Se ne va con il tempo
la retorica buffa dell'amore
le parole dette in punta
sotto la siepe
delle bacche rosse
Mentre il ministro delle cartoline illustrate
gongola con i sui brufoli sul culo
e fuggono poveri cristi
divenuti criminali
per legge
di chi criminale lo è davvero
Se ne va con il tempo
su una piattaforma galleggiante
un viso di donna
scolorito dal silenzio
perchè di silenzio
si paghi il silenzio
Mentre l'operaio attacca ancora manifesti
in nome del dio del reich
insieme alle stelle di davide
e ai proclami dei tre k
applausi in sottofondo
di veline
senza vento
E così rimango
a guardare il mare
da solo
mentre se ne va con il tempo
un amore profondo
ancorato ad una luna
su un balcone
di gerani
Lui di mestiere faceva il porco
ma per cambiare condizione
ed odore
cosa non da poco
decise di fare il frullatore di carote.
Le sue mani collose
scrivevano poesie
il suo sedere lanciava
profumi nell’etere
ed il suo vate
gemeva di piacere
con la sua pallida probiscide
rifatta.
Usciva un liquido giallo
denso
che mischiò con mele e limoni
per non far vedere ai giudici
che lui fosse omologato
E quando si scagliarono
sul suo padrone
il porco
divenuto frullatore di carote
lo difese
e difese la di lui morale
Tra due puttane
e un cladestino sul barcone
passò voce
che al San Gottardo
la frontiera
fosse aperta
ma non era vero
L’unico posto
per le puttane bianche
era
l’isola delle capre
e non dei maiali
così decisero di vivere insieme
Lei era del quartiere Pankow
e baciava come si bacia
quanto si ha paura
La portai sotto la casa colorata
lontano dagli occhi dei Vopos
la portai sotto la casa colorata
per vedere se era allergica
alla mia bocca
Sentivamo una armonica a bocca
e il rumori di un litigio
nella casa di fronte
Sentivamo i nostri anni
sfilare dalle nostre dita
per passare quel muro
E ora che il muro non c'è
ora che Berlino sembra una puttana
dalle voglie incoffessabili
di un altro Reich
e lei
lei mi hanno detto che si è venduta
al mercato delle pulci americane
In questo paese un tempo c'era la destra, una destra reazionaria e anti operaia, ma che aveva dei valori condivisibili o no, ma dei valori.
Ricordo come applaudì quando scoppiò lo scandalo di tangentopoli e come voleva mandare in galera tutti i corrotti.
Non è giusto dire che la destra storica non esista più, di fatto con l'Italia dei Valori ancora sopravvivono quegli ideali liberali.
L'anomalia del pdl è solo una temporanea interferenza nella politica italiana.
Un giorno un imprenditore pieno di soldi decise di salvare il suo impero economico entrando in politica ed organizzò su criteri di marketing il suo partito personale.
Con il quasi totale controllo dell'informazione e con l'assunzione di alcuni sociologi e psicologi sul mercato riuscì a completare la conquista del potere politico.
Tutto grazie anche alla totale incompetenza di una parte della sinistra che giocava ancora al comunismo.
Di questa anomalia italiana domani si parlerà come di un periodo di follia totale.
Domani questo paese tornerà nel mondo reale con di nuovo una destra ed una sinistra, di certo, chiunque un giorno governerà questo paese dovrà risanarlo dai guasti tragici provocati da un governo da barzelletta.
Le torri a specchiarsi
nell'acqua
tra fruscii di seta
e frecce avvelenate
Non pensavo di sentire ancora
il ricordo pesante
del fumo di Yokohama
la notte delle stelle cadenti
Ma il rumore
di un barattolo caduto
vicino al negozio delle spade
mi ha riportato al giorno
in cui scendesti
dalla macchina
sul ponte della baia
Quasi non ricordavo il tuo nome
quasi non ricordavo d'averti amato
ma un airone sul muro dipinto
si è messo a volare davvero
come un verso sciovinista
di Mishima
e tutto il tempo
tutto il tempo passato
è tornato
ai giardini di vetro soffiato
quel giorno
a Yokohama
Sei li che ti lecchi il dito per non guardare il cielo, perchè ti fa ancora paura come da bambino, quando sognavi di cadere.
I tuoi anni, le tue poesie d'amori magici e le tue storie in cui parli della tua vita, già e non dimenticarti le favole.
Scrivi, parli di te e forse sei narcisista, lo dicono in tanti e forse sarà anche vero.
Nessuno alla fine conosce davvero quello che ci passa per la mente e a volte nemmeno noi.
Prendi quel tale che ha avuto un momento di lucida follia, quello che dicevano fosse un tipo irreprensibile e poi ha sparato nel mucchio come nel film If che pochi hanno visto davvero.
Oppure quel terrorista che dicono stesse dormendo e poi lo hanno risvegliato per un attentato, dormiente già, un termine che ben si adatta ai miei pensieri.
La notte, la notte in cui da ragazzo trovavo la strada per i mondi lontani ai margini della nube di Magellano.
La sera che non riesci a dormire e hai le tue convinzioni, i tuoi tabù, i tuoi pentimenti e poi la notte, si la notte che ti cambia modo di pensare che cancella i tuoi propositi, li cancella, li resetta, va di moda dire resetta ora che c'è internet.
Mondi lontani, vite e cambiamenti che tra un sonno agitato ed uno profondo si modificano di colpo e poi al mattino tutto appare con una luce diversa, anche la banalità di un racconto che sembrava così avvincente la sera prima e poi diventa pozzanghera dove nemmeno una barchetta di carta riesce a navigare.
Alla fine poi è vero che la notte andiamo nei mondi lontani ai magini della nube di Magellano, mondi da cui proveniamo tutti ed è la notte che la porta si apre, la notte, questa notte per esempio.
Lode la compagno Jurij
che ha portato beneficio
al grande popolo sovietico
Leida i capelli scioli
lunghi e neri
Leida che aveva occhi
solo per me
Lode, lode compagno Gagarin
che hai visto i colori della terra
che hai portato la stella rossa
nello spazio
Leida che aveva un profumo
a coprire la Vodka sul cuscino
Leida quel giorno che a Mosca
li lupi non lasciavano orme
perchè la neve scendeva fitta
perchè la neve scendeva
Lode al compagno Jurij Alekseevic Gagarin
bandiere rosse
quella notte
e vento di rivoluzione
Leida i suoi capelli lunghi
la veste nera
la sua bocca sulla mia
senza respiro
Leida colonnello del KGB
e l'america lontana
Lode al compagno Jurij
e al grande popolo
dell'unione sovietica
lode a Leida
e Vodka sul cuscino
a Mosca in quei giorni
con lei
Daniele il pescivendolo
ultimo banco del mercato coperto
una moglie bionda con le tette esagerate
forse un po' sboccata
forse maliziosa
Trote di seconda mano
orate lucide di stagione
vongole bugiarde vendute per veraci
e quattro scampi cladestini
inseguiti dalla celere
sotto banco
Daniele ha una voglia di tartaruga
o forse è un tatuaggio
sul braccio
sorride alla moglie dell'avvocato
forse ci prova
forse lei ci sta
La vecchia della frutta lessa
gli ricorda di suo nonno
ma Daniele canta
Daniele ride
a volte persino piange
Daniele ha due figli
uno con le ruote
la bocca semiaperta
un bambino dolce
Daniele si a volte piange
Ma sua moglie
bionda e fatiscente
guarda altrove
con quelle cosce grandi
le tette a boccia
e il culo come un pallone
dei mondiali
lei lo tradisce
perchè ha noia
Daniele ha un banco
al mercato coperto
la foto di Kaka dietro le spalle
insieme a quelle di un santo
che ha la barba
Daniele il pescivendolo
scaccia così le mosche
dal suo pesce
l'altro figlio l'han bocciato
a scuola e forse ha messo incinta una compagna
Daniele ride
Daniele canta
a volte piange
" il resto è un brodetto con sogliola
e panocchie, il resto è quello che la vita
ti toglie con molto aglio e peperoncino fresco"
Se fossi capace di scrivere non inizierei un racconto con un se, non chiamarei un racconto con il nome di un giorno della settimana a meno che non ci fosse un rifermimento a Robinson.
Che poi stare su un'isola con Balottelli non mi sembra il massimo per un naufrago.
Un giorno come tanti? Direi di no visto che il commercialista mi ha detto quanto debbo pagare di tasse.
In fin dei conti è meglio così, so cosa vuol dire non doverle pagare per il semplice motivo che non si è guadagnato.
Lunedì un buon inizio settimana, con Luigina che inizia ad integrarsi e inizai ad aprire il suo mercato.
Piccole cose da cui cominciare.
Si, chi mi legge sa due cose di me, la prima è che racconto la vita della mia agenzia a volte, la seconda che ho una agenzia di assicurazione.
La seconda parte è interconnessa con la prima.
Sandra è in ferie ma ha chiamato Daniela per dirgli quello che doveva fare.
Daniela è il Gian Burrasca della mai agenzia, un vulcano quella ragazza trascina tutti e proporrebbe polizze anche all'inferno, ma gli ho già detto che non copriamo il rischio incendio da quelle parti.
Da mercoledì siamo aperti solo la mattina, che palle stare aperti solo la mattina, ma con i ragazzi si lavora lo stesso.
Marcello ha due pupattoli da sfamare, Loredana ha da realizzare i suoi obiettivi e Luigina sta riiniziando ora a dimostrare quanto vale, vale molto quella ragazza, piace anche a Gian Burrasca.
Lunedì, le tasse da pagare, i sogni da costruire e una crisi economica contro cui combattere.
Se fossi uno scrittore ora userei una bella frase per concludere, se fossi uno scrittore non sarei un agente di assicurazione in una città chiamata Pescara però.
E' un pastrano con macchie di cioccolata
quello che indosso
quando passeggio sul bordo del cratere
Ci vorrebbe un sigaro cubano
o al limite un ak 47
per ammazzare le mosche
poggiate su quei lampioni
Sapessi scrivere una canzone
la dedicherei al milite ignoto
quello morto per amore
sulla collina del V cavalleggeri
E' un pastrano lungo macchiato
non serve a coprire il freddo
ma protegge dai lapilli
quando erutta il vulcano
Mi piace stare solo
a guardare il lago
li dove nasce un fiume
mentre guardo le montagne
con quella cha ha un buco come
come il pugno di un meteorite
E lancio un sasso
per sentire un rumore
nel silenzioso stato della mia malinconia
che tu
tu non puoi capire