hariseldom

Non cercare di capire tra le righe, tra le righe di quello che scrivo ci sono solo spazi bianchi e forse tutta la mia incontenibile follia.

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AltraMusa, piccolo salotto letterario
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giovedì, 29 novembre 2007

L'ombra del Duomo di Milano

 

 

L’ombra del Duomo di Milano

a sfiorare i tuoi stivali

bagnati di pensieri

con un piccione indiscreto

che guarda le tue calze di seta.

 

L’ombra del Duomo

sulla tovaglia di un caffè

di tavoli traballanti

dove un cameriere

del deserto del Golan

rincorre il ricordo

di un amore sul muro del pianto.

 

E tu mi guardi

con gli occhi

pieni di scoscese fontane

mentre si spande la musica

di Celentano sino

all’ultimo vigile urbano.

 

L’ombra del Duomo di Milano

a suggello di un bacio

dato quasi con rabbia

con un gatto sornione

con la voglia di marmellata sul muso

e un miagolio al suono d’arpa

o forse, forse di liuto

mentre l’ombra ora ci avvolge.

postato da: hariseldom alle ore 18:32 | link | commenti (3)
categorie: amore
mercoledì, 28 novembre 2007

L'uomo senza ombra

 

Camminai per strade piene di siringhe

e schiave di sesso estremo,

non c’erano che lampioni

pieni moscerini eunuchi.

 

Ombre proiettate

su muri sporchi d’urina e corruzione,

ma non la mia,

no,

non la mia.

 

Il vecchio tiglio

nella casa del generale

disegnava sul parco il suo profilo

ed erano azioni di fabbriche di mine antiuomo

e scarichi nascosti

senza che una giornalista

ci ficcasse il naso.

 

Ma io non proietto ombre

su quelle strade

e nemmeno il fuoco di sterminio di massa,

io sono l’uomo senza ombra

che non cede alle lusinghe di un ministro

o a quelle del padrone dei telegiornali.

postato da: hariseldom alle ore 10:04 | link | commenti (1)
categorie: lungo le strade del mondo
martedì, 27 novembre 2007

Il gran capo Sacripante

 

 

Andammo con il gran capo Sacripante

con la grande canoa navigammo sempre a Levante.

Oh perbacco oh perbaccolina

indovinate cosa incontrammo una mattina?

 

Eravamo Apache Sioux e Piedineneri  

pure un coyote e certi due stranieri.

La grande canoa solcava l’onda

e il gran capo predicava che era tonda.

 

Cosa, cosa? Gli chiedevamo

ma la terra perbacco, non fare il menagramo.

Tonda è la terra e non quadrata

la vedrete al fin della nottata.

 

Uno degli straniere che pare fosse atzeco

disse: o quella è terra o io sono un geco.

L’Europa così scoprimmo un di  maggio

che per cambiar la storia ci vuol coraggio.

 

A conquistar l’Europa ci mettemmo un botto

che Vienna o Roma trasformammo in un salotto.

Ora i bisonti pascolano pure a Parigi a

d Atene non vennero lupi grigi.

 

Pure in Vaticano siamo andati

così che al fine i preti si son sposati.

Il gran capo Sacripante conquistador beneamato

in tutta l’Europa venne osannato.

postato da: hariseldom alle ore 16:43 | link | commenti (1)
categorie: favole
lunedì, 26 novembre 2007

Volevo essere un super eroe

 

C’era la neve a Pescara,

la scuola elementare

dietro i cumuli della ferrovia,

il ciccione con la cartella sulla mia.

 

Sognavo di essere Nembo Kidd

quello che chiamano ora superman,

ma al limite anche Batman,

al limite.

 

La stufa al centro del corridoio

io magro come un chiodo

e alto come un fuscello

di un lungo fiume.

 

La banda del ciccione,

spadroneggiava in quei paraggi,

la lotta con lui,

io che soccombevo sempre.

 

La nonna del corsaro nero,

Lassie e Rin Tin Tin

cioccolato tom e formaggino mio

il palo dove legavano le ragazze.

 

Volevo essere un supereroe,

trasformarmi per salvare il mondo,

il ciccione ora è un grosso negoziante,

fiancheggiava Ordine Nero

famiglie al limite del tempo criminale

con tanti peli sulla pancia.

 

Avrei voluto essere un supereroe,

prima ancora dell’uomo ragno,

prima che saltassi sulle barricate

di un sessantotto bruciato a pelle,

magro come un chiodo

alto come un fuscello

di un lungo fiume.

postato da: hariseldom alle ore 11:38 | link | commenti (5)
categorie:
venerdì, 23 novembre 2007

Danza il flamenco la zingara nel campo di cipolle

 

Danza, la zingara,

danza senza respiro

nuvole di moscerini

e Toledo non è lontana.

 

Nazisti pedofili

insidiano bambine

tra teschi verniciati

e sparsi riti magici.

 

Danza la zingara,

la gonna si solleva,

chitarre in flamenco

e fuochi stralunati.

 

Cipolle nel campo

disseppellite sul sogno

di un matador innamorato

due nei la zingara

sulla guancia in penombra.

 

Danza il flamenco,

danza controvento

nazisti a caccia di partigiani

mentre Franco

sevizia l’Andalusia

 

Le tue gambe zingara,

le tue gambe

nude illuminate dal fuoco

mentre la divisione Condor

bombarda Guernica.

 

postato da: hariseldom alle ore 09:39 | link | commenti (4)
categorie: guerra
giovedì, 22 novembre 2007

Il dolce sorriso di Ilaria

 

 

Dolce è il sorriso di Ilaria,

dolce come la forza del deserto del Gobi,

dolce come un bambino spaurito,

dolce come un tramonto sul mondo.

 

Che strade passano per Mogadiscio,

che rotte di morte,

quanti corsari sulla tolda di una banca?

 

Dolce il sorriso di Ilaria,

inseguendo un traffico d’armi,

scorrendo rifiuti tossici per paesi lontani.

 

Così muore una giornalista,

con un dolce sorriso sul volto,

inseguendo la verità nelle gole profonde

di un mondo che si vende per meno di trenta denari.

 

(a Ilaria Alpi, al suo sorriso e al suo grande coraggio)

postato da: hariseldom alle ore 18:20 | link | commenti (1)
categorie: lungo le strade del mondo
martedì, 20 novembre 2007

Il precipitarsi degli eventi

 

Su ballatoi pericolanti,

la danzatrice con le pistole

mostra gambe snelle

fili di seta rossa.

 

Aspetto il battito,

il momento giusto

per abbracciarla

amarla

sulla strada del borgo.

 

Un colpo di vento,

lei che cade

e io l’accolgo.

 

La sua pistola alla gola

che non le parta un colpo

io mi gioco la vita

in un sol colpo.

postato da: hariseldom alle ore 17:18 | link | commenti (3)
categorie: ballate
lunedì, 19 novembre 2007

Azzurro

 

Ah Francesca il tuo sorriso,

pescherecci nelle Marche.

I tuoi pantaloncini corti

le tue gambe accavallate.

 

Ah Francesca come azzurro

questo cielo a sedicianni.

Ah Francesca prendi questa vita

questa  vita tra le mani.

 

Quel bagnino, il bacio, la poesia,

come azzurro questo cielo,

questo cielo a sedicianni.

 

Un gelato,

un bacio alla crema e cioccolato,

come azzurro questo cielo,

questo cielo a sedicianni.

 

Ah Francesca sei bella,

come una principessa

di una favole scivolosa,

su un tappeto per stelle.

 

Verranno presto altri sogni

altre promesse,

l’università i grandi amori,

sul ghiaccio dello stagno.

 

Ah Francesca come azzurro

questo mare a sedicianni,

del tuo cuore, del tuo cuore,

tutto creme e cioccolata.

postato da: hariseldom alle ore 07:49 | link | commenti (5)
categorie: canzoni
venerdì, 16 novembre 2007

La ballata di Joe denti di pietra

 

Questa è la ballata di un farabutto,

che vive sul ciglio,

sul ciglio del mondo,

non chiedere altro non lo dirò,

questa è la ballata

la ballata di Jò

 

Ha una scacchiera senza cavalli,

venduti ad un mercante,

un mercante di schiavi

per due balle di medicine,

per la terra delle grandi menzogne.

 

Dove i barili,

i barili di nero petrolio,

costano quanto due secchi

di sangue innocente,

dove il legname è merce di scambio

e dove i signori,

i padroni del mondo

nascondono le infamie dei loro processi.

 

Joe denti di pietra

non ha dei nella sua baracca,

la sua baracca sul ciglio del mondo,

anche se un prete viene sempre

a giocare con lui

con le carte truccate di un povero cristo.

 

Fai attenzione alla sua compagna,

ha due nei sulla guancia

ed un coltello negli stivali,

lei è molto, molto più giovane di lui,

ma non gli toccare,

non toccare il suo uomo

perché lei ha un coltello

e lo sa usare.

 

Questa è la ballata di Joe

la sua leggenda,

fatta di guerre contro i potenti,

fatta dell’amore per la sua donna

e di una scacchiera senza quattro cavalli.

postato da: hariseldom alle ore 08:05 | link | commenti (2)
categorie: ballate
giovedì, 15 novembre 2007

Vienna

 

Dove sei,

dimmi dove sei ora?

Mentre il Danubio trascina

la mia voglia infinita d’amare,

dimmi, dimmi dove sei ora?

 

Non ci sono Valzer

nemmeno fiori nelle strade

in questi giorni di rivoluzione

mentre l’impero traballa

tra falsi scongiuri

e luridi inquisitori.

 

Ma io, terrorista del cielo,

io poeta maledetto dal tempo,

io cerco solo te

tra queste strade piene

di soldati e cannoni.

 

Dove sei, dimmi dove sei ora?

No, non pronuncerò il tuo nome,

dolce mi è alle labbra,

dolce mi è sussurrarlo,

ma non pronuncerò il tuo nome.

 

Sfioravo i tuoi due nei,

ti prendevo in giro,

tu rivoluzionaria

con due nei da nobildonna.

 

Dove sei ora, dimmi dove sei?

Vienna non è mai stata così fredda

e così gelido il mio andare,

in questo fuoco che invade

questo secolo di cambiamenti,

 io cerco solo te fra le strade

e le barricate.

 

Solo te amore mio,

in questa Vienna bastarda

che ti nasconde dietro porte di pietra,

no, non pronuncerò il tuo nome

ma ora lo sussurro piano,

impercettibilmente tra le mani congiunte,

il sapore della tua pelle

è ancora tra le mie mani.

postato da: hariseldom alle ore 12:35 | link | commenti (3)
categorie: amore