Se mai, se mai la luna
ti dovesse raccontare
la storia di quella notte
mentre so
che pensi ancora
ai miei occhi
*
Perchè quel giorno che Hemingway
finì l'ultimo pacchetto
non c'erano più leoni
li nella savana
e Tiziana tirò un sospiro di sollievo
perchè lei non sopporta il fumo e i cacciatori
e nella tenda non fece altro
che parlarmi di te.
*
Se mai la luna
ti raccontasse che anche Antonella
era stufa di quel safari
perchè Milano aveva ancora
ancore appese al suo balcone
ed Ernest era proprio pazzo
d'amore per lei.
*
Se mai, se mai la luna
ti dicesse dei miei libri
quelli che ho bruciato
quella sera mentre Hemingway
litigava con le stelle;
la sua follia
irritava i portatori.
*
Così le Iene risero di noi
e Tiziana mi cacciò dalla sua tenda
quella notte
che Hemingway finì le sigarette
e luna ci spiò
come una donna di strada
che ha finito il turno
e sta per tornare a casa
I mondi dove
decellerano gli oceani
per non incontrare il cielo
i mondi
al limitare del deserto
dove muore l'amore
perchè non c'è acqua da bere
I mondi della mia infinita solitudine
quelli di cui non parlo
quelli che nascondo
eppure è li
è li dove nascono
tutte le mie storie
Guerrigliero d'autunno
sulla Sierra Mestra
non raccolgo prigionieri
ma teschi di nemici
nel mio sacco
Le storie che non scriverò mai
hanno i miei occhi per contorno
e mai una donna
ha avuto davvero il coraggio
di varcarne la soglia.
Silenzio
l'oceano fa rumore
quando non vuole
incontrare il cielo
Hai scarpe comode Orchidea Verde
il Trevio ha porfido di stagno,
odore di baccalà e trame nere,
sul vicolo il banchetto del miele.
*
Autonomia vende sempre zuccheri
lo sai vero Orchidea Verde?
Quelli di Via dei Volsci sparlano
ma la polizia mette
alberi di legno sotto le sedie.
*
Attraversi il Trevio Orchieda Verde
dipingi la rivoluzione sopra un portone
come alla Comune, come a Parigi
per questo porti sempre
comode scarpe.
*
Ci sono trame nere
e omicidi senza punizioni.
Da qui a Villa d'Este non c'è
poi tanta strada
meno che dalla bocca
di chi ti ama.
*
Odore di polvere da sparo
alla Cittadella
Ponte Gregoriano ha gli echi
della Sibilla
potresti baciarmi
sopra quel ponte
dipingiamo dopo
la rivoluzione
dipingiamo dopo
ora vedi d'amarmi
Orchidea Verde
che hanno già chiuso
il fronte della cascata
Aveva scarpe con i tacchi
e infilava le foglie
a volte
il suo impermeabile
sgualciva il vento.
Non ricordo se fosse la fine d'aprile
magari era il mese di maggio
però ricordo lo scoiattolo
e il suo sorriso sul dondolo.
Non sarei più tornato a New York
troppi cani sulle mie tracce
ma quel giorno nel parco
sapevo che
non lo avrei dimenticato.
Aveva calze di seta
trasparenti
una gonna
sopra al ginocchio
belle gambe
davvero.
L'uomo del carretto
dei panini
cercava un cono di panna
perchè a te piaceva
ti è sempre piaciuta la panna.
C'erano le papere
cantavano Bach
nel lago rosso
di petali e rami
Non sarei tornato
no troppi cani
alla ginocchia
New York a volte
è crudele
ma tu baciavi
davvero
e i tuoi occhi
erano smeraldi nei
mie
Anche ora
torni nel parco
mi hanno detto
che lanci briciole di pane
alle papere
a volte
guardi il sentiero
quello che ho lasciato
buttando un pacchetto di sigarette
fuori dal cestino
come fanno tutti
i cacciatori di squali
Preghiera al Dio che non c’è
Puzza di feci e d’urina
non la senti?
dimmi non la senti?
Una suora che lava
una che finge preghiera
la luce spaccata
sul letto di Sara
I lamenti e il dolore
dimmi non li senti?
dai spiegami, spiegami ora
il senso che ha.
Sara che bisbiglia
sulla sua sedia a rotelle
dimmi tu che lo sai
dimmi
nella vita ha mai provato
piacere?
Puzza di feci e d’urina
l’Altzaimer cammina
in punta di piedi
tra fantocci travestiti
da contorsioni mentali.
Dimmi, spiegami
fammi capire,
perché posso accettare
la morte e forse persino il dolore
ma dimmi Sara
ha mai vissuto un giorno
solo uno
accanto a un amore?
Magari solo un surrogato
magari
Non si è mai sposata,
brutta e piccina
un lavoro da fattucchiera
e ora, ora gli hai regalato anche questo
Dio dimmi, ha un senso?
La suora dice di si
ma sai
Io
penso che menta.