'averla in sposa
tre volte le ho regalato
rose
***
Dunja guarda sempre
Al Jazeera
anche quando morde
il fazzoletto colorato
anche quando
sente freddo
sui suoi capezzoli
***
Suo padre dice
che sono un eretico
che non credo
in nessun Dio
che ho un chiodo
nel cervello
***
Dunja non mi vuol baciare
sposta sempre le sue labbra
ma dice che ho belle mani
ma non mi guarda
mai negli occhi
***
Dunja finirà per sposare
suo cugino
uomo di gran fede
ma clandestino
***
Io, sui binari dell'Aventino
raccolgo una briciola
della sua collana
la regalerò a un gatto
perchè non ho il suo cuore
e nemmeno
la sua fede
A nuotare in questo mio mare
dove sempre più
aumenta l'odore di alghe
e di petrolio
sino agli scogli
***
Poi andare dietro
dal lato opposto
della riva
dove i granchi
parlano del tempo
e della luna
***
Arrampicarmi piano
senza veder umani,
a non disturbar
il loro ragionamento
perchè uno
uno di loro domani
sarà re.
***
Perchè me lo hai insegnato tu
che dopo la morte
c'è la reincarnazione
tu, che tanto ami
il caldo e gli animali
tu che mi hai preso
il viso tra le tue mani
per sussurrarmi
del tempo e della prigione
***
I gabbiani ormai
sono alla discarica
e i polipi sono entrati
nell'elenco degli scontenti,
i granchi invece
sono coerenti
abbarbicati alle loro tradizioni
***
E guardo l'orizzonte
e parlo loro del mio amore
e delle mie guerre
mentre una processione di lumache
scivola a mare,
piano,
con molta grazia
***
Una motoscafo
muove onde blasfeme
una barchetta nuda
aspetta pescatori
tra boe bianche
e schiuma di petroliera
***
E' dunque questo il mondo
dove disegno
i contorni del tuo volto
e sogno?
sogno le tue labbra
su questa scogliera
al sapor di sale
in questo strano pomeriggio
di fine giugno
con un granchio
che quando rinascerà
diventerà re
ed è per questo che gli parlo
di te
principessa

A nuotare nelle mie acque
che sempre più sanno di petrolio
sino alla scogliera
delle rocce appese
sotto le nuvole.
***
Andare dietro
dal lato opposta della riva
dove i granchi
confabulano della loro sorte
***
Ora non ci sono più gabbiani
a beccar le chele
e i polipi
sono andati a vendere
i loro quadri
altrove
***
Aspetto sempre
per non dar loro fastidio
e lentamente salgo
tra quella gente
sapendo che uno di loro
sarà re in altra vita
***
E parlo
davanti alla costa Slava
parlo
e ricordo i sogni da bambino
quando pensavo che all'orizzonte
un giorno avrei visto la terra di Tito
invece solo mare
solo mare.
***
E parlo
amici granchi
parlo a voi dei miei amori
e di una donna
una che tanto ama il mare
e il caldo dell'estate
e la vorrei con me
ora
su questo scoglio piatto
a baciarci tra alghe e sole
tra lo scivolar di lumache
e pelle
e sale
***
Ma sono solo
sempre
e rimango fermo
a scorgere quel pazzo
che corre sulle onde
e quelle boe bianche
e quella barca
vuota
silente
e della bocca tua
ho solo sapor di sale
sulle mie labbra
***
Rimane un granchio
a guardarmi
intorpidito e strano
é lui
é lui che un giorno
diventerà re
alla prossima vita
come tu
come tu
mi hai insegnato

Ci sono tavoli disuguali
al bar della decima illusione.
Mutano con il mutar
della gente.
***
C'è un cameriere
con un occhio
di cristallo
che sorride sempre
e una donna
con i pantaloni
neri che non mi chiede
mai se ho spicci.
***
Una spremuta
di pompelmo
senza zucchero
perchè alla decima
illusione smetti
perchè è giusto.
***
La signora del terzo
piano va a messa presto
sparla di tutti
e parla di santi e miracoli
ascolta radio maria
e dice che è tutta colpa delle donne
la signora del terzo piano
ha un culo grosso
e puzza di menzogna
***
Dopo di lei
sempre l'amministratore,
dice che vuole i soldi
per l'ascensore
ha una moglie antica
che si fa sempre bionda
ora non riesce più
a fargli le corna,
mi ha detto che ora che
c'è Berlusconi
le cose certo andranno meglio
puzza di profumo scadente
e scorreggia.
***
Prendo la mia spremuta
al passar del vento
mentre la bioda Amelia
sta scendendo,
ha due figlie
belle come lei,
ma lei non tradisce
per colpa della sua morale,
lei profuma,
non ha puzze.
***
Debbo portare la macchina
a fare il tagliando
finisco la spremuta
e vado via,
occhi verdi
non è ancora uscita
ma forse sono blu
i suoi occhi,
ma cosa importa?
io sono arrivato ormai
alla decima illusione
quella che ti fa scrivere solo canzoni
e per fortuna
per fortuna
che quando arriva il conto
non mi chiede mai
se ho soldi spicci
perchè
ho sonno.
Melaconica e mesta
Beatrice camminava
sul campo della luna,
fiori smorti sulle rive
e pioggia d'angeli sulle vesti
***
Tre volte si fermò
allo sguardo della terra,
lontana e solitaria
la guardava
senza vento
***
Gli amori morti
a volte galleggiavano
sul pelo di quelle acque,
il fetore di decomposizione
riempive le sue narici
***
Un gatto di pelo incerto
e coda a lince
scrutava il suo seno
sporgente dalla camicia bianca
***
Un suonatore di violino
seduto su una panchina
aveva lasciato la sua canna a fondo
e un campanello sulla punta
raccoglieva il suono della sua ballata
***
Beatrice si bagnò i piedi nudi,
che di suicidarsi non le sembrava il caso
e fece un gran fragore
per far scappare i pesci
dall'incanto del suonatore.
***
I fiori bianchi
al contatto
delle dita dei suoi piedi senza smalto
si raddrizzarono
incuriositi da quella donna
e lei
baciò il gatto
perchè era giusto
perchè era quello il vero scopo
della sua vita.
***
E poi fu silenzio
davanti alla distesa dei fiori bianchi
di fronte al mare degli amori morti
nel campo
nei campo grigio della luna

Passeggeri diretti
alla fortezza spagnola
la figlia del governatore
ha una voglia di pesca
sopra il ginocchio
Il conducente chiede il biglietto
al frate con i sandali di spago
mentre un bambino
zingaro senza le impronte
piscia sulle scarpe
di un ufficiale
Per favore
restate seduti
La nonna dell'ultimo
attore del mediatico circo
parla del figlio
e dell'Isola dei famosi
Una ragazza in minigonna
si sforza di non mostrare
le mutande
al contrabbandiere di ombre
Per favore
restate seduti
Bestemmia l'avvocato della Banca
ha appena scoperto
di avere un buco
dietro il sedere
I passeggeri diretti
alla fortezza spagnola
non conoscono
il valore di un sette di cuori
non sanno parlare
e fissano il nulla
con i loro occhi di vetro
Passeggio in corridoio
dove non si può fumare
dai tempi del Re
cerco un pretesto
per parlare
con chi sa dipingere
il seno di una madonna
Per farore restate
seduti
la bomba scoppia alle tre

La stazione è piena di gente
Nadezda tu guardi il dottore
ma non vedi i miei occhi
la mia mano senza
le rughe
***
Il treno sta già arrivando
e tu ti controlli la veste
il tuoi capelli sotto
quel fazzoletto
mentre un soldato
ti guarda il sedere
***
Nadezda il mio è amore
ma tu non pensi che a lui
stretta nel tuo cappotto
con pochi bottoni
infastidita dal fumo
di un sigaro
***
Intanto la gente che applaude
l'arrivo del condottiero
le bandiere che sventolano
al cielo
in questo Aprile dipinto
***
Ma io vorrei solo amarti
anche se c'è questa guerra
ma tu guardi solo un dottore
figlio della borghesia
uno che ama il suo Zar
e ascolta le parole del Pope
***
Dimmi Nadezda perchè
perchè non mi ascolti?
i tuoi verdi occhi mi sfuggono
in questo inizio d'Aprile
mentre Lenin scende dal treno
Statue di mori
nella casa di Adam
tende di velluto rosso
il divano con i cuscini
odora di muschio e tabacco
***
Luci rovesciate
sino alla scala
un cane che traballa
vicino allla macchia
di muffa del muro.
***
Il grande ritratto
la donna con la collana
la destra tocca le perle
la sinistra sul fianco
***
Con i suoi occhi mi guarda
mentre appoggio il bicchiere
alla statua di un moro
con le dita aperte
che aspetta.
***
Donna del ritratto
i suoi capelli mossi
da un vento alle spalle
sembra mi voglia
raccontare la storia
di un amore
di secoli bui
***
Statue di mori
nella casa di Adam
un'altra mia vita
una guerra boera
quella donna mi amava
quella donna
ha la collana che
gli regalai
In processione ordinata
innalzando odi
avevano visioni estatiche
e genuflesse
mentre padre Marco
sudava sotto l'abito
dell'occasione.
***
La piccola Sabrina sbuffafa
ma sua madre lesta la tirava
mentre la zia di Tonio
parlava male
della vicina e della donna
dell'autostrada
***
In camicia verde il grassone
parlava del sacro vincolo
e della confessione
difendere dal fede dai mussulmani
che sono tanto brutti e tanto strani
***
Sabrina pensava al suo ragazzo
lasciato per seguire
questa armata
che vede tutto quel che vuol vedere
su questo sentiero di pietre
e superstizioni
***
Sotto un albero d'ulivo
a suonare una chitarra
uno zingaro con l'orecchino
ed un gran sorriso
accanto una donna dalla veste lunga
una gitana con i capelli
legati a coda
***
La gente che li scansa
mentre prega e canta
solo Sabrina che guarda
quegli occhi e già s'incanta
a sentire Bob Dylan
a volte viene pure fame
e quei due le offrono
pane e sale
***
Il gruppo sale sulla collina
ma loro mangiano
al suono delle cicale
e lui parla di fame
e d'ingiustizia
mentre Maddalena
taglia il pane
e glielo porge