hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

Chi sono

Utente: hariseldom
Nome: Giuseppe
AltraMusa, piccolo salotto letterario
Abisso dei poeti

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 31 maggio 2008

La notte in cui Spirito Santo sparò al venditore di palloncini rotti

Spirito Santo è un pistolero
che a volte si crede un uomo vero
raccoglie lattine di coca cola
e spreme limoni sulle lenzula

Quella sera
era più triste
forse però più vero
e aveva tanta
tanta voglia d'amare

Non c'erano poliziotti
sulla via del mercato
solo un metronotte
con un naso mezzo scavato

Non volle dargli una sigaretta
per due soldi e un padrone
Spirito Santo non aveva fretta
e gli chiese se almeno voleva
fargli un'offerta
ma il metronotte andò via
sempre anche lui
sulla via dell'anarchia

Poi arrivò
a piazza Venezia
il venditore di palloncini
sporchi di birra
dormiva sul prato
l'uccise senza chiedere
nemmeno un documento
senza chiedergli
nemmeno un documento

Quando il metronotte
lo vide chino sul quel cadavere
accese anche lui
una sigaretta
perchè era giusto
era giusto
fare così

postato da: hariseldom alle ore 22:36 | link | commenti (6)
categorie: ballate

Ulisse ha aperto un bar

Ulisse ha aperto un bar
al porto vecchio
racconta le sue storie
tra un rum e un porto

Non chiedergli mai
perchè ha la foto
di Nausica
la prende male
è una storia antica

Penelope l'ha lasciato
da quasi un anno
si è messa con uno
di Verona
pare sia diventata
pure comunista
Penelope ha persino
problemi con la vista

Al bar di Ulisse
servono frutta tresca
caffè e the alla menta
la carne è bandita da quel desco
Ulisse pare sia diventato
vegetariano
postato da: hariseldom alle ore 06:38 | link | commenti (10)
categorie: deliri
venerdì, 30 maggio 2008

Spirito Santo

Il suo nome
nessuno lo sa
ma lui si fa chiamare Spirito Santo

E' un assassino
a pagamento
figlio di un giorno fatto di pianto
figlio di un giorno fatto di pianto

Un pistolero di professione
che pare sia
di fede massone

Spirito Santo uccide
senza ragione
perchè questa è la sua vera missione

Fino al giorno
in un cui ha incontrato
la donna che il suo cuore
il suo cuore ha stregato

Tre colpi al cuore
senza dolore
tre colpi al destino
e poi un bicchiere di vino
un bicchiere di vino



Spirito Santo corre nella notte
con un mantello più nero
delle terre di legno

Dodici tacche
e poi la sua donna
quella che non vuole
portare al gonna

Eppure ha capelli
di fiele aranciato
come quel giorno
del suo gran peccato
come quel giorno del suo peccato

E' stato uno schianto
sotto il tetto d'amianto
quando il demonio
gli ha chiesto perchè
non ha ucciso la donna del re
non ha ucciso la donna del re

Un re di denari
di fede e d'altari
che imprigionava
la donna che amava

Uccise il demonio
quel bieco assassino
poi se ne andò
da solo a Berlino
da solo a Berlino

postato da: hariseldom alle ore 15:54 | link | commenti (11)
categorie: ballate

Lei aveva un neo sulla guancia

Lei aveva un neo sulla guancia
una borsa di bombe
un coltello nel reggiseno

Era una belva
di quattro stagioni
uccideva ad ogni solstizio
perdonava ad ogni equinozio

Per fortuna
non scriveva poesie
ma sparava sempre
mirando tra gli occhi
per questo
le ho chiesto d'amarmi
e lei
lei mi ha detto va bene 

Alla rapina
all'ingrosso
di salumeria
al posto d'uccidere
s'innamorò della guardia giurata

Ora le porto
sempre dei fiori
perchè io non perdono
nemmeno agli equinozi
perchè io
sono peggio di lei
postato da: hariseldom alle ore 12:40 | link | commenti (12)
categorie: ballate

La famiglia

La famiglia è una cosa importante
lo ha detto anche Don Bruno al sermone
lui che famiglia non ne ha
*
Intanto lei si pulisce dal sangue
ma sua madre dice che ci vuole pazienza
e sua madre famiglia la ha
*
Non bastavano le botte di suo padre
il principe azzurro le vuole un gran bene
anche se a volte
le molla qualche schiaffo
e protesta per la camicia
senza un bottone
*
Sua figlia le chiede ragione
del perchè accetta
la sua nera prigione
ma lei risponde quasi piangendo
che la famiglia
la famiglia è una cosa importante
e quando sarà grande
lo capirà
postato da: hariseldom alle ore 06:34 | link | commenti (6)
categorie: deliri
giovedì, 29 maggio 2008

La vita è un rock duro

Ti spacca le vene
ti rompe le tempie
la vita è un rock duro
tra due amplificatori
e un bacio avvelenato

Non è una mela
a far la differenza

La vita è rock
e tu mi spacchi i timpani
romperò la mia chitarra
sulla vetrata di una cattedrale

Non è una mela
a far la differenza

Vedi che ormai
non mangio carne
nemmeno io
non mangio carne
ormai neppure io

Non è una mela
a far la differenza
ma la tua risata
sul trenino
pieno di gente
che non sa volare
che non sa volare 
postato da: hariseldom alle ore 23:49 | link | commenti (2)
categorie: canzoni

Certe strane assurde pagine di luna

Capita che sei li
allungato al suolo
tra fango e vento
e senti che dentro
i vermi ti stanno dilaniando

capita che pensi
che nulla valga più la pena
nulla

Capita
poi
un lampo arancione
ti accenda la vita

Un lampo arancione
assurdo
imprevedibile
che ti sconvolge
e tutto cambia

postato da: hariseldom alle ore 21:19 | link | commenti (9)
categorie: amore
mercoledì, 28 maggio 2008

Tua madre guardava un altro

Musica e saltimbanchi
zucchero filato
nel carretto accanto
alla farmacia
quattro gocce di profumo
sul tuo collo
vicino alla collana di
finte perle
*
La gente era eccitata
di cosa poi
io non lo capivo
ma la tua mano
stringevi nella mia
mentre tua madre
tua madre guardava
un altro uomo
*
Sparasti un bacio
sulle mie pupille
e ci giurammo amore
amore eterno
mentre uno diceva
qualcosa sui buffoni
*
Sfiorai il tuo seno
mettendoti sotto braccio
un gatto ci fece capire
che non era il caso
ma tua madre
tua madre
guardava un altro uomo
allora mi baciasti
senza ritegno
che diventai rosso
come un cliliegio
*
Tanto tua madre
guardava sempre quello
come tutti
come anche gli altri
che stupidi pensammo
mentre l'amore
ci bruciava i polpastrelli
*
Poi tutto si fece silenzio
e lui con i pugni
ai fianchi
iniziò a parlare
ai combattenti di cielo
di terra e di mare
e tua madre lo guardava
ma io e te
io e te
quella sera
ci amammo
per l'ultima volta
per l'ultima volta
senza saperlo
postato da: hariseldom alle ore 23:21 | link | commenti (6)
categorie: amore

La favola dell'uomo a cui piaceva camminare- epilogo

Così dormì quella notte a Goriano. Un paese e una zona dell'Abruzzo poco conosciuta.
Una terra l'Abruzzo che non sa vendere le sue bellezze, incapace di valorizzarle da sempre e il ricordo di Fontamara di Silone dei suoi passi, dei pidocchi dati ai contandini per non pensare ad altro, calza e ritorna, al pernsiero di tante bellezze nascoste.
Una notte senza amore, anche quella, perchè l'uomo a cui piaceva camminare riincontava vecchi amori ma non mi risulta che rinverdisse i suoi passaggi.
Si alzò che Annarita piangeva.
- Vattene, vattene via, il passato non torna mai, mai quello che è stato è solo in un mondo perduto vai.-
Senza rispondere si incamminò per la montagna, il passo era dopo la casa dismessa dell'Anas, passo dopo passo.
Pensò che avrebbe incontrato di nuovo un contadino, magari un pastore e poi ad Avezzano, ad Avezzano avrebbe incontrato Giovanna, la donna che amava a 18 anni, la donna che pensava di sposare a cui dedicava poesie d'amore.
Giovanna la più bella della scuola e di cui lui si era perso al punto di fidanzarsi in casa pur di vederla.
Sapeva che la vita era stata durissima per lei, durissima, alla fine aveva avuto un figlio con uno e poi ora era rimasta sola.
Esaurimenti nervosi e momenti tragici, gli avevano raccontato di lei in tanti.
Era stata lei a lasciarlo.
Arrivò alle grandi pale del vento quelle che procuravano energia alla valle.
Gli ricordavano i giganti i mulini a vento, pensava a Don Chisciotte ma non a Cervantes ma alla canzone di Guccini. Già Guccini, quel cd che una donna gli aveva regalato, l'ultimo amore della sua vita.
Guardava il fucino dall'alto e vide la donna.
Una donna con un viso paricolare, difficile dire se bella o no, un viso molto particolare.
Occhi verdi come quelli di una tigre, capelli rosso fuoco tendenti all'arancio e un sorriso beffardo sul volto.
- ciao uomo, bella giornata oggi vero?-
Come approccio era piuttosto banale, uno si sarebbe aspettato un dialogo più esaltante, pià originale.
La donna continuò.
- siediti, riposa devo parlarti.-
Lui obbedì, ma chiese a sua volta.
- chi sei ? chi sei?-
La donna lo fissò con occhi che non perdonavano, che non avevano segni di pietà.
- domanda sbagliata sai? devi saper fare le domande, quelle giuste. La domanda gisuta è: chi sei tu?-
- Io signora? io? sono solo un uomo che sta coronando un sogno che ha coltivato per tutta la sua vita, fare un viaggio a piedi e conoscere il mondo come è davvero, dalle scarpe insomma e non da una lunga noiosa autostrada.-
La donna emise un fischio.
Le donne sono strane quando fischiano.
Apparve un cane completamente nero, piccolo, un bastardo che le leccò le ginocchia.
- Ora lo hai fatto, ora sei contento,il viaggio della tua vita, un viaggio che hai fatto a piedi, le tue colpe le tue promesse, i tuoi amori, giusti o sbagliati, hai avuto una bella vita non trovi?-
-avuto signora? avuto? sei dunque tu la morte? sono dunque alla fine della mia strada? ma devo arrivare a Roma a Roma.-
La donna scosse la testa.
- hai i tuoi anni, dovresti sapere come vanno le cose ormai e invece nulla, non imparate mai, succede sempre agli altri. Tutti hanno da fare altre cose, tutti quando la loro ora arriva. Ti risulta che qualcuno non debba finire un lavoro o un compito o vedere un figlio sposarsi o vederlo crescere, ti risulta che...? dimmi è così?-
-E' questo dunque, è questo, sei la morte e sei venuta a prendermi.-
La donna si mise a parlare con il cane.
- capisci più tu di questo, capisci più tu che questo, pensavo che fosse un poeta invece è un fifone come tutti- dicendo questo strizzò l'occhio al cane.
Poi lo prese per mano, aveva una bella mano.
- no, non sono la morte scemo, mai saputo della morte con i capelli rossi,ma sentito.- Continuò a ridere contaggiando l'uomo.
Ridevano e andavano verso le grandi pale di vento.
- ma scusa, scusa ma se non sei la morte, chi sei?-
La donna lo guardò e gli diede un bacio, un bacio come non aveva mai baciato nessuno prima.
Lui non resistette e disse.
- ma tu baci da...-
La donna mise una mano sulle sue labbra e gli impedì di finire la frase e risero e risero.
- appunto.-
Lei rispose.
- da Dio.-

postato da: hariseldom alle ore 19:01 | link | commenti (3)
categorie: favole

Nei sotterranei di villa Argentieri

Cinquantacinque gradini
sino alla cantina
ragnatele per tendaggi
muffa oscena alle pareti.

Il servo della gleba
tra luci e buio
gradino dopo gradino
violava il luogo
della memoria

Accanto al vecchio
letto a baldacchino
tra un divano
di velluto rosso
e un comodino
il ritratto in rosso
della signora
delle meraviglie

Il servo della gleba
osserva quella donna
la pelle liscia e bianca
i capelli arancio
quel vestito
che lasciava intravveder
seno e gambe

Cinquantacinque gradini
di nascosto violati
dove il conte degli inganni
aveva seppellito
il cuore di una donna

In contemplazione
e desiderio fremente
s'innamorò di lei
perdutamente

La donna del ritratto
una sera di settembre
sciolse la sua posa
e lo baciò in bocca

Lo ritrovarono
dopo svariati giorni
pensavano
fosse fuggito
e invece era morto
in quel sotterraneo
amando a più
non posso

postato da: hariseldom alle ore 06:54 | link | commenti (4)
categorie: amore